ven 06 feb 2026

Seguici su:

21/04/2022

Rebecchi (Assoviaggi): «Turismo in crisi, nel 2022 fatturato sarà la metà di quello pre-pandemia»

(Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi)

Il presidente nazionale: «Guerra, rotte verso l’Est azzerate. Problemi con mutui e credito, serve ripartenza della moratoria. Il rating bancario si è azzerato perché il settore è considerato a rischio»

Il settore del turismo e le problematiche connesse alla guerra in Ucraina.

Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, aderente a Confesercenti, ne parla con CUOREECONOMICO.

Il turismo è stato fra i settori più colpiti negli ultimi due anni. Adesso con la guerra e le sanzioni, quali sono le difficoltà?

«Arriviamo da una pandemia nel quale il settore del turismo organizzato è rimasto fermo per via dei divieti di mobilità fra paesi ed anche ai luoghi del turismo stessi.

Purtroppo proprio mentre si stava ripartendo, con la fine dello stato di emergenza ed era ripresa la domanda, è arrivata la guerra. Questo ha portato paure, per cui si è ritornati ad un nuovo calo, dovuto soprattutto a questioni psicologiche.

Ci sono ancora richieste, per Italia, Europa ed extra Europa, ma le previsioni dicono che sarà molto difficile tornare a livelli del 2019. Le proiezioni ci portano al 50% rispetto a quel periodo, che vogliono dire 6,5 miliardi di fatturato invece di 13.

A febbraio 2022 hanno già chiuso 2500 unità sulle 11.000 del settore (che coinvolge 86.000 persone, dei quali il 60% sono altamente professionalizzati e in gran parte donne e giovani), fonti Unioncamere.

Le imprese dovranno fare i conti con questa situazione, sempre che questa guerra non prolunghi le paure o che non torni la pandemia».

Poi c’è il fatto che normalmente la clientela russa era considerata “big spender”: le sanzioni incideranno…

«L’incoming russo non incide moltissimo sul complessivo, ci aggiriamo attorno al 2% dei flussi generali, considerando che l’Italia è il quinto paese al mondo per turismo.

Gli operatori che sono specializzati in viaggi organizzati nelle destinazioni dei paesi dell’Europa dell’Est e della Russia vedono invece il mercato chiuso.

Non solo la Russia, che ovviamente è off limits, ma anche molti Paesi limitrofi vedono molto limitati i flussi, perché c’è il timore che possano subire degli attacchi.

Ed anche la situazione di Finlandia e Svezia, dopo l’espressa volontà di entrare nella Nato, rischia di farli diventare destinazioni problematiche».

Un altro problema che si affaccia all’orizzonte è quello del rialzo dei tassi dei mutui e la ripartenza degli stessi…

«Abbiamo chiesto al Governo, segnatamente al Ministero dell’Economia, più volte di introdurre strumenti per proseguire la moratoria introdotta per la pandemia, proprio perché il turismo non è mai ripartito veramente.

Le aziende si sono indebitate grazie ai prestiti garantiti dello Stato che seguivano ad un pre-ammortamento. Oggi le aziende iniziano a pagare quello che hanno contratto, ma anche i finanziamenti sospesi: questo è un serio problema.

Inoltre abbiamo ancora oggi problemi con gli ammortizzatori sociali: non ci sono conferme del pagamento della cassa integrazione come previsto dalla riforma, dopo la trasformazione della Cassa Covid in Cig ordinaria».

Altra questione aperta: l’accesso al credito…

«Anche questo è un tema caldo: due anni di pandemia sulle imprese del turismo hanno prodotto bilanci con perdite importanti e fatturato sceso dell’85%.

Il rating bancario si è azzerato perché il settore è considerato a rischio e questo mette in difficoltà quelle aziende che per ripartire hanno bisogno di accedere al credito bancario.

Ma non solo: chi ha degli affidamenti per le linee di credito bancarie ordinarie, rischia di vedersi bloccato questo credito».

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com