ven 20 mar 2026

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Pmi e Intelligenza artificiale: un volano per il settore manifatturiero

Il Competence Center Nazionale CIM4.0 presenta uno studio sui vantaggi di una corretta applicazione della tecnologia per il comparto: prevista una crescita dell'utilizzo di oltre il 36 percento sino al 2030. Le prospettive sono la creazione di 97 milioni nuovi posti di lavoro

Non lasciamoci ingannare dal fascino dell’Intelligenza artificiale e al tempo stesso creiamo le migliori condizioni per infondere tra le imprese italiane, in particolare nelle Pmi, un senso di fiducia e di prospettiva positiva legata all’adozione di questa nuova tecnologia.

È questo uno dei messaggi chiave che emergono dallo studio inedito L’Intelligenza Artificiale per l’industria. Scenari e linee guida per le imprese del Made in Italy presentato  dal Competence Center Nazionale CIM4.0 in occasione della 18. edizione della Fiera Internazionale A&T Automation and Testing ospitata al Lingotto di Torino

L’Intelligenza Artificiale può davvero rappresentare lo strumento più efficace a disposizione delle imprese manifatturiere per realizzare gli ambiziosi ma necessari obiettivi dell’Industria 5.0, raggiungendo così la piena sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

Tutto questo è realmente concretizzabile a patto che l’IA venga percepita e utilizzata come un’opportunità che implica nelle imprese un cambiamento sistemico, agendo sia sull’ambito tecnologico sia su quello dell’organizzazione aziendale e sociale.

I numeri dell'intelligenza artificiale

Il mercato globale della Ia è stato valutato pari a 150,2 miliardi di dollari nel 2023 e si prevede una sua progressiva affermazione con un tasso di crescita annuo composto del 36,8 percento sino al 2030.

Si stima che l’industria manifatturiera otterrà il maggior beneficio finanziario dall’adozione dell’Ia, con un guadagno atteso di 3,8 trilioni di dollari entro il 2035, alterando drasticamente l’impatto economico del settore, aprendo le porte a nuove opportunità di efficienza, innovazione e competitività.

Inoltre, si prevede che l’Ia creerà circa 97 milioni di nuovi posti di lavoro, potenzialmente contrastando le preoccupazioni legate al licenziamento in massa della forza lavoro.

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Gap e Motivazioni: perchè utilizzarla e perchè no

Dai dati che emergono dallo studio del CIM4.0, si desume che l’Intelligenza Artificiale impatti in modo significativo sulla riduzione dei costi di produzione introducendo efficienze, migliorando la precisione e ottimizzando l’intero processo produttivo.

Rimane forte, tra grandi imprese e Pmi il gap rispetto all’adozione di queste tecnologie intelligenti che consentono alle macchine di apprendere da esperienze passate, adattarsi a nuove situazioni e prendere decisioni complesse in tempo reale.

Infatti solo l’8 percento delle piccole e medie imprese utilizza l’Ia nella produzione e il 6 percento nella logistica, mentre nelle grandi aziende tali percentuali raggiungono rispettivamente il 26 e il 32 percento

Le motivazioni che rimarcano la distanza applicativa degli algoritmi intelligenti da parte soprattutto delle PMI sono da ricondurre a una difficoltà/impossibilità di misurazione del valore monetario dell’Ia; a una complessa percezione del valore finale dell’Ia in termini di efficientamento della produzione o dell’ottimizzazione dei processi; alla scarsa confidenza rispetto alla digitizzazione, ovvero la conversione di informazioni e dati analogici in digitale, processo necessario prima di trasferire i dati agli algoritmi intelligenti.

Queste criticità rappresentano quasi il 62 percento della totalità dei problemi che l’industria affronta quando considera l’avvio di iniziative legate all’Intelligenza Artificiale.

L’adozione tempestiva delle tecnologie emergenti, con l’Ia generativa in prima linea, è essenziale per mantenere una posizione competitiva e preservare quote di mercato. Per raggiungere questi obiettivi lo studio – attraverso una roadmap analitica e la narrazione di casi applicativi di successo – definisce il percorso più adeguato da compiere: digitizzazione, digitalizzazione, trasformazione dei processi verso Industria 4.0 già proiettata al 5.0.

Raccomandazioni per una corretta applicazione dell'intelligenza artificiale

Tra le raccomandazioni evidenziate dal CIM4.0 verso tutte le imprese che desiderano adottare l’Intelligenza Artificiale nei loro processi industriali, vi è in primo luogo l’avvio di un processo di trasformazione digitale.

A seguire è importante puntare su una formazione specialistica e sull’aggiornamento continuo delle competenze dei lavoratori sempre più focalizzate a progettare, implementare e gestire sistemi di Artificial Intelligence.

Completano il quadro la scelta di corrette e competitive infrastrutture tecnologiche (approccio cloud versus edge) flessibili soprattutto nell’ambito dell’implementazione – in questo caso le Pmo in particolare possono essere supportate dai Centri di Competenza Nazionale, come ad esempio il CIM4.0 – e una cultura aziendale orientata all’innovazione, con il coinvolgimento del personale e l’adozione di adeguati modelli di governance che tengano conto anche di tutti gli aspetti di carattere regolatorio che riguardano l’Intelligenza artificiale

“L’obiettivo di questo studio – spiega Enrico Pisino, amministratore delegato del CIM4.0è quello di fornire alle piccole e medie imprese italiane uno strumento concreto di conoscenza e di puntuale orientamento rispetto all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale, sfatando i falsi miti, ridimensionando le paure legate a questa nuova tecnologia e andando a generare una nuova e coraggiosa ondata di realismo funzionale allo sviluppo della competitività del nostro Paese.

Raccontiamo perché e come è importante, come Industria, cavalcare l’onda dell’Ia, per essere ancora più forti nel mercato manifatturiero globale e per sviluppare, tutti assieme, in molteplici settori e filiere, quella produttività necessaria alla nostra economia industriale basata sul 5.0 e sulle metodologie del World Class Manufacturing.

Lo possono e devono fare anche le Micro, Piccole e Medie Imprese ispirandosi ai casi di successo che sono esplicati in modo chiaro e concreto nel nostro studio".

Redazione Cuoreeconomico
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