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11/10/2023

De Lucia Lumeno (Assopopolari): “Digitalizzazione bancaria non sia solo profitto, senza sportelli rischio esclusioni sociali”

(Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario Assopopolari)

Il segretario dell’associazione nazionale fra le banche popolari a CUOREECONOMICO: “Lotta all’inflazione è prioritaria, ma occorre investire su educazione finanziaria ed iniettare fiducia nell’economia reale, sostenendola con forza, puntando allo sviluppo sostenibile e all’ammodernamento tecnologico del Paese. Brics non preoccupano: bisogna piuttosto avere fiducia nel futuro e rimettere al centro l’uomo seguendo l’esempio di Papa Francesco”

CUOREECONOMICO prosegue il suo viaggio nel mondo del credito ed in particolare del fenomeno della desertificazione bancaria. Dopo le voci del mondo sindacale, ecco quella dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari.

Il segretario Giuseppe De Lucia Lumeno fa il punto, disegnando gli scenari del settore ed il ruolo delle banche popolari alla luce di una situazione che con i tassi alle stelle ed uno spread che sale è sempre più complessa.

L’Italia va verso un processo di desertificazione bancaria molto forte. La tesi dei sindacati è che in questo modo si mettono in difficoltà imprese e famiglie, perché intere zone, soprattutto quelle interne, perdono l'unico punto di riferimento. Qual è la vostra posizione?

Il problema esiste ed è molto delicato. Lo abbiamo sollevato più volte e in più occasioni. È un problema per oltre 4 milioni tra cittadini e Pmi che non hanno più il proprio sportello e devono allontanarsi da dove abitano o lavorano per trovarne uno.

La risposta delle Banche popolari e del territorio è nella loro elevata propensione localistica con due terzi degli sportelli ubicati in centri minori, specialmente in zone interne e al sud.

Le Popolari si distinguono dal resto del sistema proprio per aver privilegiato in tutti questi anni i sistemi di Pmi e i singoli territori”.

D’altra parte la digitalizzazione è un percorso dal quale non si torna indietro. L’Italia sconta un ritardo cronico nell’alfabetizzazione della popolazione più anziana. Quali soluzioni quindi?

Certo, indietro non si torna. La digitalizzazione è un fattore di progresso a patto però che, per ridurre i costi e aumentare i profitti, non si faccia prevalere la falsa idea che la tecnologia possa sostituire il fattore umano.

Davvero la riduzione degli sportelli è progresso, è un bene per i cittadini? O, al contrario, accresce i costi sociali dell’esclusione di tanti anziani e non solo dal circuito della cittadinanza attiva?

Gli ultra sessantenni italiani - i maggiori risparmiatori – sono oltre un terzo e senza il supporto umano rischiano di restare fuori da ogni dinamica sociale. Il rapporto delle banche con le persone, basato sulla conoscenza reciproca, non è sostituibile in alcun modo”.

Quale può essere il ruolo delle Banche popolari in questa fase?

Intanto garantendo, quanto più possibile, la propria presenza sui territori. Lo scorso anno i comuni con un solo sportello erano oltre 2.000 e quelli con solo una Popolare oltre 300: in un Comune su tre, dove è operativo un solo sportello, la funzione d’intermediazione creditizia viene svolta esclusivamente da una Popolare.

E poi investendo sull’educazione finanziaria che è attività strategica e di lunga durata. Le Banche popolari mettono quotidianamente a disposizione di soci e clienti, di imprese e famiglie, competenze e i più diversi strumenti formativi e informativi utili ad orientarsi nei rapporti con il mondo bancario per facilitare processi di autovalutazione, migliorare la conoscenza del sistema e garantire un accesso consapevole a servizi e prodotti finanziari

L’inflazione ha fatto schizzare al massimo i mutui a tasso variabile, col risultato che in Italia sempre più famiglie non riescono a pagare le rate (15 milioni il debito nella prima metà dell’anno secondo la Fabi). E tanti si spostano verso gli affitti, che però a loro volta sono alle stelle. Un campanello di allarme molto forte…

Il problema della casa si inserisce in quello più generale dell’andamento dell’economia. La lotta all’inflazione è oggi la priorità. Per questo una politica monetaria restrittiva è necessaria, malgrado le conseguenze negative dell’aumento dei mutui.

Attenzione però agli effetti sull’economia di una cura esagerata: possono essere devastanti. Gradualità e cautela devono guidare la politica monetaria e quella fiscale. Ulteriori aumenti dei tassi soffocheranno l’economia.

È necessario allora iniettare fiducia nell’economia reale, sostenendola con forza, puntando allo sviluppo sostenibile e all’ammodernamento tecnologico del Paese. Solo così si può interrompere la spirale negativa inflazione-crisi economica

L’impresa ha bisogno dei giovani, per rinnovarsi e per seguire il processo di digitalizzazione e transizione che caratterizzerà il futuro. Però i giovani fanno fatica ad accedere al credito…

Questo è un problema antico che il Credito Popolare ha sempre fatto proprio grazie a quella particolare sensibilità che caratterizza il modo di fare banca dei suoi istituti.

Le Banche Popolari nascono, nella seconda metà dell’‘800, proprio per fare credito a coloro che hanno difficoltà o sono impossibilitati ad accedervi malgrado idee e progetti imprenditoriali degni di essere intrapresi.

Quando un giovane ingegnere di nome Enzo Ferrari dopo aver bussato, inutilmente, a mille porte, riuscì ad ottenere il suo primo prestito dal Banco San Geminiano e San Prospero, appunto una Banca Popolare, l’unica che accettò di correre il rischio facendo affidamento, non tanto al patrimonio e al capitale del potenziale debitore, ma alle sue capacità, alle sue idee, nacque il mito Ferrari”.

L’ultimo summit dei Brics ha fatto emergere la volontà di creare un sistema economico alternativo a quello occidentale. Bisogna preoccuparsi?

La volontà di creare un sistema economico alternativo non deve preoccupare. I limiti di quello presente sono noti da decenni e, da decenni, sono stati denunciati in vari modi, livelli e sfumature.

La pandemia ne ha poi disvelato, in maniera lampante, tutta la fragilità. La guerra, che sembrava essere bandita per sempre, e che invece è tornata nel cuore dell’Europa, i migranti che ogni giorno vanno incontro alla morte per attraversare il Mediterraneo dovrebbero indurci a riflettere.

Naturalmente, pensando ad un nuovo sistema economico non si può fare riferimento a nessuna delle ipotesi che hanno attraversato il Novecento, non si può pensare ad un ritorno al passato, né possibile, né auspicabile.

Purtroppo quello che sembra emergere da parte dei Brics è replicare in maniera meno trasparente il modello occidentale già malandato.

Bisogna invece guardare al futuro con speranza rimettendo al centro l’Uomo e la sua unicità per realizzare quel “nuovo umanesimo” che prima Benedetto XVI nel discorso di Ratisbona e poi Francesco nell’enciclica “Laudato si’” hanno evocato e invocato a gran voce”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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