Why Umbria 2025, talenti e tecnologia: pietre angolari per la creazione di valore delle imprese in regione

(da Sx Pierluigi Metelli, S.E.R. Mons. Domenico Sorrentino, Giovanni Giorgetti e Stefano Zuccarini)
Presentato a Foligno, presso la Luigi Metelli S.p.A., il progetto che rappresenta la prosecuzione di un percorso strutturato, ormai intrapreso da anni, di valorizzazione del territorio umbro, delle sue aziende e delle sue eccellenze imprenditoriali
Deloitte Private ed ESG89 Group hanno presentato “Economic Yearbook of Italy. Why Umbria. Il bello e il buono. Talenti e tecnologia: ingredienti per il territorio” con l’intervento della Presidente della Regione, Stefania Proietti e alla presenza del Vescovo di Foligno, S.E.R. Mons. Domenico Sorrentino, del Direttore della Direzione “Sviluppo economico, Agricoltura, Lavoro, Istruzione, Agenda Digitale” della Regione Umbria, Luigi Rossetti, dell’Amministratore Unico di Sviluppumbria, Luca Ferrucci, del Sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, e di rappresentanti del mondo imprenditoriale regionale.
Presentato a Foligno, presso la Luigi Metelli S.p.A., il progetto che rappresenta la prosecuzione di un percorso strutturato, ormai intrapreso da anni, di valorizzazione del territorio umbro, delle sue aziende e delle sue eccellenze imprenditoriali.
- Il 72% delle aziende umbre ha puntato sulla valorizzazione del territorio e del “Made in Italy”
- Il 70% delle aziende umbre ha promosso la realizzazione di progetti di innovazione di prodotto, di processo o tecnologica
- Il 68% delle aziende umbre ha avviato iniziative a favore dell’ambiente e promosso investimenti green
Il 70% delle aziende umbre ha promosso la realizzazione di progetti di innovazione di prodotto, di processo o tecnologica e analizzando specificatamente le eccellenze umbre intervistate emerge un importante rafforzamento di questa tendenza. Le aziende umbre intervistate puntano altresì su investimenti a sostegno delle risorse umane, trasformazione della struttura organizzativa e sostenibilità. La riduzione dell’impatto ambientale e il contenimento delle emissioni resta una priorità strategica. È quanto emerge dalla analisi di Deloitte Private ed ESG89 Group, “Economic Yearbook of Italy. Why Umbria. Il bello e il buono. Talenti e tecnologia: ingredienti per il territorio”, presentata presso l’Auditorium di Luigi Metelli S.p.A., che ha ospitato il private event, grazie al suo Presidente, Domenico Metelli. L’analisi raccoglie le testimonianze dirette degli imprenditori che raccontano il punto di vista umbro su Talenti e Tecnologie e analizza le nuove sfide che le aziende del territorio umbro dovranno affrontare per operare in modo vincente nell’attuale contesto competitivo globale.
(Domenico Metelli, Presidente Luigi Metelli S.p.A.)
Giovanni Giorgetti, Presidente di ESG89 Group sostiene: “L’Umbria presenta diverse criticità prime fra tutte quelle rappresentate dalla storica carenza infrastrutturale, dall’inverno demografico, dalla fuga dei giovani e dallo spopolamento prevalentemente nelle aree interne.
A questo si aggiunge la bassa produttività, le criticità legate al passaggio generazionale e la difficoltà nell’internazionalizzazione delle nostre imprese, che sono per lo più piccole o piccolissime. La regione, di contro, ha anche leve di eccellenza come il sapere scientifico rappresentato dalle Università, fino alla potenzialità di poter riunire sotto il cappello del ‘Made in Umbria’ tutta la filiera del valore produttivo e delle tante eccellenze imprenditoriali, spesso a carattere familiare, che hanno dimostrato in questi anni grande resilienza”.
(Valeria Brambilla, Amministratore Delegato di Deloitte & Touche S.p.A.)
Valeria Brambilla, Amministratore Delegato di Deloitte & Touche S.p.A. dichiara: “Con questo progetto prosegue con entusiasmo il percorso di Deloitte Private e di ESG89 Group nel raccontare “il bello e il buono” della Regione attraverso il legame dei suoi imprenditori con il territorio e, altresì, per supportare la valorizzazione di un territorio ricco di eccellenze e di una cultura piena espressione del valore del Made in Italy. Dalle testimonianze degli imprenditori abbiamo potuto riscontrare che la forza delle aziende umbre risiede nella capacità di saper coniugare tradizione e cambiamento, sfruttando le opportunità che il territorio offre.”
(Ernesto Lanzillo, Presidente di Deloitte & Touche S.p.A.)
