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11/10/2021

Farinetti: «L’Italia riparta dalle eccellenze e dalla semplificazione per vincere il “non se pol”»

(Oscar Farinetti, fondatore Eataly)

Il fondatore di Eataly a CUOREECONOMICO: «Occorre snellire la burocrazia e prevedere agevolazioni fiscali in direzione delle vocazioni italiane. Quello che manca è una classe politica degna del nostro Paese»

Fiducia, coraggio e pensare in grande. Sono le linee guida che Oscar Farinetti vede per la ripartenza dell’Italia.

Un paese che deve puntare sulle eccellenze della manifattura, ma deve spingere anche sul turismo per mettere in rete la provincia italiana dove insistono i 55 patrimoni Unesco.

La sfida è aperta e il fondatore di Eataly ne ha parlato a CUOREECONOMICO.

Never Quiet, il suo ultimo libro: qual è il messaggio del testo? Cosa significa per Lei fare impresa e come vincere il "non se pol", mantra del libro?

«Il messaggio di Never Quiet è quello di riuscire a combinare irrequietezza e serenità. Ciò presuppone saper gestire l’imperfezione che è in noi. Fare impresa vuol dire prima di tutto individuare un progetto attraverso l’analisi.

Secondo, creare la squadra e terzo, costruire il progetto e mai mollare fino al successo. Per vincere il “non se pol” occorre saper gestire la burocrazia, avere capacità di semplificazione delle problematiche e un fortissimo senso delle priorità».

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    Come deve "ripartire" o partire l'Italia del dopo covid? Da cosa? Quali sono i settori su cui puntare?

    «I settori su cui l’Italia deve puntare corrispondono alle sue vocazioni.

    Nell’ordine: 1) capacità manifatturiera di produrre eccellenze; 2) in particolare nei settori delle 3 F e cioè Food, Forniture, Fashion; 3) raddoppiare il flusso dei turisti stranieri in arrivo in Italia: dobbiamo puntare a 100 milioni di turisti stranieri.

    Per fare questo occorre presentare al mondo non solo le grandi città d’arte ma anche la provincia italiana, dove risiedono i 55 patrimoni dell’Unesco. L’Italia deve ripartire da nuovi sentimenti: fiducia, coraggio e pensare in grande».

    Qual è la responsabilità verso le nuove generazioni e cosa manca al Paese?

    «Occorre ripensare la scuola italiana: educazione all’emergenza ambientale, educazione civica, educazione alle sue vocazioni. Occorre semplificare la burocrazia e prevedere agevolazioni fiscali in direzione delle vocazioni italiane.

    Quello che manca è una classe politica degna del nostro Paese, una magistratura più rapida e più equa e un’informazione meno serva della politica».

    Di Luigi Benelli
    (Riproduzione riservata)

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