Bombardi (RINA): «Decarbonizzazione e idrogeno per combattere i costi dell’energia»

(Andrea Bombardi, vice presidente esecutivo di Rina)
Il vicepresidente esecutivo a Cuoreeconomico: «Accelerare la transizione ecologica verso fonti alternative. In prima linea nel comparto siderurgico catturando la Co2 per produrre olio vegetale “biodigerendola” con le alghe»
Innovazione e sostenibilità, transizione ecologica e resilienza saranno i temi caldi della ripartenza dopo la serrata per Covid.
CUOREECONOMICO ne ha parlato con Andrea Bombardi, vice presidente esecutivo di Rina, società genovese che fornisce un’ampia gamma di servizi nei settori Energia, Marine, Certificazione, Real Estate e Infrastrutture, Mobilità e Industry.
RINA ha ricavi netti al 2020 pari a 495 milioni di euro, oltre 4.000 risorse e 200 uffici in 70 paesi nel mondo e partecipa alle principali organizzazioni internazionali, contribuendo allo sviluppo di nuovi standard normativi.
Come RINA sta affrontando la ripartenza, quali sono le prospettive?
«Rina è una azienda che non si è mai fermata durante la pandemia e che sta affrontando la ripartenza con lo stesso spirito, forte di un piano strategico basato sui principi ESG e con l’idea di crescere.
Le nostre prospettive di crescita sono legate alla spinta verso la digitalizzazione di servizi e processi, alla valorizzazione delle persone, vero e proprio asset irrinunciabile dell’azienda, e al posizionamento come player di rilievo per la transizione energetica e la decarbonizzazione delle filiere. La nostra linea prevede sia crescita organica e sia inorganica ovvero per acquisizioni.
Di recente sono entrate a far parte del Gruppo Logimatic, software house danese, e, CyberPartners, specializzata in sicurezza informatica, mentre a marzo RINA ha concluso l’acquisizione di Interconsulting Engineering, realtà che opera nel settore della difesa con soluzioni ad alto contenuto tecnologico nell’avionica».
Cosa vi aspettate dal PNRR?
«Il 2021, con l’incedere del piano vaccinale e con gli investimenti previsti da importanti programmi di rilancio come il PNRR, pone le basi per una promettente ripresa economica globale su trend – quali le energie rinnovabili, la digitalizzazione e le tecnologie legate all’idrogeno – che RINA ha identificato come cardini per le sue scelte strategiche nei prossimi anni.
I finanziamenti messi a disposizione dal PNRR serviranno a sostenere la creazione di filiere tecnologiche che abbraccino sia i settori industriali come quelli altamente energivori (ceramica, acciaio, vetro, cemento) sia quelli che toccano la vita di tutti i giorni come la mobilità o il settore alimentare.
RINA è in prima fila per la decarbonizzazione del settore siderurgico e in questo contesto il nostro progetto Hydra è stato selezionato tra gli IPCEI (Important Projects of Common European Interest) presentati.
Dal punto di vista delle infrastrutture, comparto identificato come indispensabile per lo sviluppo del paese e ambito dove gli investimenti del PNRR saranno ingenti, stiamo collaborando a numerosi progetti nell’ambito della portualità, ivi compresa l’individuazione di soluzioni di decarbonizzazione dell’intera filiera».
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Transizione ecologica, innovazione e digitalizzazione saranno i cardini della ripartenza, insieme alla sostenibilità. Quali sono le sfide nel vostro settore?
«Le transizioni in corso sono molte (etiche, sociali, digitali, economiche, energetiche) e riguardano la vita di tutti. L'industria 4.0, lo smart working, l'e-commerce stanno modificando il nostro modo di vivere.
Se pensiamo nello specifico alla transizione energetica, gli obiettivi sono ambiziosi: il carbon free nel 2050 e la riduzione del 55% delle emissioni di Co2.
È una sfida per cui serviranno tutte le possibili tecnologie, quelle esistenti e quelle che scopriremo nei prossimi anni.
Saranno cruciali il ruolo dei biocarburanti, dell’idrogeno e dell’ammoniaca e l’aumento della capacità installata di energia rinnovabile, a terra e a mare.
Sempre a proposito di transizione energetica e di non trascurare alcuna nuova tecnologia, è importante menzionare anche la cosiddetta cattura della Co2 da parte attori dell’industria, come le raffinerie, che la emettono.
L’ipotesi è, una volta “catturata” di immetterla in depositi sotterranei, come i giacimenti di gas esauriti. Ma ancora più importante è pianificare il suo riutilizzo. Come RINA, in questo senso, stiamo lavorando su un progetto per produrre olio vegetale catturando la Co2 e “biodigerendola” con le alghe».
Materie prime ed energia: i rincari preoccupano per la ripresa economica, quali le vie di uscita?
«La preoccupazione è legittima e il rischio di rallentare la ripresa economica concreto. Pensiamo ai settori altamente energivori come quello siderurgico, ad esempio.
Ma questa difficoltà è anche una conferma del fatto che è necessario accelerare la transizione energetica verso fonti alternative e soprattutto verso diversificazione delle soluzioni, investendo in tecnologia.
Naturalmente, anche il continuo miglioramento dell’efficienza energetica non solo è indirettamente legato alla decarbonizzazione per la salvaguardia ambientale, ma in questo contesto dev’essere al centro dell’attenzione per limitare l’impatto del rincaro dell’energia».
Il territorio sarà un altro dei fattori del rilancio: dove c'è necessità di intervenire a suo dire?
«Il territorio giocherà un ruolo fondamentale nel rilancio. L’Italia ha un territorio molto variegato che necessita di interventi precisi che valorizzino le eccellenze locali, integrandole in un sistema più ampio.
Uno dei settori che certamente merita attenzione per rilanciare il Paese è il turismo, in particolare laddove sono coinvolte o coinvolgibili le generazioni più giovani, attente alle tematiche ambientali, alla sostenibilità e alla riduzione dell’impronta carbonica».
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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