mer 28 gen 2026

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SVILUPPO. Comune di Collarmele, Sindaco Mostacci: "Non basta ricostruire: serve riconnettere comunità e territorio"

(Antonio Mostacci, Sindaco Comune di Collarmele)

A Collarmele, piccolo comune abruzzese in provincia dell’Aquila, la sfida non è solo quella della ricostruzione post-sisma. È una questione di visione. “Collarmele sconta una doppia perifericità”, afferma il sindaco Antonio Mostacci, sottolineando come il paese viva una condizione di marginalità sia territoriale che amministrativa. “Pur presentando tratti tipici di un’area interna, non ne fa parte da un punto di vista formale”. Una situazione che si inserisce nel dibattito promosso dal Norcia-Camerino 2025 Glocal Economic Forum ESG89, in programma 23 e 24 maggio

Per rispondere a questa disconnessione, l’amministrazione ha scelto di puntare su tre direttrici strategiche: sport, cultura ed energia. “Non abbiamo calato le proposte dall’alto – precisa Mostacci – ma abbiamo lavorato tenendo conto della relazione di lungo periodo tra comunità e territorio”. Uno dei progetti cardine è la nascita della Cittadella dello Sport, che si svilupperà attorno a discipline già radicate nella realtà locale, come il calcio, la mountain bike e le arti marziali. “Abbiamo investito nel mantenimento delle infrastrutture sociali esistenti, creando occasioni partecipative vere”.

Fondamentale si è rivelata la collaborazione con l’USRC – l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere – per promuovere gli sport di montagna e valorizzare i cammini culturali, tra cui spicca il Cammino Francescano. “Abbiamo curato la sentieristica locale con il supporto del CAI – spiega il sindaco – creando opportunità sia per i residenti che per i turisti”.

Anche sul fronte energetico Collarmele si distingue. “Il nostro parco eolico è attivo dalla fine degli anni ’90. Siamo stati tra i primi ad abbracciare un modello di sviluppo coerente con la transizione ecologica”. L’adesione massiccia al recente bando per la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è la prova della vocazione collettiva alla sostenibilità. “Abbiamo registrato una partecipazione plebiscitaria della cittadinanza. Questo conferma la nostra identità come comunità orientata al futuro”.

La cultura, infine, è stata il terzo asse portante. “I fondi del PNC ci hanno permesso di intervenire laddove le risorse ordinarie non arrivavano”, sostiene Mostacci. Il progetto di riqualificazione della zona attorno alla torre trecentesca ne è un esempio: un’opera che va oltre il restauro architettonico per ripensare il rapporto tra cittadini e centro storico. “Lavorare sul senso dei luoghi significa ridare valore simbolico e sociale agli spazi condivisi”. L’area della torre, un tempo cuore del paese distrutto dal terremoto del 1915, è oggi sede di un rinnovato fermento culturale. Qui si sono svolte le quattro edizioni del Festival dei Giovani dell’Appennino, e altri eventi che hanno riportato il dibattito pubblico nelle aree interne.

“Eventi nazionali come il Glocal Economic Forum Norcia-Camerino contribuiscono a tenere viva la discussione su una ricostruzione che non è solo edilizia, ma anche e soprattutto cura del diritto a restare”, conclude il sindaco. Una ricostruzione che, a Collarmele, è già laboratorio di futuro.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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