ven 30 gen 2026

Seguici su:

01/09/2023

Nel Lazio è allarme lavoro povero, Di Cola (Cgil): "Famiglie costrette a scegliere fra cure e cibo"

(Natale Di Cola, segretario Cgil di Roma e del Lazio)

Il dato evidenzia quasi 750.000 lavoratori del settore privato non agricolo (circa 1,6 milioni) con retribuzioni annuali sotto i 15.000 euro. Il sindacato: "Donne contratti a tempo indeterminato ma stipendi bassissimi a causa del part time involontario"

"Nel Lazio 744.000 lavoratori percepiscono retribuzioni annue al di sotto dei 15.000 euro. È quanto emerge dall'analisi dei dati Inps sui dipendenti del settore privato non agricolo (1,6 milioni di lavoratori), esclusi, quindi, i dipendenti pubblici, i lavoratori agricoli, i lavoratori domestici, i collaboratori e gli autonomi, con e senza partita Iva.

Si tratta principalmente di donne (52) e giovani under 35 (42).Tra i più giovani il 62 percento si trova al di sotto dei 15.000 euro, tra le donne il 54 percento, contro il 39 degli uomini.

Le cause principali sono i contratti precari, il part time involontario e i bassi salari". Lo rende noto la Cgil di Roma e del Lazio.

"Guardando alle tipologie contrattuali - sottolinea la Cgil - se tra i lavoratori al di sotto dei 15.000 euro l'incidenza del tempo determinato e' del 42 percento, per chi ha retribuzioni più alte l'incidenza della precarieta' si riduce notevolmente, dal 16 percento per chi ha retribuzioni tra i 15.000 e i 25000, fino al 3 percento di chi ha retribuzioni annue sopra i 35.000 euro.

Discorso analogo per il part time: mentre il 62 percento dei lavoratori con retribuzioni fino a 15.000 euro ha un contratto a tempo parziale, per le alte classi di retribuzione la percentuale arrivano fino ad azzerarsi".

Una questione, quella delle nuove povertà sul fronte dei lavoratori, che sarà prossimamente oggetto di un tavolo alla Regione Lazio e sulla quale ha posto l'indice, anche la Cisl Lazio che con gli altri sindacati sarà presente all'incontro.

Particolare condizione nelle donne

Nella nota, la Cgil sottolinea in particolare anche un altro dettaglio preoccupante, quello relativo condizione delle donne: "Nonostante abbiano una maggiore incidenza di contratti a tempo indeterminato - dice il sindacato -si ritrovano a percepire meno di 15.000 euro l'anno, principalmente a causa del part time involontario che riguarda 3 donne su 4.

I settori con la maggior incidenza di lavoratori al di sotto della soglia dei 15 mila euro di retribuzione annua sono i servizi di alloggio e ristorazione (85 percento), le attività artistiche, sportive e d'intrattenimento (64), nell'istruzione (57), punte importanti anche nella sanità privata, l'assistenza sociale e il commercio (43)".

Maggiori controlli e stop dumping salariale

Per Natale Di Cola, segretario Cgil di Roma e del Lazio: "Questi numeri evidenziano come il lavoro povero sia tra le principali emergenze da affrontare. Servono maggiori controlli, interventi normativi per eliminare la precarietà, il lavoro sommerso e il dumping salariale.

Occorre che le istituzioni nazionali, comunali e regionali si impegnino a monitorare gli appalti pubblici e ad aumentare gli interventi strategici perché le conseguenze della precarizzazione del lavoro e dei bassi salari spinge le persone a rinunciare ad alcuni diritti fondamentali, come le cure sanitarie, a risparmiare anche sul cibo, a discapito della qualità dei prodotti che comprano, e a rinunciare ad attività ricreative e di svago".

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com