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27/04/2026

ESG89 NORCIA 2026 | Pedetta (Colacem):’Un piano energetico efficace richiede orizzonti temporali lunghi, una visione condivisa e la capacità di sottrarsi a logiche contingenti’

(Fabrizio Pedetta, Direttore Generale Colacem)

Immaginare un futuro globale, digitale e sostenibile per le zone del ‘cratere’. E poi valutare la transizione energetica per una nuova cultura di sviluppo economico che genera valore globale. Questi i temi centrali della settima edizione del NORCIA 2026 GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 che si svolgerà i prossimi 7 e 8 maggio nel Borgo di San Benedetto con lo sguardo attento verso le conseguenze del conflitto in Medio Oriente

‘L’energia è una delle variabili sistemiche più rilevanti a livello globale, probabilmente la più determinante. Il futuro sta già chiedendo un fabbisogno energetico crescente, necessario a sostenere la transizione digitale e, soprattutto, lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.

Viviamo una fase di profonda trasformazione, paragonabile per impatto alla rivoluzione industriale. Un cambiamento che modificherà in modo significativo il nostro quotidiano e che richiederà, inevitabilmente, quantità enormi di energia.

L’energia è da sempre strettamente connessa a tutto ciò che l’uomo produce. In Italia, uno dei pilastri fondamentali del sistema economico è la manifattura: un comparto solido, strutturato, in molti casi esemplare. A fronte di ciò, però, l’offerta energetica chiamata a sostenerla mostra ancora evidenti criticità.

Il nodo non è tecnologico — basti pensare che molte aziende italiane si distinguono a livello internazionale anche in ambiti altamente avanzati come il nucleare — quanto piuttosto culturale. Una fragilità che mantiene il Paese in una condizione di forte e persistente dipendenza da fornitori esteri, i cui limiti risultano oggi più evidenti che mai.

I settori ad alta intensità energetica, come quello di cui faccio parte, osservano con grande attenzione questa dinamica. Non esiste una soluzione unica: la risposta risiede in una combinazione di interventi e progetti capaci di garantire un equilibrio tra fonti rinnovabili e fonti tradizionali, guardando alle tecnologie del futuro ma valorizzando appieno ciò che è già oggi disponibile.

Si tratta di sfide che non si affrontano né si risolvono in una singola stagione. Un piano energetico richiede orizzonti temporali lunghi, una visione condivisa e la capacità di sottrarsi a logiche contingenti. Servono conoscenza, pragmatismo e responsabilità, più che suggestioni o paure. Il ritardo accumulato su più fronti è evidente: la sfida, oggi, è colmare questo divario’.

di Fabrizio Pedetta, Direttore Generale Colacem
(Riproduzione riservata)

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