Bazzica: «Basta antagonismi, gli imprenditori umbri lavorino insieme per la ripresa»
(Paolo Bazzica, Presidente Gruppo Bazzica)
Il leader del gruppo di Trevi: «Fare squadra in un momento in cui l’Italia sembra essere per la prima volta in Europa la nazione con le prospettive di crescita più importanti. Preoccupati per le materie prime, no a ritardi infrastrutturali»
Le prospettive di crescita, solo senza divisioni. L’Umbria è pronta a cavalcare la ripresa, ma non senza individuare i progetti e le questioni aperte.
CUOREECONOMICO ne ha parlato con Paolo Bazzica, imprenditore dell’omonima azienda che da 40 anni opera nella trasformazione del polistirolo e del polipropilene espanso.
Umbria al Bivio sarà il tema del prossimo Perugia 2021 Glocal Economic Forum ESG89 di dicembre, quali le prospettive per la sua regione?
«Diciamo che sicuramente c’è entusiasmo fra noi imprenditori perché vediamo il lavoro che riprende. C’è un rimbalzo dell’economica che si traduce in ordinativi, crescita delle assunzioni, nuove prospettive per l’innovazione di processo e prodotto.
Ma questo fermento ed entusiasmo funzionerà se gli imprenditori faranno squadra con le istituzioni, fornitori, collaboratori. Tutti dobbiamo spingere per superare la crisi.
Un contesto in cui l’Italia sembra essere per la prima volta in Europa la nazione con le prospettive di crescita più importanti. È un momento di orgoglio che non possiamo lasciarci sfuggire».
Teme che i costi delle materie prime e dell’energia possano frenare questa rincorsa?
«Sicuramente siamo preoccupati perché i costi riducono le marginalità, ma speriamo sia solo una fiammata. È un freno importante che toglie entusiasmo, in questo senso le istituzioni dovranno fare la loro parte.
Se c’è un problema a livello europeo e mondiale, va risolto nei tavoli internazionali».
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Si rinnovano i vertici di Confindustria Umbria, su cosa si dovrebbe puntare per contribuire alla crescita del territorio?
«Ha toccato un tasto sensibile. L’associazione è stata un punto di rappresentanza importante per lavoratori e imprese per la regione.
Dovremo avere dei vertici che sapranno come collaborare con le istituzioni e aiutarle: così avremo una ripresa. Non servono antagonismi, bisogna ricreare un rapporto tra noi imprenditori e scambiarci le idee per migliorare.
Un processo che va coordinato e condiviso con le istituzioni governative territoriali a prescindere dal colore politico. Solo così riusciremo a cavalcare la ripresa».
Internazionalizzazione, innovazione e sostenibilità: quale la sua idea di futuro per l'Umbria?
«L’export è sicuramente una chiave e in questo senso gli imprenditori devono fare massa critica: non possiamo affrontare singolarmente le sfide e i mercati internazionali.
Le associazioni di categoria potranno aiutarci a raggruppare le forze per presentarsi sui mercati globali.
Innovazione e sostenibilità devono essere il nostro asset. Noi italiani non abbiamo uguali nell’innovazione e dobbiamo continuare in questo senso».
Se dovesse avere una priorità: cosa si sente di voler chiedere al Governo regionale?
«La prima richiesta è quella di avere un dialogo costante per valutare le esigenze degli imprenditori di volta in volta.
Sicuramente le infrastrutture sono una necessità per il territorio, ma non penso solo alle reti viarie, penso anche alla digitalizzazione.
Abbiamo ancora 40-50 km tra Foligno-Colfiorito e Macerata in cui non c’è segnale. Il deserto comunicativo in questa fase di ripresa non è ammissibile e non ci possono essere altri ritardi».
Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)
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