Povera Italia: 2 milioni di famiglie indigenti

Il rapporto sulla povertà dell'Istat conferma il dato in peggioramento. La forbice si allarga soprattutto al Sud, nelle famiglie con stranieri e quelle con bassa istruzione. Sbarra (Cisl): "Servono politiche sociali universali di sostegno alla marginalità"
L'intensità della povertà assoluta, che misura in termini percentuali quanto la spesa mensile delle famiglie povere sia in media al di sotto della linea di povertà, mostra una leggera riduzione a livello nazionale, al 18,2 dal 18,9 percento del 2021.
Lo segnala nel rapporto annuale sulla povertà l'Istat che già ad inizio mese aveva indicato questa forte tendenza alle nuove povertà.
Sostanzialmente stabile al Nord in riduzione nel Centro (17,1 dal 18,2 del 2021), e nel Mezzogiorno (19,3 dal 20,7 del 2021). La crescita dell'incidenza a livello individuale osservata nel 2022 vede un aumento più accentuato nel Mezzogiorno, da 11,8 a 12,7, e soprattutto nelle Isole, da 10 all'11,3.
Cresce anche al Nord, da 7,7 a 8,5; in aumento sia nel Nord-ovest (da 7,5 a 8,3) che nel Nord-est (da 8,1 a 8,8). Fa eccezione il Centro dove l'incidenza individuale è stabile. Il Mezzogiorno conta oltre 2.500.000 individui in povertà assoluta contro circa 2.298.000 individui in povertà assoluta residenti nelle regioni del Nord.
Il dato che forse più allarma però è un altro: oltre 2 milioni di famiglie complessive residenti in Italia in stato di povertà assoluta: di queste 1.526.000 composte di soli italiani e 661.000 fra quelle con stranieri. Quest'ultimo dato segnala anche che la quota di indigenti nelle famiglie con stranieri è quasi del 29 percento sul totale di quelle presenti in Italia.
Piccoli comuni e famiglie in affitto sempre più in basso
Non solo. Nelle famiglie con stranieri in cui la persona di riferimento è in cerca di occupazione l'incidenza della povertà assoluta è pari al 40,5 percento, per un totale di oltre 51.000 famiglie, rileva l'Istat.
In generale il disagio economico è più accentuato per le famiglie che vivono in affitto: nel 2022 l'incidenza di povertà assoluta è pari al 21,2 percento per le famiglie in affitto contro il 4,8 percento per quelle che vivono in abitazioni di proprietà.
Cresce inoltre rispetto al 2021 la povertà assoluta nei piccoli Comuni fino a 50mila abitanti, dove l'incidenza familiare arriva all'8,8 dal 7,9 del 2021, mentre resta stabile nei Comuni centro area metropolitana (7,7).
Figli ed occupazione: le cifre del disagio
Le famiglie con almeno uno straniero in cui sono presenti minori mostrano un'incidenza di povertà pari al 30,7 percento, circa quattro volte rispetto a quello delle famiglie di soli italiani con minori (7,8).
L'incidenza di povertà assoluta - rileva l'Istat - aumenta al crescere del numero di figli minori presenti in famiglia (6,5 per le coppie con un figlio minore, 10,6 per quelle con due figli minori e 21 per le coppie con tre o più figli minori) ed è elevata tra le famiglie monogenitore con minori (13,3).
L'incidenza della povertà tra le famiglie con minori varia molto a seconda della condizione lavorativa e della posizione nella professione della persona di riferimento: 9,4 se occupata (15,6 se operaio) e 22,8 se non occupata (28,1 se è in cerca di occupazione).
Si confermano i segnali di disagio per le famiglie numerose: l'incidenza di povertà assoluta raggiunge il 22,5 tra quelle con cinque e più componenti e l'11 tra quelle con quattro componenti. Segnali di peggioramento provengono dalle famiglie di tre componenti (8,2 da 6,9 del 2021).
Ma il disagio più marcato si osserva per le coppie con tre o più figli (20,7); la situazione è più grave per le famiglie con tre o più figli minori dove l'incidenza arriva al 22,3. Anche per le famiglie di altra tipologia, dove spesso coabitano più nuclei familiari, si osservano valori elevati (15,6), così come per le famiglie monogenitoriali (11,5).
Bassa istruzione fra le cause
L'incidenza della povertà assoluta è maggiore per le famiglie in cui la persona di riferimento ha al massimo la licenza di scuola elementare o nessun titolo di studio, al 13 percento, e per le famiglie dove la persona di riferimento occupata è inquadrata come operaio e assimilato, al 14,7.
Quanto ai lavoratori indipendenti, diversi da imprenditore o libero professionista, l'incidenza si attesta all'8,5%. Le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione mostrano il disagio più elevato, raggiungendo un'incidenza di povertà assoluta pari al 22,4.
Sbarra (Cisl): "Colpa anche della speculazione"
"Grave e preoccupante la crescita registrata oggi dall'Istat della povertà assoluta in tutta Italia, e soprattutto al Sud, con oltre 2 milioni di famiglie, un peggioramento dovuto all'inflazione e all'enorme speculazione su prezzi e tariffe".
Lo scrive sui social il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, commentando i dati dell'Istat sulla povertà.
"Servono politiche sociali universali di sostegno alla marginalità e all'esclusione sociale - prosegue - insieme a una nuova politica dei redditi per aumentare salari e pensioni, rilanciare qualità e stabilità del lavoro, garantire una equa distribuzione della ricchezza".
Redazione Cuoreeconomico
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