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23/01/2023

Semeraro (Rilegno): “Italia eccellenza nel riciclo, ma la congiuntura non sposti il mirino dalla necessità di nuovi stili di vita”

(Nicola Semeraro, presidente di Rilegno)

Il presidente del consorzio per il recupero e riciclo degli imballaggi di legno a CUOREECONOMICO: “Già raggiunto più del doppio di quanto sarà obbligatorio fra 10 anni, ma ci attendono nuove sfide. Lavoriamo per produrre biocombustibile e idrogeno tramite gassificazione”

Il recupero del legno e la sua trasformazione per dare ad esso una nuova vita è una delle sfide chiave quando si parla di sostenibilità. Dal ciclo della natura all’economia circolare, nel segno di un materiale versatile e che potenzialmente ha un ciclo vitale infinito.

CUOREECONOMICO traccia il punto della situazione con Nicola Semeraro, presidente di Rilegno, il consorzio che dal 1997 si occupa della raccolta, del recupero e del riciclo degli imballaggi di legno, nata sull’onda del Decreto Ronchi, che prevede un nuovo sistema di gestione basato sulla raccolta differenziata e finalizzato a incentivare la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclo della materia prima.

Una sensibilità che cresce, sia in Italia che in Europa

Rilegno opera all’interno di una filiera basata su 1.944 consorziati, 394 piattaforme di raccolta private, 15 impianti di riciclo - esordisce Semeraro - nel 2021 ha raccolto e avviato a riciclo 1.985.251 tonnellate di legno con un incremento dei volumi del 7,83% sull’anno precedente e una percentuale del 64,75% nel riciclo degli imballaggi di legno.

La gran parte di tutto il materiale riciclato è costituito da pallet, imballaggi industriali, imballaggi ortofrutticoli e per alimenti, ma una quota importante proviene dalla raccolta urbana realizzata attraverso le convenzioni attive con i comuni, dove confluiscono materiali provenienti dal consumo domestico come vecchi mobili, cassette per la frutta o per vini e liquori, fino ai tappi in sughero”.

Considerando l’obiettivo del 30% al 2030 fissato dall’Unione Europea per il riciclo degli imballaggi di legno chi non ci conosce potrebbe pensare che l’Italia sia in ritardo come spesso accade - sottolinea ancora - E invece siamo al 64%, più del doppio di quanto sarà obbligatorio fra 10 anni. Questo dimostra che il sistema di raccolta e riciclo italiano è dunque nei fatti un’eccellenza a livello europeo e mondiale”.

Le nuove sfide insieme al Politecnico di  Milano

Il ciclo vitale del legno è potenzialmente infinito, perché viene reindirizzato sempre alla catena produttiva. Dunque ci sono sempre nuove sfide pronte: “Il processo di riciclo consente al legno di intraprendere un nuovo ciclo di vita, generando nuova materia e quindi nuovi prodotti - sottolinea Semeraro - Il 95% del materiale legnoso riciclato viene, infatti, utilizzato per la creazione di pannelli truciolari, linfa vitale per l’industria del mobile, mentre il resto si trasforma in pannelli Osb, pallet block, blocchi di legno cemento per l’edilizia, pasta di legno destinata alle cartiere e compost”.

Inoltre - aggiunge - stiamo valutando insieme al Politecnico di Milano la fattibilità di processi alternativi di utilizzo degli scarti di legno, come la produzione di biocombustibile o idrogeno tramite gassificazione diretta.

Ad Avellino poi c'è un'azienda, nostra consorziata, che impiega la materia ricavata dal riciclo degli imballaggi non contaminati, come componente di base per la realizzazione di biofiltri innovativi, capaci di realizzare una notevole cattura di anidride carbonica e inquinanti atmosferici”.

I rincari pesano sul settore

Anche questo settore però deve fare i conti con la situazione economica attuale ed in particolare coi rincari di energia e materiali: “Tutti speravamo che, superato il grosso della pandemia, quest’anno sarebbe stato un po’ più in discesa - dice Semeraro - Purtroppo però non è andata così: la guerra e l’esplosione dei costi energetici hanno portato nuove difficoltà per tutti, anche per il settore del legno già colpito dal caro materie prime.

Il rischio è che queste emergenze ce ne facciano perdere di vista un’altra, forse la più importante di tutte: quella dell’ambiente e del clima”.

La manovra le richieste al Governo

Parole d’ordine: non esiste un pianeta B. Semeraro lo ribadisce con forza dopo la presentazione della Legge di Bilancio, sulla quale tuttavia il presidente del Consorzio non entra in dettaglio (“risente inevitabilmente di vincoli congiunturali”, spiega), preferendo invece concentrarsi su quello che ritiene essere il tema chiave per il futuro, ovvero la difesa della nostra casa comune, l’ambiente: “Questo richiede uno sforzo senza precedenti - conclude -. Occorre costruire e divulgare una cultura diffusa della sostenibilità attraverso cambiamenti che attengono alle politiche economiche, e altri che dipendono dalle abitudini quotidiane di tutti noi.

Occorrono interventi micro e macro sui consumi, l’ambiente, l’alimentazione e la salute. Dobbiamo imparare a ridurre, riusare, riciclare. Queste sono le basi per la costruzione di una società civile più responsabile e giusta, per noi stessi e per chi verrà dopo di noi”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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