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28/08/2023

Trasporto pesante, in Umbria la transizione è una chimera: mezzi vecchi ed inquinanti

L'osservatorio Continental sullo stato del settore segnala pochissime nuove immatricolazioni: quasi 4 mezzi su 10 hanno almeno 20 anni. Rarissima la presenza di veicoli ad alimentazione alternativa, addirittura zero sul fronte degli autobus nel ternano

Motore elettrico ed ibrido, questo sconosciuto. L'Umbria continua a dire no alle nuove tendenze che portano verso la transizione, ancora di più sul fronte dei mezzi pesanti per il trasporto di merci e persone.

Lo rivela la terza edizione dell'osservatoriosui macro-trend del mercato dei veicoli pesanti per il trasporto di merci e persone, realizzato da Continental, la realtà italiana degli pneumatici.

Lo studio fotografa lo stato del settore in Italia e in Umbria nel 2022, dopo un 2021 caratterizzato da una significativa ripresa dalla crisi causata dal Covid-19, e prova a tracciare la direzione verso la quale questo comparto si sta dirigendo, attraverso l’analisi dei dati sulle immatricolazioni, i tipi di alimentazione, l’anzianità e la categoria euro 1.

I dati mostrano un parco mezzi in Umbria prevalentemente over 20 e ancora molto inquinanti. Le cifre relative ai mezzi ad alimentazione alternativa sono irrisorie se non, addirittura, nulle.

Immatricolazioni: nel ternano avanti pianissimo

Le immatricolazioni dei mezzi pesanti per il trasporto merci nel 2022 in Italia hanno registrato un calo del 6,4 percento rispetto al 2021, con solo 21.524 nuovi mezzi.

L’Umbria segue il trend negativo nazionale, registrando un calo quasi del 6 percento con 482 nuove targhe a fronte delle 512 immatricolate nel 2021. La Provincia di Terni mostra dati decisamente più marcati toccando il -17,6 percento (75 nuove unità, 16 in meno rispetto al 2021).  Dati più blandi a Perugia, che con 407 immatricolazioni cala del 3,3.

Anche il settore nazionale del trasporto persone mostra segnali di decrescita (-10,5), con 3.728 mezzi immatricolati nel 2022 a fronte dei 4.166 del 2021.

Uno scenario simile si presenta a livello locale: tra le regioni che presentano un differenziale negativo rispetto all’anno precedente c’è anche l’Umbria, che con sole 28 immatricolazioni fa segnare un arretramento del 3,4 (una targa in meno rispetto all’anno precedente).

La Provincia di Perugia è la sola a mostrare segno negativo (-4,8), mentre a Terni i numeri di nuove unità restano invariati rispetto al 2021 (8 immatricolazioni, dato invariato).

Alimentazione: Umbria ancora a tutto gas(olio)

Per quanto concerne l’alimentazione, la situazione nazionale del parco circolante per il settore del trasporto merci nel 2022 rimane pressoché invariata rispetto all’anno precedente. Il gasolio continua ad essere predominante (90,8 percento) seguito da benzina e metano (rispettivamente al 4,6 e 2,2).

Si nota una crescita, seppur timida, dell’alimentazione combinata benzina e gas liquido, che segna un lievissimo aumento (1,4 rispetto a 1,3), così come elettrici e ibridi (rispettivamente allo 0,3 e 0,8).

In Umbria l’elettrico resta stabile allo 0,1 percento e l’ibrido aumenta e raggiunge un irrisorio 0,3. Il gasolio rimane preponderante e copre il 90,7 percento dell’intero parco (dato in linea con la media nazionale), seguito da benzina e metano, entrambi stabili al 3,8%.

Minime le differenze tra le due Province sia per l’alimentazione alternativa, sia per le percentuali del gasolio. Nel territorio di Terni spiccano i dati dei mezzi a benzina che registrano il 4,3 percento.

Anche il panorama relativo all’alimentazione del parco autobus a livello nazionale è stabile rispetto al 2021, sebbene ci sia qualche piccolo segnale di miglioramento: la maggior parte dei mezzi in circolazione rimane a gasolio (92,7 percento rispetto al 93,3 del 2021), mentre le quote di elettrico e ibrido registrano una leggera crescita e riescono a raggiungere l’1,2 (rispettivamente 0,8 e 0,4).

