Allasia (Confagricoltura Piemonte): «Giusta la transizione ecologica, ma rischio che alcune aziende finiscano fuori mercato»

(Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Piemonte)
Il presidente: «Serve gradualità, non tutti hanno gli strumenti. Preoccupati dal rincaro delle materie prime, penalizzeranno l’export»
Il settore dell’agricoltura sta iniziando a mostrare segnali di ripresa, anche se non mancano criticità rilevanti, come i prezzi delle materie prime in forte rialzo e un mercato globale sempre più competitivo.
C’è poi la sfida della transizione energetica, un passaggio radicale, ma che non può prescindere dal giusto equilibrio tra sostenibilità economica ed ambientale.
Ne abbiamo parlato con il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia.
In che modo il mondo dell'agricoltura in Piemonte sta reagendo in questa fase di ripartenza economica?
«In linea generale, per quello che riguarda il settore primario, ci sono segnali di ripartenza, questo è positivo. Però è anche importante capire il punto di partenza.
Alcuni settori durante la pandemia hanno subito un rallentamento meno gravoso, per cui in questo momento riescono a essere più reattivi.
Penso al settore del vino ma anche a quello della frutta, che è riuscito a mantenere prezzi competitivi nonostante le gelate.
Altri settori hanno invece subito un rallentamento più consistente, con una flessione nei quantitativi di vendita, per cui la ripartenza è certamente più lenta.
Il comparto della carne e del latte, per esempio, anche a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime, sta mostrando più fatica a riprendersi».
Si registra a livello globale un rialzo significativo dei prezzi delle materie prime e dell'energia. Quali ripercussioni per il settore agricolo in Piemonte, in particolar modo sul fronte esportazioni?
«A livello di export, al momento non abbiamo registrato particolari flessioni. Nel lungo periodo, però, nel momento in cui saremo obbligati anche noi ad aumentare i prezzi alla vendita, un calo sarà inevitabile.
In questo momento, i rincari delle materie prime si aggirano nell’ordine del 30, 40 o 50%. Tra l’altro, per i nostri prodotti va considerato che si tratta di eccellenze del territorio: per cui, puntando molto sulla qualità, già in partenza presentano un costo più alto rispetto alla maggior parte dei competitor europei ed internazionali.
Alla lunga i rincari penalizzeranno quindi il nostro export, anche se ancora non riusciamo a quantificare la perdita.
Speriamo che i segnali di ripresa non vengano vanificati da questa situazione, per cui ci auspichiamo che la flessione non risulti particolarmente gravosa».
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Leggi anche:
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
I fondi del Pnrr possono contribuire a dare nuovo slancio al tessuto agricolo a livello regionale?
«Questi fondi non stati ancora calati direttamente sul territorio, per cui non conosciamo il loro impatto sul tessuto produttivo, ma è chiaro che tutti noi ci aspettiamo che il Pnrr possa rappresentare un’opportunità importante.
Tra l’altro, i contributi possono essere di due tipi: diretti, quindi convergere direttamente sulle filiere agricole, oppure indiretti, cioè agire su fattori climatico-ambientali che incidono sulla produzione agricola.
Anche questa seconda tipologia di misure è importante: interventi volti a favorire la regimazione delle acque o a ridurre il rischio di dissesto idrogeologico rappresentano aspetti decisivi.
Ormai sappiamo bene come le calamità naturali rappresentino un problema serio, con cui i produttori agricoli devono fare i conti.
Pertanto, se non si agisce in termini di prevenzione, il settore agricolo, che inevitabilmente gestisce direttamente il territorio, è costretto a subire le conseguenze negative di eventi climatici avversi».
Il mondo agricolo del Piemonte è pronto per una definitiva transizione ecologica? Quali le principali criticità?
«Ritengo che la transizione ecologica rappresenti un passaggio essenziale per il nostro futuro. Dobbiamo però renderci conto che non tutte le aziende sono attrezzate allo stesso modo.
Alcune realtà sono vocate al cambiamento, altre, soprattutto quelle più piccole, hanno meno strumenti a disposizione e quindi inevitabilmente faranno più fatica. Serve gradualità, tenendo sempre insieme due aspetti: sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.
Tra l’altro, in agricoltura, il passaggio generazionale è meno scontato che in altri settori. Pensiamo anche alla strategia europea farm to fork, dal produttore al consumatore. Si tratta di modelli che prevedono cambiamenti radicali, attuabili attraverso investimenti importanti.
Senza una valutazione d’impatto precedente, attuare un piano del genere risulterebbe molto impegnativo. Noi gestiamo la terra, per cui siamo consapevoli dei rischi derivanti dal cambiamento climatico.
Allo stesso tempo, però, imporre una strategia così radicale in poco tempo, porta con sé il rischio che non tutto il settore sia in grado di adeguarsi rapidamente.
Seguendo la strategia europea ambientalista – che ripeto è sacrosanta – con questa velocità, si rischia che alcune nostre aziende finiscano fuori mercato. Questa è la preoccupazione più grande.
Speriamo che il Pnrr, così come le politiche regionali, ci sostengano a pieno in questa fase di transizione».
Accennava in precedenza alla difficoltà, in agricoltura, di un ricambio generazionale. Dal suo punto di vista, c’è vitalità da parte dei giovani in agricoltura in Piemonte?
«Sicuramente ci sono giovani dinamici che approcciano con interesse al mondo dell’agricoltura, però molte realtà giovani hanno difficoltà ad affermarsi nel mercato.
Gli investimenti richiesti sono notevoli, serve una formazione adeguata anche in termini di competenze, inoltre ci sono variabili imprevedibili, come ovviamente il clima, e regole rigide con cui confrontarsi.
Questo fa sì che anche molte start-up abbiano difficoltà ad avviare aziende capaci di garantire una continuità».
Di Lorenzo Di Anselmo
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com













