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26/10/2021

Galletti (Omg): «Tanti ordinativi ma ci si rimette per i rincari delle materie prime, servono dazi di importazione»

(Paolo Galletti, Officine Meccaniche Galletti S.r.l.)

Il presidente dell’azienda meccanica: «Marginalità ridotte, il Governo intervenga. Spingere sull’innovazione per togliere dal mercato chi ci copia»

C’è un paradosso che attanaglia gli imprenditori: l’incubo di avere ordinativi. Già perché il rincaro delle materie prime affossa le marginalità ed evadere le consegne diventa quasi un problema.

Ne abbiamo parlato con Paolo Galletti (Officine Meccaniche Galletti S.r.l.) azienda leader nella meccanica di precisione e produzione di macchine all’avanguardia.

Umbria al Bivio sarà il tema del prossimo Perugia 2021 Glocal Economic Forum ESG89 di dicembre. Quali le prospettive per la sua regione?

«Le prospettive sono più che buone perché le commesse ci sono, ma sono aumentati i costi delle materie prime. Verrebbe da dire che più ordini ci sono e più ci si rimette.

I listini sono saltati e occorre andare a rettificare dei preventivi. A volte ci chiedono risposte in un’ora tanto è fluido il mercato. Ma per chi ha clienti all’estero, non è facile farlo capire.

Tutto questo ci crea enormi difficoltà perché se la situazione non si calma, rischiamo di avere marginalità nulle. Siamo all’opposto dell’economia di impresa. Ma siamo certi che il settore meccanica sarà un motore dell’economia».

Come si risolve?

«Deve intervenire il governo, mettendo dei dazi di importazione mentre per il mercato interno servono provvedimenti a favore delle imprese con un sostegno per gli oneri.

Parliamo di aumenti al di fuori delle leggi di mercato, dall’80 al 100 per cento. Si deve parlare solo di speculazione.

L’acciaio è raddoppiato, il legno è raddoppiato nonostante le piante siano state abbattute due anni fa. È una caccia all’oro. Se si vuole salvare l’industria, il governo deve intervenire».

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«Mai come adesso se si ferma è perduto, bisogna spingere sull’acceleratore dell’innovazione per tenere alta la qualità del prodotto e combattere chi ci copia dall’estero abbassando i prezzi.

Se avremo prodotti all’avanguardia potremo avere un mercato importante con gli altri sempre a rincorrere».

Si rinnovano i vertici di Confindustria Umbria, su cosa si dovrebbe puntare per contribuire alla crescita del territorio?

«Le prospettive sono buone. Confidiamo sulla squadra che faccia pressioni per eliminare la burocrazia.

Ci sono troppi lacci che tolgono tempo e produttiva alle aziende. Dobbiamo semplificare e Confindustria deve giocare questa partita».

Se dovesse avere una priorità: cosa si sente di voler chiedere al Governo regionale?

«Le strade sono un calvario, non possiamo avere questo tipo di viabilità. Chi fa impresa è penalizzato.

Poi il settore dell’edilizia è strategico per la ripresa: il bonus 110% rischia di essere un trabocchetto che con le sue regole potrebbe far ritirare i finanziamenti. Occorre dunque investire in progetti e cantieri per dare respiro al comparto».

Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)

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