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13/07/2023

Umbria prima regione in Italia per assunzioni nel trimestre, grazie al turismo

Boom di nuovi lavoratori, oltre il 20% saranno stabili ed altrettanti immigrati. Ma l’ente camerale avverte: “Si aggrava la questione della difficoltà delle imprese a reperire i profili professionali richiesti”

Trainata dalla forte crescita negli avviamenti al lavoro nel turismo, l'Umbria è la prima regione italiana per aumento delle assunzioni a luglio 2023 e anche nel trimestre luglio-settembre.

E' quanto evidenzia il bollettino del sistema informativo "Excelsior", realizzato da Unioncamere e Anpal.

In dettaglio, per luglio 2023 in Umbria le imprese hanno programmato 7.800 assunzioni, con un aumento del 37,8% rispetto a luglio 2022, quando le assunzioni erano state 5.600.

Si tratta - fa sapere la Camera di commercio regionale - dell'incremento percentuale più elevato tra tutte le regioni italiane: dopo l'Umbria, al secondo posto le Marche, quindi la Toscana, l'Emilia-Romagna e il Lazio.

Molte assunzioni stabili

Il 21% delle assunzioni programmate riguarda persone immigrate e il fatto che le chiamate al lavoro nel 21% dei casi saranno stabili, mentre nel 79% saranno a termine.

Il 36% degli avviamenti riguarda giovani under 30, nel 59% dei casi viene richiesta esperienza professionale specifica onello stesso settore. Bassa l'assunzione dei laureati (7% del totale).

Un quadro, quello di luglio, che nella sostanza si conferma per il trimestre luglio-settembre. Anche in questo caso l'Umbria, con un aumento degli avviamenti programmati del 32,3% rispetto allo stesso trimestre 2022, è la prima regione italiana, seguita dalle altre tre regioni del centro e dall'Emilia-Romagna.

Nel trimestre luglio-settembre 2023 le imprese hanno programmato 20.070 assunzioni. A trainare l'incremento, in tutte le regioni e, in particolare in Umbria, dove crescono del 140,4% a luglio e del 119,3% nel trimestre luglio-settembre, le imprese della filiera turistica. Bene anche il commercio e le costruzioni.

Continua lo skill mismatch

"S'aggrava ancora di più - spiega ancora la Camera di commercio dell'Umbria - , toccando in alcune regioni come l'Umbria cifre elevatissime, la questione della difficoltà delle imprese a reperire i profili professionali richiesti.

A luglio 2023 in Umbria le imprese dichiarano di considerare "di difficile reperimento" il 55% del personale di cui hanno bisogno, mentre in Italia il dato è del 48%".

Redazione Cuoreeconomico
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