ESG89 NORCIA 2026 | Urbani (Confindustria Umbria):’Transizione energetica: senza competitività non è sostenibile’

(Giammarco Urbani, presidente Confindustria Umbria)
Immaginare un futuro globale, digitale e sostenibile per le zone del ‘cratere’. E poi valutare la transizione energetica per una nuova cultura di sviluppo economico che genera valore globale. Questi i temi centrali della settima edizione del NORCIA 2026 GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 che si svolgerà i prossimi 7 e 8 maggio nel Borgo di San Benedetto con lo sguardo attento verso le conseguenze del conflitto in Medio Oriente
‘La transizione energetica è una necessità, ma oggi il punto vero è come accompagnarla senza compromettere la tenuta industriale dei territori. È una questione che le imprese stanno vivendo quotidianamente.
Il contesto internazionale lo rende evidente. Le tensioni geopolitiche stanno riportando volatilità sui mercati energetici e incertezza sulle forniture. In questo scenario, l’energia non è più soltanto una questione ambientale: è un fattore determinante di competitività industriale.
Le imprese italiane partono da una posizione di svantaggio. Il costo dell’energia è mediamente più elevato rispetto ad altri Paesi europei, con differenziali che possono arrivare anche al 30-40%.
È un elemento che incide sui bilanci e orienta le scelte di investimento. Allo stesso tempo, appare evidente come all’interno dell’Unione europea permangano differenze significative nei costi energetici: un tema che richiama l’esigenza di rafforzare la dimensione di un vero mercato unico dell’energia.
In questo quadro è necessario un approccio pragmatico. La priorità è mantenere la manifattura in Europa, perché è da lì che si genera valore, occupazione e coesione sociale.
Il primo nodo è quello del mix energetico. Occorre valorizzare tutte le soluzioni disponibili: dallo sviluppo delle fonti rinnovabili alle nuove tecnologie, dalle infrastrutture di rete ai sistemi di accumulo, fino alla prospettiva del nucleare di nuova generazione. In parallelo, diventa essenziale intervenire sui processi autorizzativi, che oggi rappresentano un elemento di rallentamento.
C’è poi il tema dell’ETS. Nella configurazione attuale, il sistema europeo delle quote di emissione evidenzia alcune criticità. Il prezzo della CO₂ è cresciuto in modo significativo e i relativi costi si riflettono su imprese e cittadini, incidendo anche sulla produzione energetica.
Il rischio è quello di penalizzare realtà industriali che hanno già investito in modo rilevante nella decarbonizzazione.
La riduzione delle emissioni resta un obiettivo condiviso, ma deve essere accompagnata da condizioni che consentano alle imprese europee di competere a livello globale. È necessario trovare un equilibrio tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.
La transizione può rappresentare una grande opportunità, ma a condizione che la competitività resti un elemento centrale delle politiche energetiche.
Perché una transizione che indebolisce l’industria rischia di indebolire anche il sistema economico e sociale nel suo complesso.
Di Giammarco Urbani, presidente Confindustria Umbria
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