Ernesto Lanzillo, Presidente di Deloitte & Touche S.p.A. e Leader di Deloitte Private dichiara: “L’ascolto e il confronto diretto con gli imprenditori sono fondamentali per valorizzare le idee e la visione strategica delle aziende, in particolare quelle familiari, che, con la cura artigianale derivante dalla tradizione, realizzano il “bello e ben fatto” del Made in Italy, operando sul territorio di cui sono espressione con civismo e responsabilità sociale. La formazione rappresenta un asset imprescindibile per la crescita delle PMI, sia come supporto operativo quotidiano, sia come leva strategica per il futuro aziendale. Questo asset può essere valorizzato favorendo una collaborazione più stretta tra imprese e stakeholder pubblici e privati nello sviluppo di scuole di Arti e Mestieri, in aggiunta agli ITS, di Academy di formazione per distretti produttivi e all’interazione con scuole, licei e università. Inoltre, per affrontare la complessità dello scenario attuale, la tecnologia può contribuire per le PMI ad aumentare produttività e competitività oltre che ad attrarre e mantenere talenti. Investire nel digitale è un’opportunità di crescita per tutte le realtà del tessuto imprenditoriale regionale umbro, comprese quelle a conduzione familiare.”
(Gianfranco Recchia, Partner di Deloitte & Touche S.p.A.)
Gianfranco Recchia, Partner di Deloitte & Touche S.p.A., Responsabile dell’Area Umbra e promotore del progetto “Why Umbria” dichiara: “Dalle testimonianze degli imprenditori intervistati emerge una forte esigenza di investimenti infrastrutturali nella Regione, ed in particolar modo nell’alta velocità, una crescente attenzione alla valorizzazione del capitale umano, quale elemento imprescindibile di una crescita aziendale sostenibile di lungo periodo, una formazione continua e una pianificazione della transizione generazionale, elementi fondamentali per garantire continuità e competitività. Le interviste hanno anche evidenziato come le eccellenze imprenditoriali umbre rappresentino la massima espressione dell’imprenditore civico. L’Osservatorio Deloitte per l’Umbria conferma, inoltre, che il rafforzamento delle competenze digitali, l’adozione di tecnologie e dell’intelligenza artificiale, nonché la promozione di modelli organizzativi agili, sono oggi sempre più indispensabili per rispondere alle esigenze di consumatori sempre più value-seeking. Nel contesto illustrato, la collaborazione efficace tra Regione e imprese potrà essere un acceleratore nell’attuazione di iniziative volte a rafforzare le competenze scientifiche e tecnologiche e sostenere l’inclusione e la coesione sociale, accelerando il cambiamento economico e l’incidenza dell’Umbria sull’economia Nazionale.”
L’analisi
L’analisi svolta si è concentrata su tre elementi chiave:
- tecnologia e innovazione quali elementi imprescindibili per la crescita delle imprese;
- talenti e passaggio generazionale per una leadership del futuro;
- connubio tra aziende e territorio.
Dalla ricerca emerge che:
- Il 72% delle aziende umbre ha puntato sulla valorizzazione del territorio e del “Made in Italy”
- Il 70% delle aziende umbre ha promosso la realizzazione di progetti di innovazione di prodotto, di processo o tecnologica
- Il 68% delle aziende umbre ha avviato iniziative a favore dell’ambiente e promosso investimenti green
Gli incontri con gli imprenditori e l’analisi degli elementi emersi pongono in evidenza: la valorizzazione dell’eccellenza qualitativa del prodotto e della necessità di investimenti in tecnologie e progetti innovativi per rafforzare la competitività e la sostenibilità; la formazione, il trasferimento delle competenze e dei valori aziendali, la capacità delle aziende di attrarre talenti e di promuovere il senso di appartenenza quali aspetti da valorizzare anche al fine di affrontare con responsabilità la transizione generazionale.
Gli elementi principali che emergono da questa ricerca in sintesi sono:
- l’importanza di coniugare la tradizione con l’innovazione, continuando a valorizzare il “Made in Italy” quale elemento distintivo;
- la trasformazione digitale come l’investimento più importante per aumentare il valore aziendale che richiede già da oggi una profonda revisione dei modelli di business esistenti;
- la promozione del rafforzamento delle competenze come leva strategica per favorire l’innovazione ed assicurare una crescita sostenibile;
- l’impegno nel favorire il processo di continuità generazionale;
- la prosecuzione dello sviluppo del senso civico al fine di generare valore per il territorio;
- il valore del consolidamento del dialogo continuo e trasparente con le istituzioni.
(Giovanni Giorgetti, Presidente di ESG89 Group)
Giovanni Giorgetti, Presidente di ESG89 Group, conclude: “La mia ambizione professionale è stata da sempre quella di voler analizzare e poi raccontare agli stakeholder italiani l’Umbria del ‘saper fare’, sempre con spirito costruttivo e senza alcun condizionamento esterno. Il Why Umbria rappresenta un’ulteriore tappa di questo lungo e straordinario percorso’.
Valeria Brambilla, Amministratore Delegato di Deloitte & Touche S.p.A., conclude: “Le circostanze di natura economica, politica e sociale richiedono un impegno crescente nella trasformazione dei modelli di business, nell’innovazione e nella valorizzazione delle filiere. L’innovazione e la digitalizzazione rappresentano elemento chiave per superare i limiti legati alle dimensioni, promuovere collaborazioni e affrontare le nuove sfide a livello globale. Un’intesa attività formativa è una leva per attrarre e mantenere talenti e rappresenta un altro ingrediente essenziale per la crescita delle imprese e dell’intero sistema imprenditoriale umbro. È proprio da qui che le imprese umbre traggono la spinta per rinnovarsi, confermando la propria vocazione a crescere in chiave sostenibile e competitiva.”
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Redazione CUOREECONOMICO
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