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27/10/2021

Cecchetti (Susa): «Un turismo di elite e innovare verso la qualità per far rinascere l’Umbria»

(Flavio Cecchetti, presidente di Susa)

Il presidente dell’azienda di trasporti: «La Regione deve pensare a un modello di sviluppo a lungo termine per recuperare il Pil perduto. La sostenibilità sia un riferimento. Confindustria non è più rappresentativa»

L’oro dell’Umbria: il turismo. Ne è convinto Flavio Cecchetti, presidente di Susa, azienda di trasporti veloci e logistica.

Umbria al Bivio sarà il tema del prossimo Perugia 2021 Glocal Economic Forum ESG89 di dicembre. Quali le prospettive per la sua regione?

«C’è stata una pandemia, ma sembra che stiamo ripartendo con gli stessi sistemi di prima. L’Umbria deve ripartire, siamo scesi molto in basso perché abbiamo perso il 16% di Pil negli ultimi 15 anni.

Dobbiamo ripartire con una viabilità e infrastrutture nuove, perché siamo scollegati da tutto. È necessario puntare sulle eccellenze che ci sono, svilupparle e fare un programma serio sul nostro petrolio che è il turismo.

Un settore gestito male attualmente. Non dobbiamo guardare alle masse ma ai flussi di valore, una elite pronta a spendere sul territorio.

Questo significa che gli enti preposti devono puntare all’incoming con mostre, conferenze, un programma di eventi che richiami un pubblico internazionale».

Internazionalizzazione, innovazione e sostenibilità: quale la sua idea di futuro per l'Umbria?

«Possiamo e dobbiamo essere i primi della classe sul tema della sostenibilità, siamo una regione vocata a questo. Occorre sviluppare un programma serio su ambiente ed energia perché non c’è tempo da perdere.

Quanto all’innovazione, serve un’altissima qualità per poter puntare ai mercati globali.

Non possiamo fare numeri, ma settori trainanti come la meccanica e il tessile devono “produrre” grande qualità. E poi servono reti veloci per una digitalizzazione capillare».

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Si rinnovano i vertici di Confindustria Umbria, su cosa si dovrebbe puntare per contribuire alla crescita del territorio?

«Confindustria è un organismo che non ha più peso politico purtroppo. Tutti bravi imprenditori ma l’organismo non conta nei tavoli giusti».

Se dovesse avere una priorità: cosa si sente di voler chiedere al Governo regionale?

«Un progetto di sviluppo coerente con la sostenibilità, dobbiamo essere più sensibili a questo. Serve una visione di sviluppo a lungo termine, qui invece siamo piegati su noi stessi».

Come sta andando il comparto della logistica?

«Siamo tornati indietro di 15 anni per quanto riguarda le reti viarie. Il settore attraversa un buon momento di ordinativi ma con i cantieri sulle strade, lavori e interruzioni è impossibile programmare. Bisogna intervenire al più presto».

Da ultimo il tema delle materie prime e dei costi energetiche alle stelle: come cautelarsi e quali le prospettive. Chi dovrebbe agire a difesa delle imprese italiane?

«E’ una pura speculazione in tutti i settori, servono misure conseguenti a livello europeo. Tutto sale e bisogna essere più reattivi e forti nelle risposte, non accettare supinamente questi aumenti sregolati.

Il governo europeo trovi un accordo con le multinazionali che gestiscono carta, petrolio, metallo».

Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)

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