Rossi (Confcooperative Puglia): “Bene piano formazione della Regione, ma inflazione rende difficile accesso ai bandi”

(Piero Rossi, Presidente di Confcooperative Puglia)
Il presidente della cooperazione pugliese: “Siamo in difficoltà, con aumento del costo del denaro e pubblica amministrazione debole che rischiano di peggiorare la situazione. Cooperative vanno valorizzate, come le banche del territorio”
Con un aumento del 7,1% del Pil registrato nell’ultimo anno la Puglia è stata una delle regioni del Mezzogiorno che si è ripresa meglio alla pandemia. Con l’aumento del costo del denaro però gli sforzi rischiano di essere vanificati con conseguenze per tutto il tessuto socio-economico.
“Oltre che nei rapporti con le banche e gli istituti di credito l’aumento del costo del denaro rende difficile accedere ai bandi regionali”, dice Piero Rossi, Presidente di Confcooperative Puglia.
“Come per tutte le imprese - continua - anche per le cooperative l’impatto è stato devastante perché la situazione è cambiata rispetto a qualche anno fa. Ci tengo a dire che le Banche di credito cooperativo hanno messo a disposizione di tante attività degli strumenti finanziari, a dimostrazione del loro spirito di vicinanza”.
Presidente, in una situazione così complicata le cooperative sociali rischiano di perdere il loro ruolo nella società?
“Purtroppo le cooperative sociali sono in crisi perché nonostante sia aumentato il loro lavoro non hanno ricevuto altri aiuti.
Condividiamo il programma della Regione per i voucher e gli strumenti di protezione sociale perché rispecchiano le nostre istanze, ma il terzo settore ha bisogno di aiuti migliori. Credo che la politica debba avere una considerazione maggiore delle cooperative sociali perché da lì si sviluppa il welfare”.
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Da diversi mesi tante imprese lamentano la difficoltà a trovare nuovi lavoratori. Nelle cooperative che clima si sta respirando?
“Nel settore socio-sanitario si sta ricorrendo ai ripari per recuperare medici e infermieri perché ce ne sono pochi e quindi gli ospedali di comunità e le strutture di medicina territoriale si rivolgono alle cooperative per allargare l’organico, segno alcune figure professionali sono fuori dal mercato del lavoro.
Credo che si debba ripensare il sistema di partenariato tra pubblico e privato, lottando contro le false cooperative ma allo stesso tempo impegnandosi per stabilizzare quante più persone possibile e salvaguardando i diritti dei lavoratori”.
La convince il Piano della formazione varato dalla Regione Puglia?
“Credo che il Piano sia giusto nei suoi contenuti, così come i bandi di assegnazione perché la formazione sia al passo con i tempi.
Non tutti gli enti di formazione offrono piani formativi adeguati al mercato di oggi e quindi mi auguro che il Piano possa servire a rinnovare l’offerta complessiva e che sia accessibile a quante più persone”.
Sul Pnrr i progetti stanno andando a rilento…
“La Regione ha fatto proposte ma non si sono concretizzate. Credo che per una buona riuscita del Pnrr si debbano tenere conto delle esigenze dei territori più piccoli, così da ridurre il divario tra il Nord e il Sud del Paese.
Non è la prima volta che si rischia di buttare via grandi occasioni. Penso ai fondi Psr per l’agricoltura, che nonostante siano notevoli, rischiano di rimanere fermi perché nella Pubblica Amministrazione mancano professionisti che possano assistere le imprese”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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