sab 14 mar 2026

Seguici su:

10/11/2023

Crescono le imprese nel privato, ma anche il gender-pay gap

L'analisi dell'Osservatorio Imprese dell'Inps: Molise e Abruzzo in testa per crescita delle aziende non agricole mentre è il Nord la zona della Penisola dove le donne guadagnano meno, a fronte fra l'altro di stipendi più alti

Nel 2022, il numero di imprese attive nel settore privato non agricolo è cresciuto per il secondo anno consecutivo, registrando un aumento dell'1,26 percento rispetto all'anno precedente. Il totale di imprese attive ammonta a 1.669.941, secondo l'osservatorio dell'Inps.

Questo incremento è particolarmente significativo nelle regioni del Molise e dell'Abruzzo, con entrambe che hanno registrato un aumento del 1,74 percento.

La Sardegna segue da vicino con un incremento del 1,73 percento. D'altra parte, le regioni con il minor aumento sono il Friuli-Venezia Giulia (0,43), le Marche (0,54) e il Piemonte (0,70).

Parallelamente all'aumento del numero di imprese, nel 2022 è aumentato anche il numero medio annuale di posizioni lavorative, raggiungendo un totale di 14.905.424, con un incremento del 4,91% rispetto all'anno precedente.

Nel medesimo anno, la somma totale dei contributi annui è salita a circa 151 miliardi di euro, registrando una variazione percentuale positiva del 8,58% rispetto all'anno precedente.

La regione con la maggiore concentrazione di aziende è la Lombardia, con il 17,03% delle imprese attive nel suo territorio. Al contrario, la Valle d'Aosta presenta la minore presenza, rappresentando appena lo 0,26 delle imprese. Questa tendenza si riflette anche nelle posizioni lavorative, con la Lombardia e il Lazio che detengono rispettivamente il 25,39 percento e il 12,94 delle posizioni lavorative totali.

Oltre 8000 euro in meno di media

Il  report dell'Inps rileva anche una significativa differenza salariale tra uomini e donne nel settore privato, con un divario annuale di quasi 8.000 euro. Nel 2022, lo stipendio medio annuo per i lavoratori nel settore privato è di 22.839 euro. Tuttavia, gli uomini guadagnano in media 26.227 euro all'anno, mentre le donne guadagnano solo 18.305 euro.

Questo divario salariale non riguarda solo il genere ma è anche influenzato dalla regione in cui si lavora. Le differenze salariali sono più accentuate nelle regioni settentrionali, dove le retribuzioni medie sono superiori.

Nonostante la crescita del numero di imprese, delle posizioni lavorative e dei lavoratori dipendenti nel settore privato, il divario di genere e le differenze regionali nelle retribuzioni rimangono problematici. La lotta per garantire equità nei salari e nelle opportunità di carriera rimane una sfida chiave per il mondo del lavoro in Italia.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com