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03/11/2022

Turismo e hospitality spingono il Pil, ma il caro-energia frena la crescita

(Maria Carmela Colaiacovo, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi)

Colaiacovo (Confindustria Alberghi): “Se non arrivano aiuti sul fronte energia il settore rischia di fermarsi. Servono risposte chiare”

Il turismo è ancora una delle leve dell’economia italiana, sostenuto anche dall’industria alberghiera. Il dato dell’Istat nel trimestre luglio-settembre conferma l’aumento di 0,5 punti sul Pil, rispetto al trimestre precedente, in gran parte dovuto all’aumento marcato dei servizi e del turismo in particolare come sottolineato dallo stesso ente.

Un contributo importante all’economia che permette di compensare almeno in parte la contrazione di altri settori.

Dunque l’attività è ripartita, ma per gli operatori alberghieri, il quadro non è roseo. Se infatti la domanda turistica è ancora sostenuta, i costi energetici mettono a dura prova la tenuta delle imprese che, va ricordato, vengono da oltre due anni di gravissima crisi di fermo pressoché totale da marzo 2020 a marzo 2022.

 Potenziale interessante per il futuro, ma servono certezze

“I numeri registrati sino ad oggi, benché positivi, ancora non hanno riportato i livelli a quelli del 2019 e il rischio per i prossimi e che la flessione fisiologica della domanda unita all’aumento dei costi legati al maggior utilizzo dell’energia nella stagione invernale metta a rischio l’operatività delle imprese - dice Maria Carmela Colaiacovo, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi - Per il futuro prossimo abbiamo un potenziale interessante, con una domanda sostenuta che arriva anche dai mercati esteri, però è necessario mettere in sicurezza le aziende con un provvedimento robusto contro il caro energia”.

Tempi lunghi penalizzano il settore

“In questo momento - prosegue - non abbiamo nessuna visibilità sugli interventi dei prossimi mesi. Questo ci mette in grande difficoltà nella programmazione della stagione invernale.

Un problema ancora più grande se pensiamo che altri paesi nostri competitor hanno già attivato soluzioni calmierando i prezzi dell’energia e favorendo le imprese che certamente potranno porsi in maniera diversa sul mercato.

C’è forte preoccupazione sulle tempistiche poiché tempi lunghi rischiano di penalizzare ulteriormente il settore.

Per questo diventa imprescindibile chiedere al Governo quali saranno le misure adottate per dare certezza alle imprese e permettere la continuazione delle attività”.

Redazione Cuoreeconomico
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