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14/12/2023

Unem: la domanda di petrolio crescerà ancora

L'analisi dell'associazione di settore: il prezzo scenderà ma l'offerta compenserà le richieste. Nel 2023 c'è stato un recupero della benzina rispetto al gasolio. La rete dei distributori rimane arretrata, con un numero eccessivo di stazioni

La domanda di petrolio globale nel 2019, prima della pandemia, era di 100,7 milioni di barili al giorno. Nel 2022 era 99,6 milioni di barili al giorno: quest'anno è salita di oltre 2 milioni di barili, fino a 102. Nel 2024 è prevista a 102,9 milioni di barili al giorno.

L'aumento della domanda si concentra però nei paesi non-Ocse, quelli in via di sviluppo. In quelli Ocse, i più ricchi, per l'anno prossimo si prevede un calo della domanda.

L'Unem prevede che nel 2024 il prezzo globale del greggio tenderà a scendere, perché l'aumento dell'offerta compenserà quello della domanda, salvo sbalzi temporanei.

I paesi dell'Opec+ quest'anno hanno cercato di tenere alto il prezzo riducendo la produzione, ma oramai il numero di produttori è aumentato: gli Stati Uniti hanno incrementato le esportazioni, il Venezuela ha visto sbloccare le sue, e il Medio Oriente non è più preponderante.

Le esportazioni russe sono rimaste costanti, nonostante le sanzioni dell'Occidente. Gli investimenti globali sulla ricerca di nuovi giacimenti di oil&gas sono costanti sui 500 miliardi di dollari all'anno, ma a fronte di costi di esplorazione che sono calati del 60% negli ultimi dieci anni.

In Italia nel 2023 c'è stato il sorpasso del petrolio sul gas come prima fonte di energia, per la prima volta dal 2015: 52,9 percento della domanda contro 51,3 (nel 2022 le percentuali erano 56,1 percento contro 53,3). 

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA A GIANNI MURANO (UNEM)

La rivincita della benzina

Il calo del gas è stato dovuto al risparmio energetico e alla crescita delle rinnovabili (salite dal 27,5 percento della domanda nel 2022 al 30 percento nel 2023), ma anche al rallentamento dell'economia nazionale.

Quest'anno l'Italia ha visto la "rinvincita" della benzina sul gasolio. I consumi della prima sono saliti del 5% rispetto al 2023, mentre quelli del secondo sono calati dell'1,2 percento. Un trend diverso da quello europeo, secondo l'Unem dovuto al boom delle auto ibride a benzina. 

Il sistema italiano di raffinazione per l'Unem rimane competitivo, e ha grossi margini di crescita sui biocarburanti. I prezzi dei carburanti in Italia sono inferiori alla media europea, ma vengono poi alzati dalle accise più alte d'Europa. La rete dei distributori rimane arretrata, con un numero eccessivo di stazioni.

Le indagini di Mister Prezzi, ha concluso l'Unem, hanno confermato che i prezzi alla pompa hanno seguito gli andamenti internazionali, e che non ci sono state grosse differenze fra prima e dopo l'esposizione dei cartelloni col prezzo medio regionale.  

Redazione Cuoreeconomico
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