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10/02/2023

Sace e la mappa dei rischi per l'export: "Sostenibilità e transizione fondamentali per gli scenari attuali"

(Alessandra Ricci, AD di SACE)

La società sottolinea l'irreversibilità della transizione energetica, processo che "tiene" e si conferma in crescita nel mondo, nonostante condizioni economiche e geopolitiche sempre più complesse

Pandemia, guerra,caro-energia ed inflazione. Questi i quattro punti chiave attorno i quali si muoverà l'economia e quindi si muoveranno anche le imprese italiane  che operano sui mercati esteri, con rischi politici che si fanno più intensi e rischi di credito che restano stabili pur senza recuperare il terreno perso.

È quanto emerge dalla Mappa dei rischi 2023 di Sace, che evidenzia una certezza: l'irreversibilità della transizione energetica, processo che "tiene" e si conferma in crescita nel mondo, nonostante condizioni economiche e geopolitiche sempre più complesse.

Secondo Sace, Europa, America Latina e Asia, trainata dalla Cina, si confermano le aree di maggiore crescita nelle rinnovabili.

"Sostenibilità e transizione sono priorità imprescindibili su cui investire per sviluppare resilienza e costruire vie di crescita futura per le aziende e per il nostro Paese", sottolinea l'amministratore delegato Alessandra Ricci, anche perché, rileva lo studio, la transizione ecologica rappresenta l'unica alternativa all'attuale modello energetico e alle sue vulnerabilità, oltre a essere elemento fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici.

Sfida questa non rimandabile evidenziata dal peggiorare degli indicatori di rischio climatico, con Asia e Africa subsahariana maggiormente esposte. 

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Ciclo economico debole ed incertezza

Oltre all'allerta climatica ed energetica a determinare "uno stato di fragilità che rallenta l'attività economica globale e il commercio internazionale" si aggiungono debolezza del ciclo economico e incertezza geopolitica.

Peggiorano infatti i rischi politici "in un contesto globale fortemente polarizzato da elementi di natura geopolitica, in particolare nella componente di violenza politica", spiega il chief economist di Sace, Alessandro Terzulli.

A risentire maggiormente di questo scenario saranno i volumi degli scambi internazionali di beni e di servizi.

Sui primi pesa la debolezza della domanda, oltre che un rallentamento fisiologico dopo le performance molto positive dello scorso biennio; i secondi invece continueranno a beneficiare della ripresa dei flussi turistici e delle attività legate ai viaggi e al canale dell'ospitalità.

Tuttavia secondo Sace un allentamento delle pressioni inflazionistiche, maggiore rispetto a quello atteso, sta aumentando la probabilità di uno scenario migliorativo.

Stabile invece il quadro dei rischi del credito con mercati quali India, Vietnam, Emirati Arabi Uniti, Brasile e Messico che, grazie a profili in sostanziale miglioramento, possono rappresentare un'opportunità.

Redazione Cuoreeconomico
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