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01/03/2024

Un morto ogni due giorni nei cantieri edili: arriva la patente a punti, ma divide invece che unire

(Enzo Pelle, segretario generale Filca)

La tragedia di Firenze ha scoperto il nervo: irregolarità a pioggia nei cantieri, scarse tutele e contratti diversi da quello dell'edilizia. Su richiesta dei sindacati, in particolare della Cisl, il Governo varerà da ottobre il provvedimento della patente a punti. Pelle (Filca): "Nostra idea rilanciata, soluzione ideale insieme a rafforzamento dei controlli". Ma le associazioni datoriali sono contrarie: "Meccanismo farraginoso e penalizzante". Come funziona il provvedimento e come si potranno recuperare i punti persi

Nei cantieri edili c’è un addetto che perde la vita ogni due giorni e in un caso su tre non lavora in un’azienda edile, ma in una realtà imprenditoriale appartenente al settore dell’installazione degli impianti che, come previsto dagli accordi sindacali tra le parti sociali, applica ai propri dipendenti il contratto metalmeccanico.

Detto ciò, non è comunque da escludere che in misura sempre più crescente questi lavoratori si trovino all’interno di un cantiere non per realizzare degli impianti ma per eseguire delle mansioni di natura strettamente edile  senza disporre, però, di un corretto inquadramento contrattuale, ovvero quello dell’edilizia. Una tendenza, quest’ultima, che consente alle imprese che ricorrono a questo “escamotage” di risparmiare sul costo del lavoro.

La vicenda tragica di Firenze ha riacceso i riflettori sulla questione e le forze sindacali si sono esposte. Un problema che apre un nervo scoperto, perchè - per esempio - le maestranze che esercitano l’attività edile, ma non dispongono del Ccnl corrispondente, non sono tenute a frequentare i corsi di formazione obbligatori previsti per gli edili, rendendo questi lavoratori meno consapevoli e meno preparati ad affrontare i rischi e i pericoli che possono incorrere durante la giornata lavorativa. Se poi si hanno alle dipendenze persone irregolari, la questione sicurezza passa ancora più in secondo piano.

Lavoratori in nero e poche tutele

Secondo la banca dati Inail, in Italia nel 2022 sono stati denunciati 1.208 incidenti mortali nei luoghi di lavoro, di cui 175  hanno interessato il comparto delle costruzioni. Tra i decessi avvenuti in questo settore ben 63 (ovvero il 36 per cento del totale), erano lavoratori del settore dell’installazione degli impianti. Un’incidenza, quest’ultima, che è aumentata notevolmente rispetto a quella registrata negli anni precedenti.

A livello territoriale le situazioni più critiche riguardano il Piemonte (65 percento), la Liguria e l’Umbria (entrambe con il 50 per cento), la Lombardia con il 40,7 per cento e il Friuli Venezia Giulia con il 40 per cento; Proprio sull'Umbria, dove recentemente ben due operai hanno rischiato di morire in cantiere, si era espressa duramente la Filca Cisl denunciando l'assenza di volontà di risolvere il problema

Senza contare, poi, la presenza endemica nel settore dell’edilizia dei lavoratori in nero, così come emerso anche nella tragedia che si è consumata la settimana scorsa a Firenze. Lavoratori completamente sconosciuti al fisco, all’Inps e all’Inail che vengono pagati in contanti ogni fine settimana.

Secondo le stime dell’Istat, negli ultimi anni il fenomeno nel suo complesso è in calo, tuttavia gli irregolari presenti nell’edilizia ammonterebbero a 220.200.

Il tasso di irregolarità delle costruzioni nel 2021 (ultimo dato disponibile) era al 13,3 per cento: tra tutti i settori economici presenti nel Paese, solo l’Agricoltura con il 16,8 percento e gli altri servizi alle persone (colf, badanti, cura della persona) con il 42,6 percento presentavano un tasso superiore alle costruzioni.

Decessi in calo ma vietato abbassare la guardia

Sebbene i dati riferiti al 2023 siano provvisori, rispetto al 2022 la mortalità nei luoghi di lavoro parrebbe in calo. L’anno scorso a livello nazionale i decessi sono stati 1.041 e la Lombardia, con 172, è la regione dove si è registrato il dato più preoccupante.

Seguono il Veneto con 101, la Campania con 95, l’Emilia Romagna con 91 e il Lazio con 89. Le realtà dove la mortalità è più bassa riguardano, ovviamente, quelle meno popolate.

La Provincia Autonoma di Bolzano con 11, quella di Trento con 8, il Molise con 5 e la Valle d’Aosta con 1 sono i territori meno investiti da queste tragedie nei luoghi di lavoro. Decessi che purtroppo rimangono ancora drammaticamente elevati che un Paese civile non può assolutamente accettare.

