Pompili (Readytec): «Digitalizzazione e intelligenza artificiale per recuperare competitività e Pil»

(Silva Pompili, direzione amministrazione e controllo di gestione di Readytec Italia)
La manager a CUOREECONOMICO: «Necessario colmare il divario con l’Europa, dal Pnrr le risorse utili. La sfida è quella di coniugare tecnologia e tradizioni»
Digitalizzazione delle imprese, modernizzazione e crescita sul fronte della competitività anche attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Temi chiave per il mondo produttivo italiano post-Covid.
CUOREECONOMICO ne ha parlato con Silva Pompili, direzione amministrazione e controllo di gestione di Readytec Italia.
Internazionalizzazione e digitalizzazione saranno due fattori chiave per le imprese in questa fase. Ma il divario è ancora molto su questo fronte, soprattutto con l'Europa. Come colmare questo gap?
«L’unico canale per colmare il divario è quello di promuovere la crescita culturale. Per quanto riguarda la digitalizzazione, tema su cui posso meglio esprimermi, non sarà un percorso semplice ed immediato.
Bisogna iniziare innanzitutto dalla pubblica amministrazione che come abbiamo avuto modo di constatare anche in questo periodo di pandemia, ha molto bisogno di crescere in cultura digitale.
E poi a scendere con imprese, cittadini e non solo. Se solo riuscissimo a colmare anche di poco il divario nell’indice di digitalizzazione rispetto ad altri paesi europei, ad esempio la Germania, già potremmo recuperare in termini percentuali sul PIL.
Inoltre passare ad un livello di maturità digitale più avanzato ci permetterà di recuperare sia in produttività che in ecosostenibilità.
Quindi in sintesi: cultura di e sulla digitalizzazione. Soltanto così ne riusciremo a cogliere i vantaggi e a capire che non se ne può più fare a meno».
Un altro fattore chiave sarà la valorizzazione dei territori. Il covid ha messo in evidenza l'importanza della rete, anche in settori come l'e-commerce, ma non solo. Quali possono essere le sfide in quest'ambito?
«L’Italia è un paese meraviglioso. Leggevo l’altro giorno che siamo quelli con maggiore biodiversità, con una varietà ambientale, artistica e culturale enorme.
Siamo anche il Paese dei piccoli borghi, dell’artigianato, dell’ingegno e della storia che difficilmente si può trovare da altre parti.
Allora ciò che si deve fare è crescere ed essere al passo con i tempi ma salvaguardando quello che è il nostro patrimonio unico ed inimitabile.
La sfida è riuscire a coniugare l’inevitabile sviluppo tecnologico con il mantenimento delle nostre caratteristiche peculiari ed uniche.
Se parliamo di commercio elettronico ad esempio dovremmo riuscire a fare in modo che i piccoli negozi che caratterizzano i nostri borghi siano parte del mondo delle vendite on-line ma senza perdere la loro presenza capillare sul territorio.Si sono già visti leader di settore che hanno sviluppato progetti ad hoc per il commercio di vicinato.
Ecco, quello che c’è ulteriormente da fare è cercare di equilibrare oneri ed onori legati a questa tipologia di commercio in modo che sia sostenibile per un piccolo commerciante il mantenimento del proprio negozio all’interno del paese o della città. Infine non dobbiamo perdere l’umanità delle cose».
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Cosa si attende il vostro settore dal Pnrr?
«Pensiamo che il PNRR ci coinvolgerà molto da vicino. Una delle parole chiave è “digitalizzazione” che sentiamo sempre ripetere, in ogni ambito, per cui inevitabilmente la nostra azienda sarà coinvolta, siamo “specialisti in crescita digitale”.
Ci siamo da sempre rivolti ad aziende e professionisti; con la grossa spinta alla digitalizzazione che è già in atto ma aumenterà sensibilmente con i fondi del PNRR vogliamo essere il partner di riferimento per la crescita digitale anche di Enti e Amministrazioni Pubbliche, ad esempio con strumenti di Intelligenza Artificiale».
In che modo l'intelligenza artificiale può aiutare la crescita delle imprese post Covid?
«L’intelligenza artificiale rappresenta un enorme opportunità perché consente di accelerare tutti processi dove è necessario analizzare un enorme quantità di dati e informazioni e in pochissimo tempo è in grado di dare risposte proprio perché tecnologia intelligente.
Ha inoltre un enorme quantità di applicazioni possibili; noi l’abbiamo utilizzata per sviluppare assistenti virtuali che aiutassero nella gestione delle prenotazioni per i vaccini, oppure per rispondere ai centralini telefonici o ancora per dare informazioni oppure per creare un commesso all’interno del proprio sito e-commerce che guidi il compratore in ogni fase del proprio acquisto.
Anche qui però c’è una sfida ed è quella di non esasperare l’utilizzo di questi strumenti e riuscire a mantenere l’uomo al centro; in poche parole riuscire a mantenere il giusto equilibrio scegliendo quali attività affidare alla tecnologia e quali invece tenere nella sfera umana pur utilizzando l’IA per eseguirle ed analizzarle nel modo più efficiente ed efficace possibile».
Di Emanule Lombardini
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