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20/02/2024

Piantedosi: "Autonomia differenziata è opportunità". Ma i Lep dicono il contrario

Il ministro dell'interno: "Molti dovrebbero coglierla non in maniera preconcetta o poco avveduta di una pregiudiziale contrapposizione tra Nord e Sud bensì come un modo per avere risposte migliori". I dati però dicono che l'Italia è lontanissima da questa situazione: appena 9 regioni su 21 offrono le cure essenziali

"L'avvio della discussione sull'autonomia differenziata ha il grande merito di aver avviato il processo di definizione dei livelli essenziali di prestazione".

Lo ha spiegato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi intervenendo ad un convegno sulla coesione sociale e territoriale in prefettura a Milano dove ha parlato anche della riforma dell'autonomia differenziata.

"lo dico da meridionale che molti dovrebbero cogliere non in maniera preconcetta o poco avveduta di una pregiudiziale contrapposizione tra Nord e Sud - ha precisato -, ma come una grande opportunità di un paese maturo per creare risposte migliori per la maturazione della propria classe dirigente".

"Quindi la definizione dei Lep e il loro finanziamento rappresentano la prima ineludibile tappa verso quello che sarà l'accordo finale - ha concluso -, ed è importante perché dovranno essere finalizzati ad una maggiore coesione sociale e alla riduzione delle disparità".

Ma l'Italia è a più velocità

Ma i dati dicono che in Italia solo 9 regioni su 21 hanno garantito nel 2022 le cure essenziali: più della metà non raggiungono la sufficienza in tutte e tre le macroaree - prevenzione - distrettuale - ospedaliera.

E la situazioni sembra segnare un peggioramento rispetto all'anno precedente, se verranno confermati i dati preliminari del Ministero della Salute, pubblicati sul sito Quotidiano Sanità.

Secondo l'analisi, per ora parziale, sono infatti in aumento, rispetto al 2021, le regioni che hanno prestazioni peggiori: sono al momento 12 (erano 7 l'anno precedente) quelle con punteggio inferiore alla soglia, che quindi non riescono ad essere sufficienti in tutte e tre le macro aree. I risultati migliori sono in Veneto, seguito da Emilia-Romagna e Toscana. Bene anche Lombardia e provincia autonoma di Trento. Mentre i risultati peggiori si registrano in Valle d'Aosta.

Nel 2022 Bolzano, Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise hanno avuto un punteggio sotto la soglia in una macro-area, mentre Piemonte, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna in due macro-aree. La Valle d'Aosta in tutte e tre le macroaree.

Redazione Cuoreeconomico
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