In arrivo la patente a punti, su richiesta dei sindacati

Tra i provvedimenti pensati dall'esecutivo per aumentare la sicurezza sul lavoro, oltre all'incremento del 40 percento dei controlli sulla sicurezza nel 2024 rispetto allo scorso anno, l'istituzione dal prossimo 1 ottobre (data contenuta nell'ultima bozza) della patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri.

Il documento verrà rilasciato, in formato digitale, dall'Ispettorato del lavoro a patto di essere iscritti alla Camera di commercio industria e artigianato; adempiere agli obblighi formativi, ed essere in possesso delle certificazioni di regolarità contributiva, valutazione rischi e regolarità fiscale.

Una proposta, questa, fortemente incoraggiata dalla Cisl e in particolare dal suo segretario Luigi Sbarra e dal segretario della Filca Enzo Pelle, ma cavalcata forte anche dalla Cgil: "La patente a punti in edilizia è una proposta storica della Cisl, lanciata nel 2003, ben 21 anni fa. Siamo soddisfatti dall'aver appreso che questo strumento rientra nei provvedimenti annunciati dal Governo come risposta alle morti sul lavoro", dice la Filca.

La patente sarà dotata di un punteggio iniziale di trenta crediti e consente di operare nei cantieri con una dotazione pari o superiore a 15 crediti. Il titolo subisce decurtazioni legati a eventuali incidenti nei cantieri, all'esito degli accertamenti e dei successivi provvedimenti emanati nei confronti dei datori di lavoro o autonomi.

Una violazione costa 10 punti di penalità, così come un'inabilità temporanea assoluta che importi l'astensione dal lavoro per più di quaranta giorni: 10 crediti.

Per un'inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale vengono sottratti 15 crediti. La morte di un lavoratore porta alla sottrazione di 20 punti e alla possibile sospensione del titolo fino a un massimo di 12 mesi. I crediti decurtati potranno essere reintegrati a seguito della frequenza di corsi di formazione, ciascuno consente di recuperare cinque crediti.

La patente viene incrementata di un credito per ciascun anno successivo al secondo, sino a un massimo di dieci crediti, qualora l'impresa o il lavoratore autonomo non siano stati destinatari di provvedimenti sanzionatori.

I sindacati incalzano l'esecutivo sul tema sicurezza: "Non sono arrivate risposte all'altezza della gravità della situazione, la nostra mobilitazione prosegue con tutte le forme possibili. Abbiamo chiesto di mettere in discussione il subappalto a cascata, di introdurre la patente a punti.

Su tutto questo non abbiamo avuto risposta", dice il segretario della Cgil Maurizio Landini. Mentre il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri aggiunge: "La gente continua a morire, di chiacchiere ne abbiamo le tasche piene".

Poi sottolinea: "La patente a crediti c'è, ma la vita di un lavoratore vale 20 crediti, si può lavorare con 15, 5 si recuperano con un corso di formazione".

Ma le associazioni datoriali sono contrarie

"Le associazioni datoriali, quelle che dovrebbero appoggiare il provvedimento, mostrano invece perplessità. Non siamo d'accordo sulla patente a punti. Crediamo che vada ribaltato il concetto: vanno premiate le imprese virtuose piuttosto che punire quelle che, per una disgrazia, possono incappare in momenti sfavorevoli" spiega Giorgio Delpiano, della sezione Edile Confapi.

Mentre Enzo Ponzio, presidente di Cna Costruzioni, specifica: "Siamo fortemente preoccupati per la patente a punti, secondo noi penalizza troppo il settore e gli imprenditori che nonostante le regole si possono trovare di fronte a un evento che va al di fuori del proprio controllo e che mette a rischio l'attività imprenditoriale".

Confartigianato giudica la proposta "un meccanismo farraginoso e pieno di incertezze e lacune applicative, destinata a non produrre alcun risultato positivo in termini di riduzione degli infortuni, mentre rischia di trasformarsi nell’ennesimo balzello burocratico sulle spalle degli imprenditori edili, in particolare le piccole imprese, che duplica oneri economici e adempimenti amministrativi rispetto a quelli già esistenti”.

La sicurezza sul lavoro – sottolinea Confartigianato – sta a cuore a noi imprenditori per primi e non si tutela con la burocrazia, ma con il rispetto di regole che devono essere chiare ed applicabili, con gli organismi paritetici tra Organizzazioni imprenditoriali e sindacati dei lavoratori, con la prevenzione e la formazione, con l’applicazione corretta dei contratti nazionali di lavoro del settore, attraverso l’associazionismo d’impresa che diffonde la cultura della legalità, incrociando le tante banche dati esistenti per porre in essere un efficace piano nazionale della prevenzione, con un sistema di ispezione sul lavoro rafforzato e senza inutili duplicazioni di competenze”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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