14/10/2026

WELFARE. A Perugia il confronto promosso da Confindustria Umbria ed ESG89. Prevenzione, sostegno alle famiglie e servizi per conciliare vita e lavoro nelle esperienze di Meccanotecnica Umbra, Canali, Fileni e AbbVie

Marchesini: "Il welfare è un investimento sul capitale più prezioso che abbiamo, non una voce di costo. Nessuno può farlo da solo: il welfare del futuro nascerà da un'alleanza tra chi governa, chi fa impresa e chi lavora, con un patto capace di tenere insieme le generazioni"

Il welfare aziendale entra nella vita delle persone e diventa uno strumento per migliorare la qualità del lavoro, attrarre competenze e rafforzare il legame tra imprese e territorio. Sono questi i temi al centro di “Italia Mediana. Il welfare del futuro e le migliori pratiche”, l’incontro organizzato da Confindustria Umbria a Perugia in collaborazione con ESG89.

Aperto dai saluti del Presidente di Confindustria Umbria Giammarco Urbani e moderato dal Presidente di ESG89 Group Giovanni Giorgetti che, presentando gli ospiti, ha evidenziato la crescita senza precedenti del welfare in Italia. 'In dieci anni - ha sottolineato Giorgetti - il numero di lavoratori beneficiari dei piani di welfare è aumentato del 699%: da circa 488mila nel 2015 a oltre 3,9 milioni nel 2025. Nello stesso periodo, il numero dei piani gestiti è cresciuto dell'839% e il valore complessivo dei crediti welfare nel 2025 ha superato i 3,2 miliardi di euro'.
L’appuntamento ha messo a confronto le straordinarie esperienze di Meccanotecnica Umbra, Gruppo Canali, Gruppo Fileni e AbbVie Italia. Il programma ha previsto l’intervento di Marco Calabrò, Capo Dipartimento per le Politiche per le Imprese del MIMIT, e le conclusioni di Maurizio Marchesini, Vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali.

«Il capitale più grande delle nostre imprese è quello umano – ha sottolinea Urbani nell’intervento di apertura - fatto di persone che crescono in competenze, passione e dedizione e contribuiscono allo sviluppo delle aziende e del territorio. Investire nel benessere dei lavoratori significa anche creare le condizioni per trattenere i giovani, attrarre nuovi talenti e rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo. È importante che le buone pratiche di welfare aziendale possano diffondersi non soltanto nelle grandi realtà, ma anche nelle piccole e medie imprese, che rappresentano una componente fondamentale del tessuto economico umbro. In una regione come la nostra, caratterizzata da aree interne e da un rapporto spesso molto stretto tra imprenditori e collaboratori, anche iniziative semplici e facilmente replicabili possono fare la differenza. Condividere esperienze e modelli virtuosi è quindi essenziale per affrontare le sfide che ci attendono, a cominciare da quella demografica».

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Un’esperienza particolarmente significativa arriva da Meccanotecnica Umbra - azienda specializzata nella progettazione e produzione di tenute meccaniche per numerosi settori industriali - illustrata dal Presidente Carlo Pacifici, anche Consigliere delegato di Confindustria Umbria al Capitale umano, Sicurezza sul lavoro e Welfare. Dall’ascolto dei dipendenti è emerso un bisogno preciso: avere più tempo per sé, per la salute e per la famiglia. Da qui sono nati servizi come la lavanderia e il maggiordomo aziendale, gli screening gratuiti, lo sportello psicologico e l’Educenter, lo spazio educativo per i figli dei lavoratori successivamente aperto alla comunità locale.

Concluso il finanziamento pubblico iniziale, nell’agosto 2024 l’azienda ha scelto di proseguire con risorse proprie, rendendo permanente il programma. L’Educenter accoglie complessivamente cento bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni nei servizi invernali ed estivi. Dal 2027 è previsto un percorso dedicato alla prevenzione del disagio giovanile.

Canali - azienda italiana di abbigliamento maschile di alta gamma - attraverso l’intervento di Andrea Bensi, Group HR & Organization Director, ha portato un modello che collega benessere, risultati e responsabilità sociale. Accanto alle misure per la salute, la genitorialità e la conciliazione, il contratto integrativo incentiva la conversione del premio di risultato in welfare. L’azienda mette inoltre a disposizione due giornate annuali di volontariato, sostenendone i costi.

Per il Gruppo Fileni - gruppo agroalimentare specializzato nella produzione di carni - la Vicepresidente Roberta Fileni ha illustrato iniziative di prevenzione oncologica, sostegno alla genitorialità e formazione interna. L’ascolto dei lavoratori, orienta lo sviluppo delle misure di welfare. Un impegno che si accompagna alla presenza industriale in Umbria e agli investimenti nei siti di Spoleto, Amelia e Fossato di Vico.

L’azienda biofarmaceutica internazionale AbbVie Italia, con il Responsabile Relazioni industriali Stefano Zirillo, ha posto l’accento su un benessere che integra misure economiche, sanitarie e sostegno alla genitorialità, includendo anche l’educazione finanziaria. Il welfare è inoltre centrale nel nuovo contratto integrativo in fase di negoziazione.

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Le conclusioni sono state affidate a Maurizio Marchesini, Vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali. «Il nostro Paese sta vivendo una trasformazione demografica profonda – ha detto - nei prossimi anni avremo meno persone in età di lavoro e più persone che avranno bisogno di cure. Insieme a una finanza pubblica sotto pressione, questo renderà sempre più difficile garantire gli attuali livelli di protezione sociale con le sole risorse dello Stato. Per questo il welfare di domani avrà bisogno del concorso di pubblico e privato, e quel concorso deve passare attraverso i contratti. La previdenza complementare, la sanità integrativa e gli enti bilaterali, costruiti in trent'anni di contrattazione con il sindacato, sono nati per affiancare il welfare pubblico, non per sostituirlo. È questa la ragione per cui imprese e sindacati hanno espresso con una voce sola le loro riserve sulla portabilità del contributo datoriale. Quel contributo è frutto della contrattazione collettiva, e disperderlo indebolirebbe la protezione di oltre quattro milioni di lavoratori. Il welfare è un investimento sul capitale più prezioso che abbiamo, non una voce di costo. Nessuno può farlo da solo: il welfare del futuro nascerà da un'alleanza tra chi governa, chi fa impresa e chi lavora, con un patto capace di tenere insieme le generazioni».

di redazione CUOREECONOMICO
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