Bartoloni (Sitem Spa): «Un polo industriale per il motore elettrico per auto per creare sviluppo»

(Giovanni Bartoloni, AD Sitem Spa)
L’AD dell’azienda di Automotive: «Possiamo creare zone fruttifere dove ricadono investimenti internazionali. Non solo auto, anche idrogeno e aerospazio»
Tecnologie avanzate per creare poli industriali in grado di attrarre investimenti. Automotive e motori elettrici un possibile modello di sviluppo.
CUOREECONOMICO ne ha parlato con Giovanni Bartoloni AD Sitem Spa.
Umbria al Bivio - sarà il tema del prossimo Perugia 2021 Glocal Economic Forum ESG89 di dicembre. Quali sono le prospettive per la sua regione?
«La Regione dell’Umbria, a mio avviso, è attualmente ben amministrata. Il recupero del PIL regionale ne è la testimonianza.
Da ultima regione d’Italia è riuscita, in un periodo difficilissimo (quale quello che stiamo vivendo) a divenire una Regione con un calo del PIL inferiore alla media nazionale.
Penso che il turismo sia una delle molle che potranno sostenere lo sviluppo economico della Regione come affermato dalla Presidente Tesei».
Internazionalizzazione, innovazione e sostenibilità: quale la sua idea di futuro per l'Umbria?
«E’ abbastanza chiaro che solo il turismo non potrà bastare per il salto necessario. Occorre ampliare l’industria manifatturiera che in Umbria continua a scarseggiare.
Tale industria si può sviluppare solo se esistono condizioni sociali ed economiche che portino alla creazione di zone fruttifere sul modello di Modena dove sta crescendo il polo delle supercar.
Una nota azienda italiani (Ferrari) ha fatto da capofila per la crescita e lo sviluppo di altre marche (comprese alcune provenienti anche dalla Cina!!).
Questo dimostra come una base tecnologica avanzata possa attrarre altre industrie e quindi influire sulla specializzazione in quella parte del territorio.
Foligno, per esempio, è un territorio dove nel corso degli anni si è sviluppato il settore dell’aereo-spazio e dove sono cresciute aziende manifatturiere sub fornitrici».
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Si rinnovano i vertici di Confindustria Umbria, su cosa si dovrebbe puntare per contribuire alla crescita del territorio?
«Sulla scala delle priorità propongo di valutare la possibilità di sviluppare l’industria del motore elettrico per auto.
Potrebbe portare ad ottenere dei grandi benefici a livello internazionale, con conseguenti innovazioni tecnologiche che sono ed ancor più si svilupperanno nei prossimi trenta anni.
A Trevi esiste la Sitem S.p.A. (che con una delle sue aziende, la Sitem Stanzwerk situata in Svizzera), è già inserita in questo settore.
Infatti stiamo provando, con investimenti importanti, a portare in Italia questo tipo di attività e creare così un polo industriale in Umbria.
Si sente parlare dell’industria della produzione di idrogeno (progetto ENEL energia a Bastardo) che sarebbe una altra grandissima risorsa per il territorio di Giano dell’Umbria e per quello di Gualdo Cattaneo. I benefici ricadrebbero a pioggia su tutta la Regione Umbria».
Se dovesse avere una priorità: cosa si sente di voler chiedere al Governo regionale?
«Un altro progetto che molto interessante è quello dell’irrigazione delle zone agricole poste al sud dell’Umbria (come centro Montefalco e Comuni limitrofi) che darebbe la possibilità di sviluppare e rendere fruttifera la stessa agricoltura collinare (si pensi al settore vitivinicolo e olivicolo); questo spingerebbe le nuove generazioni a dedicarsi maggiormente a questo nobile e secolare mestiere.
Il PNRR che sta avviandosi fornirà le risorse economiche affinché tali progetti possano aver corso; è impegno regionale e comunale acché ciò avvenga».
Da ultimo il tema delle materie prime e dei costi energetiche alle stelle: come cautelarsi e quali le prospettive. Chi dovrebbe agire a difesa delle imprese italiane?
«Per quanto concerne le materie prime e l’energia, il loro costo purtroppo dipende dal mercato mondiale della domanda e dell’offerta, e non credo che qualcuno a livello locale possa intervenire a cambiare la situazione attuale.
E’ abbastanza chiaro che i mercati come sono cresciuti in modo violento negli ultimi tempi poi andranno a calare con il passare dei mesi del 2022 e successivi».
Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)
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