Scende l'inflazione, ma i consumi restano ancora bassi

L'allarme di Confindustria nella consueta Congiuntura flash: servizi deboli, erosione della fiducia delle imprese del settore. L'industria fra luci ed ombre, scende l'indice delle Pmi. Appare "faticosa" la "ripresa dell'export" con prospettive per gli ultimi mesi del 2023 che "restano deboli: la domanda di beni manifatturieri italiani dall'estero diminuisce, sebbene a ritmo minore
"Inflazione giù", ma "tassi ancora alti". Lo scenario della congiuntura tracciato dal centro studi di Confindustria evidenzia "servizi deboli" con una "ulteriore erosione della fiducia delle imprese del settore".
Mentre per l'industria "il quarto trimestre si preannuncia tra luci e ombre, dopo un terzo appena positivo (+0,2 percento il valore aggiunto, ma -2,1 percento tendenziale)": ad ottobre si è registrato "un fatturato in risalita ma per decumulo scorte (-0,2 la produzione, -2 da inizio anno); metà dei settori è in calo (tessile -11,3 tendenziale), metà cresce (farmaceutica +10,4)". L'indice pmi è sceso (44,4 da 44,9), ma la fiducia delle imprese mostra un recupero (96,6 da 96,1).
I fattori di freno
Tra i fattori che frenano l'economia, "il credito caro frena gli investimenti. A ottobre il costo del credito per le imprese italiane è salito ancora (5,46 percento in media, 5,95 per le piccole), ma si è attenuata la caduta dei prestiti (-5,5 annuo, dal minimo di -6,7) e i prestiti in sofferenza si sono assottigliati per il secondo mese (19 miliardi).
Le condizioni difficili del credito ne riducono l'uso per finanziare investimenti: quelli delle imprese in impianti e macchinari registrano il secondo calo di seguito (-0,9 percento nel terzo trimestre, -0,4 nel secondo), mentre quelli in costruzioni recuperano (+0,6 percento in fabbricati non residenziali, +0,4 in abitazioni) dopo la forte caduta nel secondo".
Gli investimenti totali "risultano in lieve calo nel terzo (-0,1), dopo il crollo nel secondo (-2)". "Il lavoro non spinge i consumi.
Nel 2023 il monte retributivo nominale nel settore privato è stimato crescere del 5,8 percento, rispetto al 5,6 acquisito al terzo trimestre, grazie all'espansione di occupazione e salari attesa nel quarto. Il settore pubblico, in mancanza di rinnovi contrattuali, frena la crescita del monte retributivo".
Nessuna spinta del mercato del lavoro per le famiglie
Così il centro studi di Confindustria avverte che "con un'inflazione annua di 5,7 percento acquisita a novembre, non si vede una spinta del mercato del lavoro ai consumi delle famiglie: robusti nel terzo trimestre (+0,7%), sembrano aver frenato nel quarto".
Appare "faticosa" la "ripresa dell'export" con prospettive per gli ultimi mesi del 2023 che "restano deboli: la domanda di beni manifatturieri italiani dall'estero diminuisce, sebbene a ritmo minore".
Ed a novembre sono "ancora negative le attese sul commercio mondiale" Nello scenario globale, nell'Eurozona "consumi in fragile ripresa", l'economia americana è "in buona salute", i Paesi emergenti "quasi tutti in crescita.
In Cina la manifattura torna a crescere, trainata dai nuovi ordini legati alla domanda interna, mentre quella estera è flebile. Anche in Russia crescita vivace, ordini in aumento, ma domanda estera debole.
In India l'industria cresce da mesi a ritmi alti e calano ai minimi le pressioni inflazionistiche da costi. Solo in Brasile l'industria continua a contrarsi e calano gli ordini".
"Il turismo da record tiene a galla l'economia italiana", evidenzia un 'focus' del centro studi Confindustria che sottolinea come il settore appaia oggi "decisivo per la dinamica del Pil nel 2023". Con un +4,1% nei primi nove mesi dell'anno dell'export di servizi, "non è mai stata così elevata la spesa dei turisti stranieri".
"Gli arrivi possono ancora crescere". Ma restano "prospettive incerte. Il rilancio del turismo - avvertono gli economisti di via dell'Astronomia - è compiuto in termini di livelli, ma il ritorno sulla traiettoria di crescita pre-pandemia potrebbe essere ritardato dalla fase di stagnazione che coinvolge l'economia italiana e mondiale"
Redazione Cuoreecoonomico
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