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20/04/2023

Spaziani Testa (Confedilizia): “Settore disorientato da ultime decisioni. Efficientamento, torni ecobonus”

(Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia)

Il presidente dell’associazione dei proprietari immobiliari a CUOREECONOMICO: “Abbiamo limitato gli effetti negativi, ma non basta: servono interventi che possano aiutare a recuperare denaro. Direttiva case green devastante per il settore, non devono esserci obblighi”.

L’edilizia è uno dei settori maggiormente colpiti dalle recenti decisioni del Governo. Il superbonus, la questione dei crediti, ma anche il codice degli appalti hanno profondamente cambiato faccia al settore. A fianco di chi le case le costruisce c’è poi chi queste case le acquista e ne diventa proprietario, per suo uso o per afffittarle.

Confedilizia è l’associazione dei proprietari immobiliari, che come altre categorie, ha partecipato in queste settimane ai confronti con il Governo, in particolare a quello sulla riforma fiscale.

Il presidente Giorgio Spaziani Testa disegna con CUOREEECONOMICO un quadro decisamente in chiaroscuro.

Per definire lo stato di salute dell’edilizia - dice Spaziani Testa - potremmo utilizzare un aggettivo che spiega più di mille parole: disorientato.

Usciamo dall’ennesima puntata della telenovela superbonus-cessione del credito, conclusasi con le modifiche apportate dal Parlamento al decreto-legge del Governo.

E non possiamo nasconderci che quelli interessati dagli incentivi sono la quasi totalità degli interventi che muovono l’edilizia in Italia.

Oltretutto, come noto, veniamo da un anno di blocco dei cantieri a causa del cosiddetto incagliamento dei crediti fiscali. Una situazione disastrosa, insomma”.

Limitati alcuni effetti negativi, ma non basta

In queste settimane, Confedilizia ha avuto grandi interlocuzioni su questi temi. L’esito, secondo Spaziani Testa, non è pienamente soddisfacente: “Abbiamo lavorato affinché il Parlamento limitasse alcuni degli effetti negativi determinati dal decreto - sottolinea - I risultati ci sono stati, ma naturalmente ben lontani da ciò che sarebbe servito.

La decisione principale contenuta in quel provvedimento era l’eliminazione per il futuro del sistema della cessione del credito e dello sconto in fattura: il fatto che da questa eliminazione siano stati esclusi, dal Parlamento, gli interventi per il superamento delle barriere architettoniche, come Confedilizia stessa aveva chiesto, è positivo, ma non basta”.

Le richieste inascoltate

Poi va più a fondo: “Noi avevamo proposto che la stessa deroga valesse per tutti i lavori di miglioramento sismico, ma è stata prevista solo molto limitatamente.

Positivo è l’ampliamento a 10 anni del numero di annualità su cui spalmare la detrazione, ma si tratta di una possibilità concessa solo in poche situazioni, mentre servirebbe per il futuro per tutti gli incentivi al fine di attenuare le conseguenze dello stop a cessione del credito e sconto in fattura.

Consentirebbe, infatti, di aprire alla possibilità di utilizzo delle detrazioni da parte di una, pur ridotta, quota di soggetti che sono “incapienti” con la rateizzazione limitata a quattro o a cinque anni a seconda dei casi”.

Operazione case-green

A questo si aggiunge la recente direttiva europea sulle case green, che ha spaccato anche la stessa assise di Bruxelles. Confedilizia si dice “profondamente contraria”.

Lo andiamo dicendo dal 2021 - precisa il presidente Spaziani Testa - E la nostra è una contrarietà di principio: non è pensabile introdurre un obbligo di effettuare interventi edilizi sugli immobili, qualunque sia il numero di immobili interessato e qualunque sia la finalità degli interventi”.

L’associazione tiene però a precisare di non essere contro gli interventi di efficientamento energetico: “è importante, ed è per questo questo che in Italia esistono da anni delle specifiche detrazioni fiscali, che vanno sotto il nome di ecobonus - dice Spaziani Testa -. Questo è il sistema che dovrebbe proseguire, quello che consente agli Stati di stimolare gli interventi edilizi che più ritiene utili per interessi generali, ma non certo obbligare”.

I rischi che un provvedimento del genere provocherebbe, qualora approvato - spiega - sono innumerevoli.

Noi li abbiamo illustrati in più occasioni, ma se non si vuole dare credito all’associazione storica della proprietà immobiliare, si dia almeno ascolto agli allarmi lanciati dall’associazione delle banche italiane, l’Abi.

Il documento che hanno depositato in Parlamento nel corso di un’audizione sul tema dovrebbe indurre tutte le forze politiche italiane, e non solo quelle che compongono l’attuale maggioranza, a respingere con forza un provvedimento che per il nostro Paese sarebbe devastante”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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