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23/10/2024

Produttività: G7, cresce il divario tra i paesi nordamericani e gli altri

Dal 18% nel 2001 al 35& nel 2023. Confindustria e Deloitte: invertire il trend e promuovere collaborazione, inclusione e innovazione per sostenere la crescita dei Paesi in via di sviluppo su transizioni green e digitale, sicurezza alimentare e innovazione sanitaria

Ormai da diversi anni l’economia globale sta fronteggiando sfide sul fronte geopolitico di grande rilevanza, dai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, con annesse ripercussioni in termini di aumento dell'inflazione e del debito e di interruzioni delle catene di approvvigionamento.

Se la produzione globale è aumentata, le economie del G7 sono tuttavia cresciute più lentamente rispetto alle controparti del G20, con un aumento del divario di produttività tra i Paesi nordamericani e gli altri membri del G7: dal 18% nel 2001 al 35% nel 2023 (+17%).

Un fattore che potrebbe indebolire la capacità dei G7 di sostenere i Paesi meno sviluppati, in particolare quelli africani, alle prese con un elevato debito pubblico e sui quali grava un 17% di entrate statali dedicato al servizio del debito estero, a discapito degli investimenti nei settori produttivi e nei servizi pubblici con inevitabili impatti negativi sulla crescita economica.

Queste alcune delle evidenze principali contenute nel B7 Flash, l’approfondimento di Confindustria e Deloitte elaborato in occasione della “G7 – Industry Stakeholders Conference: Leaving no one behind: Industry for Development”, organizzata a margine della Ministeriale G7 sullo Sviluppo prevista a Pescara dal 22 al 24 ottobre. Deloitte Italia è il Knowledge Partner esclusivo del B7 Italy 2024 “Leading the Transitions Together”, presieduto da Confindustria sotto la guida di Emma Marcegaglia.

I paesi G7 non stanno avanzando alla velocità che dovrebbero per realizzare l'Agenda 2030, mostrano progressi disomogenei nel raggiungimento degli SDGs con impatti anche al di fuori dei propri confini.

Rendere il commercio e gli investimenti motori di una crescita sostenibile orientata agli SDGs nei Paesi meno sviluppati, in particolare in Africa, è un imperativo collettivo.

Questi obiettivi possono essere meglio raggiunti se vengono istituiti e attuati solidi partenariati pubblico-privati per lo sviluppo”, afferma Barbara Cimmino, Vice Presidente per l’Export e l’Attrazione Investimenti di Confindustria.

Per invertire questi trend negativi e preservare la leadership nello sviluppo globale, i G7 devono focalizzarsi su iniziative strategiche che assicurino competitività e sicurezza economica tramite cooperazione, continuando quindi a sviluppare principi democratici ed etici di mercato.

È quindi più che mai essenziale promuovere uno sviluppo sostenibile nelle economie in via di sviluppo a beneficio di tutta l’economia e la società globale, concentrandosi su tre priorità chiave: transizioni digitali e green, sicurezza alimentare e innovazione dei sistemi sanitari.

In questo contesto si inseriscono le iniziative G7 rivolte ai Paesi africani, come l’Energy for Growth in Africa, l'Apulia Food Systems Initiative e il Pandemic Fund”, aggiunge Andrea Poggi, Innovation Leader per Deloitte Italia e capo delegazione B7 per Deloitte.

Redazione Cuoreeconomico
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