Pierini (Assobibe): “Bene il rinvio della Sugar Tax ma la Manovra non aiuta le piccole e medie imprese”

(Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe)
Il numero uno dell’associazione dei produttori di bibite gassate e soft drinks: “Non ci soddisfa nemmeno la direttiva sugli imballaggi e va ripensata la questione relativa alle bottiglie riutilizzabili”
Il settore delle bevande analcoliche rappresenta un vanto per l’industria italiana. Secondo gli ultimi dati di Trade Lab, il mercato delle bevande analcoliche in Italia vale 4,9 miliardi di euro con un export di 421 milioni.
Ciò nonostante il caro-energia e l’aumento dei costi di produzioni gravano sui bilanci delle imprese e nemmeno la Manovra sembra attenuare i carichi.
“Il tempo per preparare la Legge di Bilancio è stato davvero poco e questo ha tagliato i tempi per approfondimenti su diverse misure, in uno scenario economico molto incerto”, dice Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe.
“L’esclusione in legge di Bilancio delle potenze sopra i 16,5 kw dal taglio degli oneri sulle bollette per il primo trimestre 2023 - continua - andrà a colpire le industrie non energivore che rappresentano il motore del Paese.
Per le imprese l’unico modo per uscire da questo vortice negativo è investire e crescere, ma per poterlo fare abbiamo bisogno che il Governo ci supporti”.
Presidente Pierini, rimanendo sulla Manovra la soddisfano i rinvii della Sugar Tax?
“Il posticipo dell’entrata in vigore della Sugar e della Plastic Tax è un primo segnale importante per le imprese del settore anche attendiamo la cancellazione definitiva nel 2023.
I risultati auspicati si sono raggiunti in questi anni senza la necessità di ulteriori tasse perché i produttori hanno innovato i prodotti e le ricette, aumentando l’offerta di soft drink a ridotto o a nullo contenuto di zucchero, anche attraverso un accordo tra Assobibe e il Ministero della Salute.
Il rinvio ci dà ossigeno, ma rimane questa spada di Damocle sulle nostre teste che aggiunge incertezza alla situazione già estremamente complicata nella quale stiamo lavorando.
La tassa comporterebbe un aumento del 28% della pressione fiscale su un litro di bevanda analcolica, e un aumento del costo a scaffale che si rifletterà inevitabilmente sui consumatori.
A farne le spese saranno soprattutto le Pmi, che rappresentano il 64% delle imprese del settore e tutte le filiere collegate”.
Cosa pensa della Direttiva Ue sugli imballaggi?
“Condividiamo l'obiettivo di Bruxelles di diminuire le emissioni, ma crediamo che le soluzioni per farlo debbano considerare le realtà di ciascun Paese.
Purtroppo il percorso proposto dalla Commissione europea per i prossimi anni in tema di imballaggi dimentica le strategie sino ad oggi implementate e chiede un cambio di visione sul riciclo e sul riutilizzo.
Secondo me dovremmo favorire l’economia circolare per evitare la dispersione nell’ambiente dei contenitori dopo il consumo e ridurre l’uso della discarica.
In Italia le industrie delle bevande hanno investito nel riciclo e passare adesso al riutilizzo significherebbe vanificare sforzi e investimenti fatti sin qui e comporterebbe adeguamenti costosi”.
Da parte vostra con quali metodi avete affrontato la transizione ecologica?
“Negli ultimi anni abbiamo dimezzato il peso delle bottiglie in plastica e adesso sostituire bottiglie monouso con bottiglie riutilizzabili significa usare un quantitativo di plastica doppia, perché devono essere più resistenti per poter essere riutilizzate.
Inoltre, devono essere trasportate avanti e indietro e lavate. Bisogna essere pragmatici e calcolare il ciclo di vita del prodotto per definire le soluzioni migliori.
Infine, se passasse la revisione dettata del Regolamento, PwC ha stimato che l'impatto sull'industria europea delle bevande per rendere riutilizzabili le bottiglie in plastica sarebbe di 18,7 miliardi di euro e bisognerebbe avere camion più spaziosi del 35% per le consegne, magazzini del 30% più grandi per lo stoccaggio e linee di imbottigliamento più lente del 50%”.
La soddisfa il tetto al prezzo del gas?
“Qualunque iniziativa per evitare che si ripetano gli aumenti insostenibili di questi mesi è ben accetta, anche se si tratta di un segnale importante ma non risolutivo.
Ci auguriamo che si trovi un mix di soluzioni utili per non indebolire il tessuto imprenditoriale sfiancato dagli ultimi anni di emergenze”.
Di Matteo Melani
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