Verduci (Federcomated): “Campagna denigratoria sul settore: non siamo speculatori. Sbloccare i crediti, Superbonus fondamentale”

(Mario Verduci, segretario generale di Federcomated)
Il segretario generale della Federazione dei rivenditori e produttori di materiali edili: “Aziende in difficoltà se non riescono a recuperare quanto investito. Serve intervento anche per favorire nuovi assunzioni”
L’edilizia è sicuramente uno dei settori che continuerà ad essere chiave per la ripartenza del Paese, ma dopo aver trainato l’Italia nei due anni di pandemia, adesso fa i conti con un quadro in costante evoluzione che mette in difficoltà tutta la filiera.
La materia principale del contendere è volontà di revisione del Superbonus da parte del Governo Meloni, per ora solo parzialmente rinviata ma sempre sul tavolo del ministero.
Fra le entità che hanno alzato la voce c’è Federcomated, la Federazione dei rivenditori e produttori di materiali edili aderente a Confcommercio che in una nota aveva già esternato il proprio disappunto.
Ma come sta affrontando questo comparto il momento? CUOREEECONOMICO ne parla con Mario Verduci, segretario generale di Federcomated.
L’ascesa, ma anche la preoccupazione
“La condizione con cui ci apprestiamo a chiudere l’anno è duplice – dice Verduci – Da un lato le vendite sono cresciute notevolmente, a seguito della ripresa post pandemia.
La domanda di materiali è cresciuta, ci sono stati investimenti e questo ci fa segnare un incremento a doppia cifra rispetto al 2020.
Soprattutto sul fronte ristrutturazione e manutenzione va molto bene, c’è grande soddisfazione del nostro mondo. Dall’altro lato però si sono addensate nubi nere sul fronte della cessione dei crediti.
La ripresa virulenta è dovuta infatti in gran parte ai bonus, con la possibilità di mobilizzare i crediti che derivano degli investimenti.
In realtà però questo si è scontrato con l’indisponibilità delle banche a concedere la cessione di questi crediti, alla luce anche di alcune irregolarità connesse a questa operazione. Per cui possiamo dire che da settembre la tendenza si è invertita”.
No a modifiche del Superbonus
Federcomated ribadisce la necessità di mantenere ancora il Superbonus cosi com’è: “La misura è fondamentale per lo sviluppo del settore – dice – perché consente di effettuare i lavori a costo zero, rendendoli appetibili per i clienti e favorendo la crescita.
Noi contestiamo la condizione che ci viene attribuita di essere degli speculatori ed aver approfittato del Superbonus per guadagnare a spese dello Stato: è in atto una campagna denigratoria verso l’edilizia, in merito alle truffe: è ingiusto e falso, come certifica anche l’Agenzia delle entrate.
Anzi, noi contrastiamo l’attività illegale, contribuiamo allo sviluppo del settore. Ora il nostro timore è che non si riescano ad avere i soldi investiti con lo sconto in fattura o alla cessione del credito”.
Consorzio Rec, per l’economia circolare
Federcomated è impegnata anche sul fronte dell’economia circolare. La Federazione ha infatti dato vita al Consorzio Rec, dei rivenditori di materiali per l’edilizia dedito la raccolta dei rifiuti da costruzione e demolizione.
Verduci spiega: “Col consorzio interveniamo sul ciclo dei rifiuti, perché il settore edile è fra quello che produce più rifiuti e materiali inquinanti.
Contribuiamo allo smaltimento dei rifiuti inserendo la possibilità di trasformarli e quindi di poterli riutilizzare. In questo modo interveniamo sullo spreco di materiale e sull’inquinamento. In questo modo diamo una mano alla società civile”.
Manovra, giudizio negativo
Nel frattempo l’Italia è entrata in una nuova fase, con la prima legge di Bilancio dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Da Verduci arriva un parere negativo: “Sono molto critico – spiega – perché pone soluzioni solo per alcuni problemi mentre altri li tralascia, soprattutto in termini di occupazione, lavoro e tutela.
Ci sono cose positive, ma anche tante incomplete. Come Federcomated chiediamo lo sblocco dei crediti e poi lo snellimento delle procedure burocratiche per l’assunzione di nuovi lavoratori, perché le aziende ne hanno bisogno. Il Decreto Flussi potrebbe essere in parte una soluzione al problema”.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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