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27/05/2022

Schiavone (AGCI): «Acquistare energia in forma cooperativa per dare beneficio a famiglie e imprese»

(Giovanni Schiavone, presidente Agci)

Il presidente dell'associazione cooperative: «Inflazione e costi, sostenere forme mutualistiche senza scopo di lucro di acquisto collettivo di beni e servizi. Pnrr per ridurre le disuguaglianze e valorizzare la sinergia pubblico-privato»

Il mondo della cooperazione al traguardo di metà anno solare e alle prese con la crisi economica causata dal conflitto in corso.

CUOREECONOMICOfra il punto con Giovanni Schiavone, presidente di Agci (Associazione Generale delle Cooperative Italiane).

Come arriva il mondo della cooperazione quasi al giro di boa del 2022? Facciamo il punto

«Nella fase attuale possiamo guardare al sistema cooperativo come un soggetto che, se adeguatamente sostenuto da politiche sociali e industriali di promozione e sviluppo, potrà fornire adeguate risposte nell’ambito del lavoro, in quello dell’inclusione sociale e, in particolare, nello sviluppo di nuove forme di aggregazione economica, quali le comunità energetiche che incentivano lo sviluppo sostenibile e la difesa dell’ambiente».

Caro-energia: quanto vi preoccupa?

«Il problema dell’innalzamento dei prezzi dell’energia in Europa non nasce con l’escalation del conflitto tra Russia e Ucraina, quest’ultimo infatti ne ha solo amplificato gli effetti.

Gli aumenti record di elettricità e gas costringono sempre più aziende a spegnere le macchine. Così la crisi minaccia la ripresa italiana, soprattutto quella delle piccole e medie imprese e delle cooperative.

Tutto è sempre più caro, lo sanno le famiglie costrette a ridurre le spese per fare quadrare i conti e lo sanno le imprese, obbligate a ridurre la produzione per il caro energia.

Nell’ultimo anno il prezzo dei beni primari, delle bollette e dei carburanti è aumentato a livelli insostenibile. A contribuire all’impennata dei prezzi è soprattutto l’aumento del costo dell’energia, più che triplicato in due anni, la cui spinta inflazionistica aveva già dato i suoi segnali nei periodi immanentemente precedenti alla guerra.

Occorre puntare su misure che permettano al nostro Paese di promuovere forme di produzione improntate al mutualismo e alla collaborazione tra produttori e utenti.

Occorre rivedere il carico fiscale sulle bollette, dare urgente attuazione alla disciplina in materia di comunità di energia rinnovabile e promuovere, sostenere forme mutualistiche senza scopo di lucro di acquisto collettivo di beni e servizi energetici in forma cooperativa, in particolare a beneficio delle famiglie e di imprese maggiormente in difficoltà».

Si riaccende la questione dei mutui, che porta con sé anche quella dell'accesso al credito. Come sta reagendo il settore?

«Il sistema cooperativo ha da sempre ritenuto di grande importanza il sostegno alle imprese cooperative nell’accesso al credito.

A tal proposito le tre storiche Associazioni di cooperative - AGCI, Confcooperative e Legacoop - si sono date delle strategie per sostenere l’accesso al credito delle cooperative, promuovendo la costituzione attraverso i propri fondi Mutualistici di un Consorzio Fidi a livello nazionale: “Coperfidi Italia”, al fine di garantire gli istituti di credito che erogano prestiti alle cooperative.

Inoltre, il sistema cooperativo vanta la presenza delle 400 banche che costituiscono il credito cooperativo che attuano un servizio capillare nel Paese, soprattutto nelle aree più disagiate, attraverso la raccolta del credito e la concessione di mutui ai propri soci».

In uno scenario economico che inevitabilmente la guerra cambierà, quale ruolo può giocare la cooperazione? E che scenario economico vedete per il futuro?

«La cooperazione è fondamentale per uscire fuori da questa emergenza, così come il dialogo con le istituzioni.

È importante che vengano trovate opportune soluzioni a breve e a lungo termine, con interventi mirati di sostegno pubblico, oltre che azioni per calmierare i prezzi così da dare reddito alla produzione di qualità e impulso all’economia del nostro Paese.

Sapendo che senza l’attenzione del PNRR non ci sarebbe crescita, la cooperazione intende concorrere alla ripresa sociale ed economica del Paese a condizione che questa sia equa e sostenibile per il bene dell’Italia e soprattutto per il futuro delle generazioni.

Non dobbiamo inoltre trascurare l’attenzione per le aree meridionali, le aree interne e quelle periferiche che vivono, ancor di più oggi, criticità da rimuovere per realizzare investimenti di supporto».

Recentemente avete incontrato il ministro Giorgetti per parlare del Pnrr. Quali sono le vostre richieste?

«Abbiamo incontrato il ministro Giorgetti come Alleanza delle Cooperative Italiane per chiedere che il PNRR debba essere rivolto a ridurre le diseguaglianze e a valorizzare le sinergie tra pubblico e privato.

La crisi energetica e l’aumento dei costi delle materie prime costituiscono un grande problema per la competitività del tessuto imprenditoriale e per l’erosione del potere d’acquisto.

Resta da affrontare il problema della revisione dei prezzi, capitolo affrontato per gli appalti relativi a opere pubbliche, ma non per i servizi.

Riguardo alla dipendenza energetica delle fonti estere abbiamo evidenziato l’importanza di investire nelle comunità energetiche come possibile soluzione territoriale.

Così come va incoraggiata la valorizzazione delle cooperative di comunità, strumento efficace per contrastare il declino territoriale ed economico delle aree interne e a rischio spopolamento».

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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