ven 20 mar 2026

Seguici su:

24/05/2023

Vola il fatturato dell'industria: si punta ad un nuovo record

Secondo la direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo il manifatturiero si spinge oltre 1.170 miliardi di euro, in crescita di 260 miliardi. Gli investimenti continueranno a rappresentare il principale volano della crescita, sia quelli pubblici attivati dal Pnrr sia quelli privati, indispensabili per proseguire nel processo di rafforzamento competitivo

Il fatturato manifatturiero italiano nel 2023, a prezzi correnti, si dirige verso un nuovo record oltre i 1.170 miliardi di euro, in crescita tendenziale dell'1% e circa 260 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al 2019. E' quanto emerge dalla 103/o rapporto analisi dei Settori industriali realizzato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Prometeia.

Il fatturato a prezzi costanti, invece, andrà incontro a una stabilizzazione (+0,4%), che consentirà di consolidare i significativi progressi del biennio precedente (+9,1% la crescita media annua a prezzi costanti nel 2021-22).

La fase di rallentamento dell'attività produttiva sopraggiunta nella seconda metà dello scorso anno, in concomitanza con la crisi energetica, non ha impedito al manifatturiero di archiviare il 2022 con un aumento del 2,6% dei livelli di attività e del 15,2% del fatturato a prezzi correnti, che ha superato i 1.160 miliardi di euro, sostenuto da una crescita dei prezzi del 12,3% in media d'anno. 

LEGGI GLI ARTICOLI DI ECONOMIA

Verso una crescita ancora più grande, non solo per il Pnrr

La distensione del contesto operativo interno e internazionale, attesa a partire dal 2024, permetterà - secondo l'analisi di Intesa Sanpaolo e Prometeia - al manifatturiero italiano di riposizionarsi su ritmi di crescita più dinamici di quelli degli ultimi decenni, dell'1,3% medio annuo nel periodo 2024-27 in termini di fatturato a prezzi costanti (2% a prezzi correnti).

Gli investimenti continueranno a rappresentare il principale volano della crescita, sia quelli pubblici attivati dal Pnrr sia quelli privati, indispensabili per proseguire nel processo di rafforzamento competitivo.

Anche negli ultimi anni, tutt'altro che facili per l'industria italiana, si è assistito a una significativa crescita degli acquisti di macchinari avanzati e degli investimenti digitali (Ict e immateriali, che a fine 2022 risultavano del 7,8% superiori al livello pre-Covid, pari al 19,2% sul totale degli investimenti), testimoniando la grande attenzione delle imprese al progresso tecnologico, in chiave digitale, ambientale e di efficienza nell'uso delle risorse. 

Si tratta di strategie chiave - prosegue l'analisi - per attivare risparmi di costo, sempre più importanti per fronteggiare un contesto che vedrà i prezzi delle commodity stazionare su livelli storicamente elevati.

Altrettanto importanti in quest'ottica saranno i progetti nazionali destinati alla riconversione del settore energetico, verso la decarbonizzazione della produzione di elettricità e la diversificazione delle fonti di energia.

Il manifatturiero italiano è stato infatti penalizzato, negli ultimi anni, da un costo dell'energia elettrica e del gas decisamente superiore alla media dei partner europei.

Cruciale sarà anche il contributo dell'export: la buona capacità dell'industria italiana di servire nicchie a elevato valore aggiunto consentirà all'avanzo commerciale di continuare a crescere, superando il livello record di 110 miliardi di euro nel 2027.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com