mar 21 apr 2026

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ZES. Manzotti (Cisl Umbria): “Grande opportunità per la nostra regione, è uno strumento per trovare soluzioni alle tante criticità, come la produttività e il Pil”

(Angelo Manzotti, Segretario della CISL Umbria)

Geopolitica, aumenti del costo dell’energia, mercato del lavoro e le difficoltà per i giovani e le donne. Ma anche la necessità di trovare soluzioni adeguate per evitare lo spopolamento delle aree colpite dal sisma e cogliere le opportunità per le PMI offerte dalla Zes.

Questi i temi affrontati da Angelo Manzotti, Segretario della CISL Umbria, in una intervista esclusiva a CUOREECONOMICO.

Una visione che racconta l’Umbria di oggi che sarà discussa nell’incontro in programma giovedì 23 aprile alle 9.30 alla Camera di Commercio di Perugia dal titolo: “La Z.E.S. nelle piccole e medie imprese”.

L'incontro sarà moderato da Giovanni Giorgetti (Presidente ESG89). Interverranno Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria e Angelo Manzotti, Segretario CISL Umbria. Seguiranno gli interventi dei principali esponenti delle associazioni di categoria:  Mauro Orsini (Presidente Confapi Umbria); Paola Roscini (Responsabile Area Economica d’Impresa Confindustria Umbria); Michele Carloni (Presidente CNA Umbria); Mauro Franceschini (Presidente Confartigianato Umbria); Simone Fittuccia (Vice Presidente Confcommercio Umbria); Danilo Valenti (Presidente Legacoop Umbria); Carlo Di Somma (Presidente Confcooperative Umbria) e Luca Ferrucci (Amministratore Unico Sviluppumbria). Le considerazioni finali saranno affidate all’assessore regionale allo sviluppo economico, Francesco De Rebotti, mentre le conclusioni saranno di Luigi Sbarra, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Segretario Manzotti, tra marzo e aprile 2026 lo scenario internazionale continua a essere dominato da una forte instabilità geopolitica che si riflette direttamente sui costi energetici e delle materie prime. In Italia, l'inflazione morde ancora il potere d'acquisto di salari e pensioni. Come valuta le attuali misure del Governo a sostegno dei redditi bassi e medi e quali sono le priorità che la CISL sta portando al tavolo nazionale per evitare che la crisi si trasformi in una spirale di povertà per le famiglie?
"L'attuale situazione geopolitica sta mettendo a dura prova l'Italia e le conseguenze vengono percepite in termini di costi, competitività e di possibile tenuta sociale. L'aumento del costo dell'energia, infatti, trova il nostro Paese particolarmente esposto. Basti pensare che nelle prime settimane della crisi di prezzo dell'energia elettrica sono aumentati del 12 per cento. La conseguenza inevitabile è quella dell'inflazione: se nel mese di febbraio questa si attestava all'1,6 per cento annuo, le previsioni per questo 2026 la vedono al 2,4 per cento. Con conseguenze negative, come si può immaginare, in termini di Pil e di fiducia dei consumatori.
Sono anni che non si affronta il problema energia e soprattutto non si discute sulle rinnovabili. Questo, anche se per il nostro Paese rappresenta una priorità. Non è pensabile che i vari comitati del "no" possano osteggiare scelte importanti per la nuova politica energetica. La politica deve affrontare urgentemente questo problema che è alla base della ripresa".

I dati ISTAT di febbraio e marzo 2026 mostrano un mercato del lavoro italiano ancora profondamente squilibrato, dove a fronte di una crescita dell'occupazione over 50 si registra un tasso di inattività giovanile preoccupante e un gap di genere ancora troppo ampio. Qual è lo 'stato di salute' dell'occupazione in Umbria e quali strumenti, come la dote giovani o il potenziamento dei servizi all'infanzia, ritiene indispensabili per trattenere le competenze nel territorio?
"Il mercato del lavoro umbro ha un’età media alta, che supera i 50 anni. Nei prossimi quattro anni ci saranno diversi pensionamenti e quindi i Millennials diventeranno il 30 per cento della forza lavoro. Questi hanno aspettative ed esigenze diverse da quelle che avevamo noi quando siamo entrati nel mercato del lavoro. Il sistema produttivo e il sindacato dovrà intercettare questa nuova visione del lavoro.
Quello che preoccupa è il dato sui giovani e sulle donne: le categorie che soffrono di più per entrare nel mercato del lavoro oppure per rimanerci. Per quanto riguarda le donne ci sono ancora grandi limiti strutturali che devono essere superati per permettere loro di conciliare l’attività lavorativa con quella personale, familiare. A loro si chiede troppo. E’ necessario un cambio culturale e maggiori servizi che permettano una mutazione sociale. Agli elementi accennati, che sono essenziali nella transizione in essere, si aggiunge uno strumento: quello della Zes, che prevede incentivi sia per le donne che per i giovani disoccupati".

La Cabina di coordinamento sisma ha recentemente sbloccato nuovi fondi per circa 76 milioni di euro per le opere pubbliche in Umbria, con un focus particolare su borghi come Norcia, Cascia e Preci. Oltre alla ricostruzione fisica, quale 'ricostruzione economica' serve a queste aree interne per evitare lo spopolamento e garantire che gli investimenti nelle infrastrutture siano seguiti da una vera creazione di posti di lavoro stabili e di qualità?
"La ricostruzione post – sisma è stata lenta. Il territorio interessato ha subito una fuoriuscita di persone, forza lavoro, giovani che ad oggi è difficile pensare che rientreranno a popolare quest'area. Gli investimenti in ricostruzione di abitazioni private non devono oggi trasformarsi in seconde case. Per la Cisl le risorse in questi territori e più in generale nelle aree interne devono essere finalizzati alla creazione di nuove opportunità lavorative. Si vive e si può vivere solo dove c’è lavoro e ci sono servizi. In primis, quelli socio-assistenziali".

Mentre il Mezzogiorno d'Italia sperimenta i vantaggi della 'ZES Unica', l'Umbria si trova in una posizione di confine strategico, ma sfidante. Molte Piccole e Medie Imprese del nostro territorio temono di perdere competitività rispetto ai vicini del Sud a causa della differente pressione fiscale e burocratica. Dal suo osservatorio e alla vigilia dell’evento organizzato proprio da Cisl Umbria per il 23 aprile prossimo presso la CCIAA dell’Umbria sulla ZES, cosa ci si può attendere per lo sviluppo economico regionale?
"La Zes nella nostra regione rappresenta una grande opportunità. Un’opportunità che deve essere colta da tutti insieme e in prospettiva: è necessario lavorare a un nuovo modello economico e di sviluppo dove la partecipazione sia centrale. La Zes, assieme ai fondi comunitari, deve rafforzare la coesione sociale e promuovere una politica industriale innovativa, basata sulla manifattura. La transizione in essere deve essere attenta agli aspetti economici, sociali ed ambientali. La Zes, inoltre, è uno strumento attraverso il quale si possono trovare soluzioni alle tante criticità umbre, come la produttività e il Pil. Questo perchè è considerato esso stesso un moltiplicatore del prodotto interno lordo e della crescita economica".

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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