mar 28 apr 2026

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Sapia (Chambre Valdôtaine): “Intermodalità, Pnrr e attrattività sono le grandi sfide del territorio”

(Roberto Sapia, presidente della Chambre Valdôtaine)

Il presidente dell’associazione valdostana a CUOREECONOMICO: “Le imprese si sono mostrate resilienti di fronte a pandemia e crisi energetica. Sulla transizione ecologica e digitale c’è grande attenzione, ma per promuovere l’innovazione tecnologica è necessaria una semplificazione burocratica. Inoltre bisogna lavorare sulla formazione di nuove competenze, perchè si avverte la mancanza di manodopera in alcune realtà"

La resilienza delle imprese del territorio di fronte alle criticità legate alla pandemia, all’emergenza energetica e all’aumento del costo del denaro. La propensione verso modelli di produzione innovativi e in linea con la transizione ecologica e digitale. E le opportunità offerte dal pnrr per ammodernare le infrastrutture del territorio.

Questi sono alcuni dei temi evidenziati dal presidente della Chambre Valdôtaine Roberto Sapia che ha spiegato a CUOREECONOMICO come una delle sfide principali per la Valle d’Aosta sia la necessità di rendere più attrattivo il territorio da un punto di vista occupazionale, in un contesto in cui le imprese hanno sempre più difficoltà a trovare manodopera qualificata.

Come la situazione economica attuale, che ha visto prima la pandemia, poi lemergenza energetica e ora laumento del costo del denaro, sta impattando sul tessuto produttivo della regione? Le imprese si sono mostrate resilienti in questa fase complessa?

"La Valle d’Aosta si caratterizza per una presenza rilevante di micro e piccole nel settore dell’agricoltura, del turismo, ma anche in quello  siderurgico e delle costruzioni.

Abbiamo subìto una forte crisi dal 2008 al 2019, poi era iniziata una fase di ripresa che, però, si è arrestata a causa del Covid, come avvenuto in tutta Italia. Tuttavia le imprese del territorio si sono mostrate estremamente resilienti. Abbiamo registrato una buona ripresa che è stata trainata principalmente dal comparto turistico.

Con la crisi energetica legata al conflitto russo-ucraino, la situazione ha registrato nuovamente un’inversione di marcia. A generare i maggiori problemi per le nostre imprese è stato l’aumento dei costi delle materie prime e l’interruzione delle filiere di approvvigionamento. Ancora una volta, però, le aziende valdostane hanno saputo riprendersi.

 In particolare c’è stata una crescita nel comparto del turismo e delle costruzioni, un settore, quest’ultimo, su cui è evidente l’effetto del superbonus".

Quali sono gli ambiti prioritari in cui intervenire per supportare la crescita economica del territorio?

"Faccio una premessa: le difficoltà da affrontare sono quelle di una crisi ormai sistemica. Dopo la guerra russo-ucraina è arrivata la crisi del Medio Oriente e quella del Mar Rosso legata agli attacchi dei ribelli Houti.

In questo contesto dobbiamo attenderci nuovamente un aumento dei prezzi, con effetti negativi sulle importazioni. Nella bilancia commerciale il fattore più preoccupante è sicuramente l'approvvigionamento di materie prime e di attrezzature.

A creare diverse criticità per le imprese è inoltre l'aumento dei tassi e la reperibilità della manodopera. In generale abbiamo difficoltà nel rendere attrattivo il territorio dal punto di vista occupazionale. Su questo aspetto è necessario intervenire in maniera prioritaria".

In tema di transizione ecologica e digitale a che punto siamo sul territorio? Le imprese hanno compreso limportanza di affrontare in modo mirato questi temi?

"La nostra Regione è da sempre attenta a questi temi. Per quanto riguarda il digitale, in particolare, dopo il Covid le imprese hanno capito che era necessario aumentare gli investimenti in innovazione.

Le realtà che disponevano di maggiori risorse economiche hanno introdotto in azienda nuovi macchinari all’avanguardia. Ciò si è verificato in tutti i settori, da quello agricolo a quello turistico.

Poi con la guerra russo ucraina il focus si è spostato ovviamente sul settore energetico. In un contesto che vedeva i prezzi dell’energia salire alle stelle le pmi del territorio hanno puntato sulla sostenibilità. In concreto ciò si è tradotto di un efficientamento dei consumi energetici e in un ricorso alle rinnovabili.

Naturalmente, soprattutto per quanto riguarda il digitale, il percorso di innovazione non è privo di criticità. La sfida principale è in particolare l’introduzione di una maggiore semplificazione dal punto di vista burocratico.

In generale poi è necessario favorire uno sviluppo sostenibile che sappia coniugare al meglio i criteri ESG".

Quale opportunità può rappresentare il Pnrr per il percorso di crescita e innovazione del territorio?

"Il Pnrr rappresenta per tutti noi una grande opportunità. In Valle d’Aosta, ad esempio, abbiamo delle criticità infrastrutturali, legate alla conformazione montuosa del territorio, che fanno lievitare molto i costi dei progetti. Per questo avere delle risorse a disposizione per ammodernare il territorio è un elemento importante.

Ad esempio l’elettrificazione della linea ferroviaria Torino-Chivasso Ivrea-Aosta, finanziato con il pnrr, avrà sicuramente un impatto ambientale importante, anche se non porterà a una riduzione dei tempi di percorrenza.

Il piano potrà inoltre rappresentare un importante strumento a servizio di nuovi progetti di intermodalità, un tema di primaria importanza legato a doppio filo al fatto che le regione dipende molto dai corridoi europei transnazionali e ha la necessità di avere collegamenti rapidi ed efficienti con questi territori.

C'è poi il problema dei valichi, infrastrutture che sono state costruite negli anni 60 e che vanno ammodernate in modo importante. Anche qui il piano rappresenta un’importante opportunità".

Qual è il quadro in tema di desertificazione bancaria?

"Le banche, dopo le diverse crisi che attraversato il settore finanziario, hanno avuto come obiettivo principale la loro sopravvivenza, lasciando in secondo piano il sostegno al territorio.

Negli ultimi anni sono diminuiti i punti di contatto, le filiali non hanno più una presenza ramificata sul territorio. Ciò è dovuto al fatto che questi luoghi sono diventati principalmente dei punti di vendita e non dei punti di ascolto per intercettare le esigenze degli imprenditori.

Questa situazione diventerà ancora più complicata con il progredire dell’innovazione tecnologica e in particolare con gli orizzonti aperti dall’intelligenza artificiale".

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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