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11/11/2022

Moda, negozi messi in crisi dell'inflazione. Ma c'è chi investe sulla formazione

Il consiglio nazionale di Federmoda Italia evidenzia  l'enorme difficoltà del settore alle prese con la perdita del potere di acquisto degli italiani. Intanto però Confindustria Toscana Nord lancia una nuova edizione del progetto che coinvolge gli studenti per avvicinarli al comparto

I negozi di moda messi a rischio dall'inflazione, che riduce il potere di acquisto degli italiani e quindi abbassa i consumi.

Dal consiglio nazionale di Federazione Moda Italia, aderente a Confcommercio e riunito a Stresa è emerso un quadro complesso, non solo per 78.127 negozi di moda, tessile, abbigliamento, calzature, pelletterie, accessori ed articoli sportivi (con circa 293.497 addetti) aderenti all'associazione ma in generale per il settore.

"La filiera della moda - scrive la Federazione - è messa alle strette dal caro energia, delle materie prime e della contrazione dei consumi che hanno toccato il -12% ad ottobre, ma anche soddisfazione per i risultati di un confronto costruttivo che ha portato a sensibilizzare l'attenzione sulle azioni di rilancio che merita un settore che negli ultimi anni è stato messo duramente alla prova.

Un evento al quale ha partecipato anche il presidente del Fondo Fon.Te, Maurizio Grifoni, sulle novità in termini di welfare dei fondi pensione estesi anche a ditte individuali, professionisti e aziende familiari.

Particolare attenzione anche all' imprenditoria femminile e giovanile con le nomine di Maria Tiberio (Chieti) alla presidenza del Gruppo Terziario Donna di Federazione Moda Italia e di Lorenzo Nuti (Pisa) alla presidenza del Gruppo Giovani Imprenditori di Federazione Moda Italia".

Settore chiave per l'economia italiana

Per il presidente nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni: "abbiamo convenuto sull'importanza da attribuire al settore moda che, pur nelle difficoltà e complessità maturate negli ultimi anni, risulta sempre una componente essenziale per la crescita del Paese e dell' occupazione.

Per questo e per far fronte all' incremento dell'inflazione e al contestuale forte rischio di cali dei consumi, in piena sintonia con Confcommercio, il nostro consiglio nazionale, oltre alle esigenze di risposte su riduzione dei costi energetici, cuneo fiscale e revisione delle aliquote Iva sui prodotti di moda, ha affrontato il problema del costo degli affitti che, con un tasso d'inflazione che ha toccato ad ottobre quota 11,9%, comporterà nuovi sacrifici per un negozio di moda già alle prese con costi di gestione assolutamente insostenibili".  

In Toscana si formano giovani per il settore

Intanto c'è chi lavora per formare giovani da destinare al settore: è Confindustria Toscana Nord che ha lanciato la sesta edizione di "È di moda il mio futuro".

Il progetto non si è mai fermato, nemmeno nelle fasi più acute della pandemia, e ha sempre continuato a svolgere la sua funzione di orientamento dei giovani verso le professioni della moda.

Ora riprende a pieno regime, col patrocinio del Comune e della Provincia di Prato, del Comune di Monsummano Terme e della Provincia di Pistoia; presta la sua collaborazione il PTP Moda-Formazione Moda Toscana.

"Le novità più consistenti riguardano i concorsi, che nel tempo si sono rivelati strumenti importanti di coinvolgimento diretto dei giovani - spiega Roberta Pecci, che coordina il gruppo di lavoro della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord su offerta formativa, fabbisogni di professionalità e orientamento -. In questa edizione saranno tre: uno, 'Colora la moda', riservato ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, gli altri due pensati per le scuole superiori e incentrati rispettivamente sul tessile, 'Tessuti e filati, all'origine della moda', e sul calzaturiero, 'Voilà... Yves Montand!'.

Il lavoro creativo dei ragazzi sarà preceduto e accompagnato da momenti di formazione e approfondimento che coinvolgeranno il Museo del tessuto, da sempre nostro partner nel progetto, e le aziende stesse.

Rimangono fissi gli appuntamenti delle visite aziendali e degli incontri di orientamento per le scelte post-diploma; sarà replicato anche l'evento dedicato alle persone adulte inoccupate e disoccupate per presentare le opportunità di lavoro e di formazione per il settore moda".

Caro-energia non frena la richiesta di risorse

"Niente di quello che è avvenuto negli ultimi anni e che sta avvenendo tuttora mette in discussione la valenza strategica di 'E' di moda il mio futuro' - precisa il presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord Maurizio Sarti -. Il nostro settore è stato prima duramente colpito dagli effetti della pandemia ed è ora alle prese con il drammatico problema dei costi energetici: ma tutto questo non fa venire meno la necessità di lavorare sulle risorse umane e sul loro ricambio.

La tenuta occupazionale c'è, ben al di là di quanto generalmente si creda. I dati Irpet aggiornati al 2° trimestre 2022 sull'andamento dell'occupazione dipendente evidenziano per l'industria tessile-abbigliamento toscana una crescita di +3,6% sul 2021 e +1,2% sul 2019; la diminuzione della disoccupazione che si è registrata quest'anno nella regione (-13,8%) è dovuta anche al nostro settore, che continua a richiedere addetti.

Per l'ultimo trimestre 2022 la banca dati Excelsior stima 2.000 nuove entrate nel settore moda a Prato. Anche i dati sulla cassa integrazione sono, almeno fino a settembre, piuttosto contenuti.

Parallelamente a questi dati confortanti troviamo una accentuazione dell'invecchiamento della forza lavoro: i dati Inps ci dicono che nel tessile dal 2015 al 2020 gli over 55 sono aumentati del 34%, mentre i giovani sotto i 40 anni diminuiscono del 6,4% e la fascia da 40 a 54 del -11,4%".

Redazione Cuoreeconomico
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