BLOCCO AUTOTRASPORTI. Nicolì (Confindustria Lecce): “Indispensabile che il Governo e le rappresentanze della categoria trovino in tempi brevissimi un’intesa concreta”

(Valentino Nicolì, presidente di Confindustria Lecce)

Il protrarsi della protesta degli autotrasportatori desta forte preoccupazione per le ripercussioni sulla circolazione delle merci e sulla continuità delle attività produttive.

È urgente raggiungere un accordo che consenta di superare i blocchi e scongiurare danni sempre più pesanti per le imprese. Per il nostro territorio, già penalizzato dalla posizione geografica e da gravi gap infrastrutturali, il rischio è quello di un ulteriore isolamento, con ricadute negative su un sistema produttivo che ha bisogno di collegamenti efficienti per raggiungere i mercati nazionali e internazionali.

In questo quadro si inserisce l’impegno di Confindustria Lecce per valorizzare infrastrutture strategiche come lo scalo ferroviario di Lecce-Surbo, il cui ripristino può rafforzare l’intermodalità e offrire alle aziende nuove opportunità per il trasporto delle merci. Creare condizioni favorevoli alla competitività significa, infatti, costruire un ecosistema in cui infrastrutture, logistica, energia e servizi funzionino in modo integrato, sostenendo concretamente chi produce e investe sul territorio.

“Comprendiamo le ragioni e le difficoltà degli autotrasportatori, alle prese con costi del carburante sempre più gravosi – afferma il presidente di Confindustria Lecce Valentino Nicolì – ma è indispensabile che il Governo e le rappresentanze della categoria trovino, in tempi brevissimi, un’intesa concreta. Servono risposte efficaci, a partire da interventi sul costo dei carburanti, per sostenere il settore del trasporto e contenere gli effetti sull’intera filiera produttiva. Non possiamo permettere che il protrarsi della protesta metta in ginocchio le imprese, provocando danni anche irreversibili”. 

Il blocco delle forniture e delle consegne si somma a uno scenario internazionale caratterizzato da forti incertezze, costi energetici elevati e crescenti tensioni commerciali. Una combinazione di fattori che rischia di compromettere produzioni, ordini e occupazione, alimentando una spirale inflazionistica. Serve un ecosistema realmente favorevole alle imprese, fondato su infrastrutture adeguate, costi sostenibili e condizioni di concorrenza eque.

“Nel Salento operano eccellenze del manifatturiero, della meccanica, dell’agroalimentare e dell’edilizia che hanno investito in qualità e innovazione, conquistando mercati anche all’estero. È un patrimonio da tutelare: le aziende devono poter lavorare, ricevere le materie prime e garantire la regolarità delle consegne. Senza trasporti efficienti, energia a costi competitivi e infrastrutture adeguate, fare impresa e competere sui mercati diventa sempre più difficile”, conclude Nicolì.

Confindustria Lecce sollecita pertanto una rapida composizione della protesta, attraverso un confronto che porti a misure concrete sul costo del carburante e alla piena ripresa dei trasporti. Allo stesso tempo, ribadisce la necessità di affrontare in maniera coordinata i fattori che condizionano la competitività del sistema produttivo. La provincia di Lecce non può permettersi un ulteriore isolamento: in gioco ci sono il lavoro e le prospettive di sviluppo dell’intero territorio.

di redazione CUOREECONOMICO
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