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08/08/2023

Ferrara (Unimpresa): “Bene su cuneo fiscale, ma inflazione complica accesso a prestiti bancari”

(Giovanna Ferrara, presidente di Unimpresa)

La presidente della confederazione generale delle imprese: “Bisogna lavorare sui giovani, per restituire attrattività a diversi settori ed è necessario intervenire con forza sulla formazione”

Se la stagione estiva si apre sotto i migliori auspici, le imprese si trovano a fare i conti con la mancanza di personale, tanto che secondo uno studio di Unioncamere Anpal sono 504mila i lavoratori di cui c’è bisogno.

“Purtroppo gli associati di Unimpresa conoscono bene questa situazione”, dice Giovanna Ferrara, presidente di Unimpresa, confederazione generale delle imprese.

Ci sono due tipi di considerazione da fare. Da un lato dobbiamo risolvere un problema che riguarda la creazione di figure professionali adeguate alle esigenze delle imprese.

Dall’altro - continua - va affrontata una questione culturale, bisogna modificare  nei giovani, certi schemi mentali che portano a considerare scarsamente attrattive determinate occupazioni, come quelle nella ristorazione o nel piccolo artigianato”.

Presidente, quindi secondo lei in Italia esiste un vero e proprio problema legato alla formazione?

Sì, e si fa ancora molto poco in questo campo. Soprattutto, c’è ancora un forte scollegamento tra le realtà imprenditoriali e chi si occupa di formare, non solo i giovani, ma anche chi ha già un impiego e deve ricollocarsi”.

Rimanendo in tema di occupazione, qual è il suo parere sul Decreto Lavoro?

Luci e ombre. È stato fatto poco per quanto riguarda gli autonomi e molto poco sul fronte del welfare aziendale. Ma siamo all’inizio della legislatura e voglio pensare che il percorso sia ancora all’inizio. Il confronto aperto potrà portare a individuare soluzioni più efficaci per il mondo dell’occupazione”.

Come valuta l'intervento del governo Meloni sul cuneo fiscale?

È un primo passo, ma ancora molto timido. C’è da fare ancora molto sia in termini di riduzione del carico tributario su famiglie e imprese sia per quanto riguarda la semplificazione normativa.

L’auspicio, se penso soprattutto alla giungla di leggi e regole dell’apparato tributario, è che vengano realizzati dei codici, dei testi unici che rendano davvero trasparente ed equo il rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti”.

Che effetto sta dando la politica degli aumenti del costo del denaro?

Un aumento così veloce non era mai accaduto nella storia della politica monetaria contemporanea europea e sta cagionando enormi difficoltà al nostro tessuto economico. Accedere ai prestiti bancari è sempre più costoso e sarà così ancora per molto tempo.

Tutto questo è un fardello per le attività economiche esistenti, basti pensare alla difficoltà di programmare gli investimenti, figuriamoci per chi deve muovere i primi passi. Credo che una misura di questa portata non faccia altro che ridurre il numero delle imprese esistenti”.

È stato un errore smantellare i fondi di Industria 4.0?

Quelle misure che andavano nella direzione giusta e spero che si possa riaprire un tavolo di confronto col governo per individuare nuove forme di incentivo e sostegno agli industriali. Abbiamo la necessità di tornare ad avere, accanto alla micro e piccola impresa, anche realtà più importanti che possano competere nei mercati internazionali”.

Pensa sia positivo il Fondo made in Italy del governo?

Il made in Italy è uno dei brand più noti nel mondo e sostenerlo, da parte di chiunque sia al governo, non è solo un obiettivo strategico sul versante della programmazione economica, ma anche, se me lo consente, un dovere morale”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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