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18/03/2024

Petruzzi (Federconsumatori): “La guerra alle auto elettriche? Difendiamo barattolo vuoto. Ma il vero problema è la povertà che avanza”

(Alessandro Petruzzi, presidente Federconsumatori Umbria)

L’esponente regionale umbro e nazionale dell’associazione di categoria: “Se devi scegliere fra mangiare e curarti, la povertà relativa diventa economica e anche culturale. Gli agricoltori devono avere il giusto guadagno: serve un’alleanza fra produttori e consumatori, ma non vedo interesse su questo, è più facile prendersela con l’Europa”

Le famiglie strozzate da un’inflazione che galoppa e della quale si sentono gli effetti anche ora che l’aumento del costo del denaro si è fermato. Ma anche la fatica che l’Italia fa a spingere sulla transizione energetica.

Alessandro Petruzzi di Federconsumatori, oltre che essere nel direttivo dell’Umbria è anche nel cosiddetto “parlamentino” nazionale dell’associazione di categoria. Con lui CUOREECONOMICO tira le somme sulle tante questioni aperte.

Partiamo con un tema regionale. L’Umbria è fra le regioni con gli stipendi più bassi d’Italia e così la questione della povertà relativa emerge in maniera più volte che altrove…

La questione delle famiglie umbre in povertà relativa è un allarme forte e noi come consumatori ne parliamo da tempo: dove c’è povertà aumenta il rischio di infiltrazione. Se devi scegliere fra mangiare e curarti, la povertà diventa economica, ma anche culturale, perché si rinuncia a tante cose.

Agli sportelli c’è la gente che non riesce a pagare le bollette. La Fabi ha spiegato che le bollette  sono triplicate ed in più noi abbiamo le banche che fanno profitti extra ma contemporaneamente negano la rateizzazione.

Posso raccontare su questo un aneddoto: c’è una coppia nello spoletino che ha una piccola azienda, ma uno dei due in questo momento è malato. Hanno chiesto una rateizzazione per la bolletta da 850 euro ma gli è stata negata e si sono ritrovati gol gas staccato.

Siamo riusciti a farglielo riattaccare, ma c’è ancora tanta ipocrisia: ci si riempie la bocca dicendo che le famiglie in difficoltà vengono sostenute, ma la percentuale di coloro che vengono assistiti in realtà è molto bassa. Il disagio è forte, così come la solitudine della gente. E tanta gente la cavalca, sfruttandola”.

Come giudicate le soluzioni che sono state applicate a livello nazionale?

Molto negativamente. Il Governo Draghi aveva avviato la rateizzazione parziale delle bollette, provvedimento inizialmente mantenuto anche da questo governo.

Noi riuscimmo ad ottenere la rateizzazione pura, ma oggi il provvedimento è decaduto. La benzina è nuovamente aumentata, senza azioni per calmierare i prezzi; le accise non sono state rimosse ed in più Perugia è la città più cara d’Italia in termini di aumenti.

C’è molta speculazione e questo è testimoniato dal fatto che mentre gli agricoltori guadagnano il 10 percento in meno sul grano, ma la farina è cresciuta del 40 percento. I generi alimentari sono aumentati tantissimo. Gli agricoltori devono avere un giusto guadagno, ma è bene capire che non è l’Europa che li strozza, bensì la filiera intermedia.

E i lavoratori stanno nel mezzo: serve un’alleanza fra produttori e consumatori perché i primi abbiano il giusto guadagno ed i secondi il giusto prezzo. Ma non vedo interesse su questo a livello nazionale: ce la prendiamo con la burocrazia e con l’Europa, coi i pesticidi”.

Sul fronte della transizione ecologica, tematica di cui lei si occupa a livello nazionale nel comitato direttivo di Federconsumatori, più che passi avanti l’Italia sta facendo passi indietro…

Abbiamo i produttori di petrolio che investono in nuove tecnologie e fonti alternative; abbiamo i colossi cinesi che investono in batterie per l’accumulo di fonti rinnovabili mentre noi ce la prendiamo con le auto elettriche, quando invece tutti i grandi stabilimenti stanno lavorando su questo o sull’idrogeno.

Stiamo difendendo un barattolo vuoto, con tutte le conseguenze che ci saranno sull’occupazione. Stessa cosa sulle comunità energetiche: dove ci sono funzionano, ma sono ancora pochissime, se ne parla poco, non vengono promosse”.

Anche sul fronte delle trivellazioni, non si è più fatto nulla…

Da una parte e dall’altra, era solo campagna elettorale. Che fine hanno fatto? E che benefici stanno portando? Le realtà che lavorano sul fronte della produzione di energia o impianti dicono che se vengono messe in condizione di agire sul fronte delle comunità energetiche, sono pronte ad assumere tecnici e lavoro e senza incentivi abbassano la produzione di anidride carbonica. Lo dice Confindustria, non noi.

 A cosa serve dare agli agricoltori dare un anno di incentivo per un anno sul carburante se non si costruisce il futuro, se non si lavora alle alternative? Possiamo risolvere i problemi delle aziende con un sussidio? Certamente no: investiamo in innovazione e formazione, costruiamo le figure professionali del futuro per stare dietro ai cambiamenti rapidi. Vedrete che le cose in questo modo cambieranno”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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