ven 20 mar 2026

Seguici su:

30/10/2023

Ranieri (Cgil Abruzzo-Molise): “Pnrr e Zes, territorio non crescerà. E senza più banche per le Pmi è durissima”

(Carmine Ranieri, Segretario di Cgil Abruzzo e Molise)

Il segretario regionale del sindacato a CUOREECONOMICO: “Molise senza sportelli in 8 comuni su 10, questo danneggia famiglie ma anche imprese. Il Ministro Fitto ha assicurato che la Pescara-Roma, esclusa dal Pnrr, verrà compensata con i fondi Fsc, ma ad oggi questi non sono comunque sufficienti perché servono per altre opere”

La desertificazione bancaria ormai ha colpito tutte le regioni italiane e quelle, con tanti servizi che oggi si possono fare solo online. Secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia, In Abruzzo in circa 6 comuni su 10 non si trova più una filiale di banca, con punta in Provincia dell’Aquila dove le banche sono assenti in oltre 7 comuni su 10.

Drammatici i numeri del Molise: non esistono banche in oltre 8 comuni su 10, arrivando al dato di Isernia che vede gli abitanti di quasi il 90 percento dei comuni costretti a spostarsi se vogliono effettuare operazioni bancarie in presenza.

Il problema ci preoccupa perché la riduzione delle banche si ripercuote sull’occupazione e causa frammentazioni per gli investimenti delle piccole imprese che sono più del 50 percento sia in Abruzzo che in Molise”, dice Carmine Ranieri, Segretario di Cgil Abruzzo e Molise.

Abbiamo parlato con i sindaci che con l’Anci -continua- perché la chiusura degli sportelli contribuisce allo spopolamento di tanti piccoli comuni e di sicuro non agevola la  cura dei territori”.

Segretario, nei rapporti tra le banche e i cittadini anche l’aumento del costo del denaro ha generato problemi. Dal suo punto di vista che effetti sta avendo sul lavoro?

L’aumento dei tassi di interesse sta provocando il calo della produzione industriale, e fra le imprese oltre a ridurre gli orari c’è chi ha chiuso.

Le banche rivestono una funzione sociale importante non solo per i settori produttivi e l’aumento dei mutui a tasso variabile hanno messo in difficoltà anche tanti lavoratori con salari bassi che già hanno subito perdite imponenti con l’inflazione. Insomma, ad oggi sembra che la linea portata avanti dalla Bce non abbia funzionato”.

Da sindacato come vivete l’incertezza legata al Pnrr?

Noi restiamo preoccupati perché si rischia di perdere un’opportunità irripetibile. I ritardi che si sono accumulati hanno portato la perdita di finanziamento di tante opere, a cominciare dalla tratta tra Pescara e Roma che vale 600 milioni di euro e che rimane strategica per i rapporti con Roma e le zone dell’Adriatico.

Il Ministro Fitto ha assicurato che verrà compensata con i fondi Fsc, ma ad oggi questi non sono comunque sufficienti perché servono già per altre opere. Con i problemi attuali non c’è chiarezza nemmeno per le opere legate alla salute come case di comunità in programma nel Pnrr”.

Restando sulle questioni territoriali, come vede la mancanza di un direttore per l’aeroporto Abruzzo?

È un fatto grave perché senza una strategia l’aeroporto rischia di perdere il traffico di tante rotte importanti. Purtroppo l’aeroporto rappresenta l’ultimo caso di trascuratezza delle infrastrutture sia dell’Abruzzo che del Molise, che sono importanti non solo per collegare posti diversi ma anche per evitare lo spopolamento di tanti luoghi.

Mi auguro che le infrastrutture possano essere protagoniste delle politiche di sviluppo sia regionali che da parte del Parlamento e del Governo”.

Crede che la l’entrata dell’Abruzzo e del Molise nella Zes unica possa essere un’occasione di sviluppo?

La zona economica speciale prevista dal Decreto Sud  non dà alcun vantaggio ai lavoratori perché offre solo semplificazioni e soluzioni fiscali differenti.

Già ai tempi del governo Berlusconi la de-fiscalizzazione per le imprese non ha portato occupazione. Più che di zone economiche speciali avremmo bisogno di incentivi per le imprese vincolati agli investimenti verso la transizione sostenibile e l’innovazione tecnologica”.

Quindi non pensa che la transizione ecologica riduca i posti di lavoro?  

Assolutamente no, purché le imprese rispettino i lavoratori e vengano attuate politiche per la loro formazione affinché restino nel mercato del lavoro. Ovviamente anche i produttori debbono fare la loro parte e non come Stellantis che ha non ancora presentato al Governo il Piano industriale.

L’automotive in Molise rappresenta 15 percento della produzione industriale e in Abruzzo più del 20, ma ad oggi l’indotto in Molise è pressoché fermo e in Abruzzo in tanti sono in cassa integrazione per l’aumento delle materie prime.

L’elettrificazione dei motori vale più di trenta miliardi e l’auto elettrica è una realtà è sempre più in crescita, quindi anche i nostri distretti devono essere pronto”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com