mar 28 apr 2026

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RILANCIO. Comune di Appignano, Sindaco Calamita: “La vera sfida è mantenere vivo il senso di comunità”

(Mariano Calamita, Sindaco Comune di Appignano)

Mariano Calamita, Sindaco di Appignano, illustra le strategie per contrastare lo spopolamento e rilanciare il piccolo comune marchigiano. Con un mix di servizi alla persona, politiche abitative e valorizzazione delle tradizioni artigiane, il primo cittadino pone l’accento sul rafforzamento del senso di comunità come leva fondamentale per il futuro del borgo. Una visione che si inserisce perfettamente nel clima del Norcia – Camerino 2025 Glocal Economic Forum ESG89, in programma 23 e 24 maggio

Appignano è un comune vivace ma piccolo. Quali strategie state adottando per invertire la tendenza allo spopolamento?

“Le statistiche demografiche mostrano un trend positivo, segno che le nostre politiche generano benessere. Abbiamo scelto di non tagliare la spesa sociale né aumentare le tariffe dei servizi a domanda individuale, nonostante le difficoltà di bilancio. Stiamo completando un asilo nido e un centro per famiglie per sostenere le giovani coppie. Sul fronte abitativo, puntiamo a supportare i nuclei a modesto reddito, riducendo i costi per i nuovi residenti, come fatto in passato con sconti sulla Tari. La vera sfida, però, è mantenere vivo il senso di comunità: per questo alimentiamo la rete associativa che valorizza cultura, sociale e integrazione, facendo di Appignano una grande famiglia.”

La riqualificazione dei borghi passa anche dall’identità locale. Che ruolo gioca la tradizione artigiana di Appignano in questo processo?

“La tradizione artigiana è centrale: la ceramica, documentata dal 1557, e i legumi tipici come cece quercia e roveja sono elementi identitari che si rafforzano a vicenda. Leguminaria è la manifestazione che promuove il borgo e le sue eccellenze, unendo artigianato e agricoltura. Inoltre, Appignano è un polo del mobile, con un’industria che sostiene molti artigiani, unitamente alla presenza di una dinamica industria manifatturiera che completa il quadro produttivo locale e contribuisce alla sua identità poliedrica. Questa sinergia tra tradizioni e produzioni locali è una leva strategica per la riqualificazione.”

Avete previsto spazi o infrastrutture per attrarre lavoratori in smart working?

“Il nostro tessuto economico è legato a produzioni manifatturiere in sede, questo ha fatto sì che, finora, non si sia avvertita un'immediata necessità di creare spazi dedicati allo smart working. Tuttavia, guardiamo al futuro: valorizzando la qualità della vita, il patrimonio culturale e le infrastrutture digitali, non escludiamo la possibilità di riqualificare spazi esistenti o crearne di nuovi per attrarre chi cerca un’alternativa alle grandi città.”

Quali leve fiscali o amministrative state utilizzando per attrarre investimenti?

“I margini fiscali comunali sono limitati, ma puntiamo su semplificazione burocratica e digitalizzazione per ridurre tempi e costi alle imprese. Offriamo supporto per l’insediamento e favoriamo sinergie tra aziende, artigiani e agricoltori, nonché agevolazioni mirate. Stiamo approvando una variante al Piano Regolatore per uno sviluppo sostenibile e partecipiamo a bandi per finanziamenti regionali e nazionali.”

Qual è il prossimo passo per rendere Appignano un polo attrattivo?

“Serve una strategia integrata: valorizzare ceramica e legumi, potenziare la qualità della vita e le infrastrutture digitali, e sviluppare un marketing territoriale efficace. Con un approccio olistico, Appignano può attrarre giovani, famiglie e imprenditori, diventando un borgo dinamico e accogliente.”

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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