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20/10/2021

Campanile (Saci): «Questione infrastrutture primaria per uscire dall’isolamento umbro»

(Filippo Campanile, AD Saci)

L’AD dell’azienda che produce detersivi: «L’internazionalizzazione è fondamentale per le aziende, ma attenzione al caro materie prime: temiamo sia strutturale. Alla Regione chiediamo il potenziamento delle reti viarie»

La paura che il caro materie prime ed energia non sia solo una fiammata temporanea, ma diventi strutturale. Una zavorra che si aggiunge a un isolamento economico infrastrutturale della regione.

Filippo Campanile, AD della Saci, azienda umbra di produzione di detersivi, ne ha parlato a CUOREECONOMICO.

Umbria al Bivio sarà il tema del prossimo Perugia 2021 Glocal Economic Forum ESG89 di dicembre, quali le prospettive per la sua regione?

«E’ una fase di grande ripresa. E uno dei temi è l’internazionalizzazione, vero traino per le aziende, soprattutto in un territorio come il nostro.

Se non ci fosse stato l’export non saremmo cresciuti così tanto. Penso che sia una chiave per lo sviluppo così come lo saranno l’innovazione e la sostenibilità, due asset su cui verranno investite risorse importanti».

Materie prime e costi dell’energia alle stelle: come cautelarsi? Chi dovrebbe agire a difesa delle imprese italiane?

«Questo è un nodo cruciale per gli imprenditori. Per noi in particolare la situazione è parecchio critica perché le materie prime arrivano ad avere un’incidenza del 65% sul fatturato.

Il 2020 abbiamo lavorato in maniera eccezionale, ma stiamo chiudendo 2021 in sofferenza. Gli aumenti dei costi genererà basse marginalità».

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Come se ne esce?

«Se nel primo semestre tutto poteva sembrare una bolla speculativa, ora sembra strutturale. Temo che i valori degli ultimi 3 anni non li vedremo più.

O si negozia coi clienti o avremo pesanti cali di marginalità. Siamo preoccupati perché questa dinamica inflattiva avrà una ripercussione sulle vendite e sui consumi.

C’è il sentore che avremo un 2022 emergenziale. Penso nel nostro caso alla plastica Pet, alla carta e ai prodotti chimici come la soda caustica. Il blocco dei container nei porti sta portando a conseguenze molto pesanti.

Il nostro auspicio è che tutto si normalizzi entro il primo semestre 2022. È una situazione geopolitica in cui le multinazionali fanno i prezzi. Dobbiamo reagire con le nostre forze».

Si rinnovano i vertici di Confindustria Umbria, su cosa si dovrebbe puntare per contribuire alla crescita del territorio?

«La questione infrastrutture è primaria, penso al potenziamento dell’aeroporto, delle strade e linee ferroviarie. Bisogna insistere su questi punti con un’associazione forte capace di rappresentare queste esigenze e questi bisogni alla politica».

Se dovesse avere una priorità: cosa si sente di voler chiedere al Governo regionale?

«In un solo concetto: lavorare per ridurre l’isolamento dell’Umbria».

Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)

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