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24/01/2023

Moda, tavolo al Mimit: i sindacati di settore chiedono investimenti, incentivi per il reshoring e riduzione cuneo fiscale

Incontro col ministro Adolfo Urso: "Risorse certe a favore della formazione tecnica e professionale, utilizzando al meglio quanto disponibile nel Fondo Nuove Competenze e nei Fondi Interprofessionali; il sostegno a favore dei processi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro"

La filiera della moda ha incontrato il 23 gennaio a Roma, presso la sede del dicastero per le imprese ed il Made in Italy il ministro Adolfo Urso.

All'incontro hanno preso parte le Segreterie nazionali delle tre federazioni (Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil) e le strutture confederali di Cgil Cisl Uil, oltre ai rappresentanti del dicastero stesso e le associazioni imprenditoriali di categoria.

I tre segretari - e i rappresentanti confederali, rispettivamente Sonia Paoloni ed Ugo Cherubini della Filctem Cgil nazionale e Silvia Spera della Cgil, Raffaele Salvatoni con Erminio Sciore della Femca Cisl nazionale e Giorgio Graziani della Cisl confederale, Daniela Piras e Benedetta Missaglia rispettivamente Segretarie generale e nazionale Uiltec, Giovanni D'Anna della Uil confederale – hanno rappresentato al ministro il quadro attuale del settore, sottolineandone l’importanza strategica per l’economia nazionale.

Le misure necessarie al comparto

Il sistema della moda in Italia - sottolineano - è costituito da quasi 66.000 aziende, occupa circa 600.000 addetti e ha un fatturato di quasi 100 miliardi di euro.

Come Organizzazioni Sindacali, tra le altre cose, abbiamo chiesto: l'applicazione delle norme a tutela della prevenzione e sicurezza sul lavoro; una ulteriore riduzione del cuneo fiscale, perché  aumenti il netto in busta paga di chi lavora; politiche contro la concorrenza sleale e i fenomeni di dumping contrattuale; il rafforzamento delle politiche di reshoring, affinché le aziende italiane riportino all'interno del perimetro nazionale le loro produzioni tuttora all'estero; la necessità di risorse certe a favore della formazione tecnica e professionale, utilizzando al meglio quanto disponibile nel Fondo Nuove Competenze e nei Fondi Interprofessionali; il sostegno a favore dei processi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

Rispetto della legalità e dei contratti

“Sono necessarie politiche di incentivi vincolate a obiettivi per il rispetto della legalità, per l’applicazione dei contratti nazionali di lavoro firmati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, per il mantenimento e l’incremento dei livelli occupazionali.

Rimaniamo fermamente convinti che l’appuntamento di quest’oggi del Tavolo della Moda debba trovare dei riscontri in momenti successivi, attraverso ‘Tavoli’ specifici, articolati e operativi, che possano consentire al Governo di passare rapidamente dalla fase di ascolto delle parti a una concreta di attuazione esecutiva” hanno concluso i rappresentanti dei sindacati.

Redazione Cuoreeconomico
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