In Umbria ancora grandi assenti gli ibridi, mentre l’elettrico arriva all’1,2 percento. Il gasolio raggiunge il 90,1 e il metano tocca il 7,8. Anche in questo caso ci sono differenze minime tra le province: da sottolineare che a Perugia l’1,4 degli autobus punta sull’alimentazione elettrica; a Terni, invece, questa percentuale è ancora ferma a quota zero.

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Alta la percentuale di Euro 0, le classi meno inquinanti faticano a imporsi

Nel comparto del trasporto merci nel 2022 prevalgono a livello nazionale gli Euro 5 ed Euro 6 che, insieme, raggiungono il 37,5 percento del totale.

Una percentuale elevata che supera le categorie più vecchie, dalla 0 alla 2, che coprono il 30,7 percento del parco. Ciò nonostante, è da notare quanto sia ancora diffusa la classe Euro 0 che, da sola, arriva al 14,5.

La situazione è almeno per certi versi simile anche in Umbria, dove gli Euro 0 si attestano al 14,1. In generale, però, le classi più vecchie, fino all’Euro 2, sebbene calino rispetto alla rilevazione precedente, si attestano ancora al 32,5 percento (nel 2021 erano quasi al 34); mentre le classi meno inquinanti, Euro 5 e 6, aumentano lievemente e superano la quota del 33 percento. Le differenze tra le due Province sono minime.

In Italia, la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 rappresenta quasi la metà del parco, raggiungendo il 48 percento. Anche in questo caso, stupisce negativamente la quota degli autobus di categoria Euro 0 ancora in circolazione, che copre l’11,4 percento del parco.

Anche in questo caso in linea con la media nazionale, in Umbria gli Euro 0 toccano il 12,7, mentre gli Euro 5 restano stabili al 15 e gli Euro 6 salgono di 3 punti percentuali fino a sfiorare il 18. La Provincia di Terni può vantare una percentuale migliore di veicoli Euro 5 e 6 raggiungendo il 38,5% contro il 31,8% di Perugia.

Terni ha, però, anche una quantità maggiore di veicoli inquinanti: Euro 0-2 registrano il 40,1 percento contro il 32,1 rilevato a Perugia.

Anzianità: la maggior parte dei mezzi ha almeno 20 e  anni

Nell’analisi per fasce di anzianità, il parco circolante di autocarri per il trasporto merci in Italia nel 2022 risulta decisamente agée, caratterizzato da una preponderanza di mezzi tra i 20 e i 30 anni (18,6%), seguita dalla fascia 15-20 anni che segna il 16,7 percento.

In crescita la categoria “oltre i 30 anni” che rappresenta il 15,6, valore in aumento rispetto al 2021. I veicoli “da 0 a 10 anni” arrivano complessivamente al 33,9 percento, anche se risulta ancora basso il dato relativo agli autocarri nuovi, da 0 a 1 anno (3,6 percento del parco circolante).

Anche in Umbria la fascia d’età più diffusa è quella dei 20-30 anni (21,2) e i mezzi più giovani, quelli fino ai 5 anni, diminuiscono e raggiungono il 14,7. Le fasce più datate (da 30 anni in su) aumentano di quasi un punto rispetto al 2021 e raggiungono la quota del 15,7%. Anche su questo fronte i valori delle due Province seguono la regione con minime oscillazioni dei dati.

La fotografia nazionale si ripropone sostanzialmente molto simile anche nel segmento del trasporto persone, dove la fascia di anzianità tra 0 e 5 anni rappresenta un quinto del totale (20,8 percento).

Una quota leggermente in crescita rispetto all’anno precedente, ma ancora ampiamente superata dalla percentuale di mezzi vecchi di oltre 20 anni, che nel 2022 raggiunge il 27,6 (nel 2021 era a 26,9).

La differenza aumenta in Umbria, dove la fascia di oltre 20 anni si attesta al 37,5% e quella di massimo 5 anni resta stabile all’11,3%.

La Provincia di Terni mostra un panorama migliore rispetto a Perugia in termini di veicoli di massimo 5 anni (15,6%, contro il 10,5%), ma presenta anche una percentuale maggiore di mezzi superiori ai 30 anni (rispettivamente 14,4% e 11,6%).

Redazione Cuoreeconomico
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