mar 28 apr 2026

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TURISMO. Umbria, un nuovo modello tra identità, sostenibilità e innovazione. Meloni: “Aree interne protagoniste di esperienze autentiche”

(Simona Meloni, Assessore al Turismo Regione Umbria)

Itinerari tematici, turismo lento e innovazione digitale per valorizzare territori meno conosciuti e contrastare lo spopolamento, creando nuove opportunità per residenti e visitatori. Un modello di sviluppo che intreccia identità locale, sostenibilità e tecnologia per costruire il futuro del territorio umbro. In una intervista esclusiva a CUOREECONOMICO, l’assessore al Turismo della Regione Umbria Simona Meloni spiega il piano di rilancio del turismo dell’Umbria.

Le aree interne dell'Umbria hanno mantenuto un carattere identitario molto apprezzato dai turisti, in particolare stranieri. Ci sono dei progetti per creare dei nuovi percorsi turistici tematici che comprendono in particolare le aree interne?

“Le aree interne rappresentano il cuore autentico dell’Umbria: sono territori straordinari, custodi di paesaggi intatti, tradizioni secolari e una qualità della vita che i turisti, soprattutto stranieri, apprezzano moltissimo. Come Regione, stiamo lavorando per valorizzare ulteriormente questa ricchezza attraverso nuovi percorsi turistici tematici, che non solo promuovano la bellezza naturale e culturale di questi luoghi, ma li colleghino anche in una rete di esperienze autentiche e accessibili. In particolare, stiamo investendo sulla creazione di itinerari legati al turismo lento – cammini, percorsi cicloturistici, vie del gusto e dei mestieri tradizionali – che possano far scoprire i borghi più piccoli, i siti meno conosciuti, le produzioni tipiche. Progetti come Cammini Aperti, dove l’Umbria è capofila, vanno proprio in questa direzione: portare il visitatore a vivere l’Umbria ‘minore’, che minore non è affatto in termini di fascino e valore identitario. L’obiettivo è duplice: offrire esperienze sempre più autentiche ai turisti e, allo stesso tempo, sostenere concretamente la vitalità dei nostri territori interni, contrastando lo spopolamento attraverso il turismo di qualità e lo sviluppo locale. Non si tratta solo di promuovere un luogo, ma di costruire opportunità concrete per chi quei luoghi li vive ogni giorno”.

L'Umbria ha sempre sofferto molto dell'isolamento, avendo collegamenti inadeguati con le grandi vie di comunicazione. In che modo è possibile evitare lo spopolamento delle aree interne da parte dei residenti, costretti a trasferirsi nelle città più grandi per lavoro e studio?

“È vero, l’Umbria ha sofferto a lungo di un certo isolamento infrastrutturale. Oggi però abbiamo una sfida importante e una visione chiara: non basta migliorare i collegamenti fisici – che pure restano fondamentali – ma dobbiamo rendere i territori interni luoghi in cui sia possibile vivere bene, studiare, lavorare e fare impresa senza essere costretti ad andarsene. Per contrastare lo spopolamento, stiamo lavorando su più piani contemporaneamente. Da un lato, supportiamo progetti di rigenerazione urbana nei piccoli comuni, per migliorare i servizi essenziali, la qualità della vita, l’accessibilità digitale. Dall’altro, scommettiamo sul turismo di qualità come motore di nuova economia, promuovendo esperienze autentiche che valorizzano le identità locali e creano opportunità occupazionali stabili. Ma non ci fermiamo qui: innovazione tecnologica, sostegno alle imprese agricole, promozione delle produzioni locali e della filiera corta, rilancio delle aree rurali sono tutte strategie integrate che stiamo mettendo in campo con forza. Vogliamo che i giovani, le famiglie, gli imprenditori possano scegliere di restare – o tornare – non per mancanza di alternative, ma perché vedono nelle aree interne dell’Umbria un futuro pieno di possibilità”.

Avete previsto nel programma nuove modalità di fare turismo in Umbria, in linea anche con gli strumenti di innovazione digitale?

“Assolutamente sì. Il nostro obiettivo è rendere l’Umbria sempre più accessibile e attrattiva anche attraverso l’innovazione digitale, consapevoli che il modo di viaggiare e di vivere le esperienze turistiche sta cambiando rapidamente. Stiamo lavorando su piattaforme integrate di promozione e prenotazione dei servizi, su nuovi strumenti digitali per far scoprire in anticipo borghi, percorsi naturalistici e siti culturali, e su sistemi intelligenti di informazione turistica che aiutino i visitatori a costruire itinerari su misura, valorizzando le aree meno conosciute. Inoltre, promuoviamo l’uso dei big data e delle tecnologie di analisi dei flussi turistici per migliorare la gestione dei flussi stessi, destagionalizzare l’offerta e sostenere il turismo nei territori più fragili, evitando sovraffollamenti e rispettando l’ambiente. Infine nella nuova campagna di promozione turistica primavera/estate 2025 lanceremo iniziative innovative attivando strumenti del mondo digitale che serviranno a intercettare nuovi pubblici e raccontare il nostro territorio attraverso interventi moderni e coinvolgenti”.

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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