mar 28 apr 2026

Seguici su:

21/07/2023

Terza rata in arrivo e obiettivi da rimodulare: come cambia il Pnrr italiano

Intesa con Bruxelles su una prima modifica del piano, la cui rimodulazione sarà presentata a breve. Intanto non cambia l'importo complessivo delle prossime due tranches ma la ripartizione, con modifica dei target. Il cronoprogramma

Sono 191,5 i miliardi di euro del Pnrr, ripartiti in 69 miliardi di sovvenzioni e 122,5 miliardi di prestiti. Per ottenerli tutti l'Italia deve raggiungere 525 obiettivi (tra milestone e target), 190 misure tra riforme e investimenti da mettere a terra.

L'Italia ha raggiunto un accordo per lo spostamento di alcuni obiettivi, con il commissario Ue all'economia Gentiloni che ha annunciato l'arrivo della terza rata nelle prossime settimane. Ecco il quadro di quanto l'Italia è riuscita a fare sinora e il cronoprogramma.

Le risorse ottenute e le prossime rate

Fino a qui, Roma ha ricevuto da Bruxelles quasi 67 miliardi di euro per sostenere gli interventi inseriti nel piano: i primi 24,9 miliardi sono stati erogati ad agosto 2021 in forma di pre-finanziamento (pari al 13% del totale), suddivisi in 9 miliardi a fondo perduto e 15,9 di prestiti.

La prima rata da 21 miliardi è poi arrivata ad aprile 2022, distribuita in 10 miliardi di sovvenzioni e 11 di prestiti. Un importo di egual misura e identica ripartizione è stato incassato a dicembre 2022 per la seconda tranche

Dopo l'accordo con la Ue non cambia l'importo complessivo di terza e quarta rata attese nel 2023 (35 miliardi di euro), ma cambia la ripartizione.

La terza rata avrà 54 obiettivi (invece dei 55 previsti dal cronoprogramma) per 18,5 miliardi di euro (invece di 19). Mentre per la quarta gli obiettivi diventano 28 (invece di 27) per 16,5 miliardi (invece di 16). 

Le prossime tappe

Il Governo ha più volte chiarito che non esiste una scadenza semestrale per la richiesta dei fondi Ue, bensì il vincolo da rispettare sono due richieste all'anno, non necessariamente ogni sei mesi.

Inoltre, la rimodulazione del Pnrr che il Governo ha intenzione di presentare a breve, rivedrà diversi obiettivi, a partire da quelli legati alla quinta rata da 18 miliardi. Saranno chiesti nei primi giorni del 2024, dopo aver completato gli obiettivi entro l'anno.

Sempre nel 2024 il governo potrà chiedere anche la sesta rata, da 11 miliardi. Mentre nel 2025 sul tavolo ci sono la settima da 18 miliardi, e l'ottava da 11 miliardi. Le ultime due nel 2026: la nona da 13 miliardi e la decima da 18,1 miliardi.

Il lavoro del Governo

Tra le riforme "particolarmente complesse" incluse nella terza rata del Pnrr, la principale ha riguardato la legge sulla concorrreza e le misure correlate.

Lo sottolineano fonti di Governo, spiegando che quella riforma è considerata, anche dai servizi della Commissione, tra le più complesse e articolate sia del Pnrr nazionale sia di tutte le riforme previste dai Piani nazionali di ripresa e resilienza nell'Unione europea, coinvolgendo numerosi settori (dai servizi pubblici locali alle concessioni portuali, dalla vigilanza sui prodotti immessi nel mercato a energia elettrica e gas).

Come spiegano le stesse fonti, a fronte di queste sfide, è stata realizzato in questi mesi, con il contributo di tutte le amministrazioni competenti e senza soluzione di continuità, un intenso lavoro di completamento della fase attuativa, in costante contatto con gli uffici della Commissione europea.

Tale attività, viene aggiunto, è stata accompagnata da quella rendicontazione funzionale ai controlli da parte della Commissione.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com