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04/08/2023

Il manifatturiero sorride ed è sempre più attento ai criteri ESG

(Maruska Sabato, Project Manager di Mecspe)

L'analisi dell'osservatorio Mecspe in vista della fiera internazionale della filiera: ordini regolari e fatturati in crescita, rimangono le difficoltà nel reperimento di personale e materie prime. La sfida è affrontare il rialzo dei tassi di interesse. Sempre forte l'attenzione a innovazione, formazione e sostenibilità. Sabato: "Gli imprenditori hanno capito l'importanza di continuare a investire nella modernizzazione e nella crescita delle risorse con un miglioramento delle competenze"

Secondo l’Osservatorio Mescpe sull’industria manifatturiera realizzato in occasione della prossima fiera di riferimento per la filiera organizzata da Senaf a Bari il prossimo novembre, il primo quadrimestre 2023 è stato segnato sicuramente dalla difficoltà di reperimento delle risorse umane (per il 59%) e delle materie prime (40%), oltre che dall’aumento dei tassi di interesse, mentre per quanto riguarda l’andamento, per quasi tre quarti delle imprese i fatturati restano stabili o in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e per il 75% il portafoglio ordini è considerato adeguato.

Sulla base dei dati emersi dall’osservatorio si rende necessario per le imprese diventare sempre più efficienti in modo da ottimizzare i costi, essere sostenibili economicamente e competitive a livello globale.

Sicuramente l’innovazione è uno degli aspetti principali per trasformare le aziende e renderle più moderne, ma per una crescita strutturale del settore questo è solo un tassello. Sarà necessario proseguire anche sulla crescita delle risorse, tema oggi molto sentito dalle imprese, e sulla creazione di una cultura green che metta al centro le persone e la società in ottica ESG.

Innovazione, formazione e sostenibilità sono esattamente i tre pilastri portanti di Mescpe, che torna per la seconda volta a Bari come punto di riferimento per il settore manifatturiero del Centro e Sud Italia.

Cresce la consapevolezza della necessità di innovazione

L'industria si conferma pilastro dell'economia italiana e gli imprenditori hanno capito l'importanza di continuare a investire in innovazione e nella crescita delle risorse con una formazione adeguata  dichiara Maruska Sabato, Project Manager di Mecspe Soprattutto in questa fase dove si stanno affacciando nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale che potrebbero rivoluzionare il settore, ma che richiedono competenze specifiche e difficili da reperire sul mercato.

Oggi Mecspe ha un compito importante: accompagnare gli imprenditori durante questo percorso di trasformazione digitale mettendo a loro disposizione non solo la parte espositiva, che resta importante, ma tutte le connessioni che si creano in fiera grazie alla presenza di associazioni di settore, aziende ed esperti.

Una piattaforma completa dove le aziende possono scoprire le ultime soluzioni, toccarle con mano, condividere esperienze e apprendere le novità del settore”.

Sempre più  digitalizzazione

Ritornando ai tre pilastri per le aziende, a che punto siamo sul fronte dell’innovazione e della digitalizzazione, fattore che più di tutti ha un impatto diretto sulle imprese in termini di efficienza? Quali sono i trend emergenti?

Sette aziende su dieci ritengono di aver avuto nel  primo quadrimestre una crescita digitale da media ad alta e tante iniziano a essere “attratte” dalle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, che potrebbero “cambiare” sensibilmente il settore: per sei imprenditori su dieci l’AI avrà un impatto positivo (solo per l’11% sarà negativo), l’11 già la utilizza, il 13 la introdurrà prossimamente e il 37 si sta già informando.  

Le imprese ci credono e investono in innovazione, ed è per questo che MECSPE ha previsto un programma ricco di iniziative dedicate per promuovere i vantaggi di una cultura digitale e agevolare l’implementazione nei processi aziendali e produttivi.

Un esempio è il Villaggio AIDAM – Associazione Italiana di Automazione Meccanica, un’area tecnologica e innovativa che rappresenta il comparto della meccatronica italiana, un’eccellenza a livello mondiale.

“L’industria manifatturiera in Italia è sicuramente ai primi posti europei per tecnologia ed innovazione. Un risultato a cui ha senza dubbio contribuito l’automazione industriale, insieme alla personalizzazione delle soluzioni che solo le aziende italiane riescono a creare – afferma Michele Merola, Presidente Aidam – Il piano Industria 4.0, oggi chiamato Transizione 4.0, ha rivoluzionato il nostro paese e il modo di produrre.

Si trattava di un processo già in atto in numerose aziende italiane e il piano ha solo accelerato questa trasformazione grazie alla quale le aziende hanno compreso i vantaggi della digitalizzazione.

Le sfide non sono finite, il nostro comparto, che serve praticamente tutto il mondo e le più svariate filiere, sta continuando ad innovare per mantenere l’eccellenza che ci viene riconosciuta come brand Italia”.

Accanto al Villaggio Aidam spazio anche alle giovani imprese -che rappresentano un indice di dinamicità del tessuto imprenditoriale del Paese - con l’iniziativa StartUp Factory: un’area su misura per favorire il networking tra startup innovative e tecnologiche e piccole, medie, grandi imprese.

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Le aziende investono anche in formazione

L'attenzione crescente verso la digitalizzazione, quindi, porta con sé la necessità di acquisire nuove competenze e formare le risorse umane. Cosa fanno oggi le imprese per far crescere il bagaglio di competenze interne?

Tra le azioni che hanno adottato o adotteranno, quasi sei aziende su dieci investono in corsi di aggiornamento e formazione per il personale già presente e quasi tre su dieci stanno puntando sui giovani stringendo accordi con Its, Ifts e università.

Il tema dei giovani è infatti molto sentito dagli imprenditori, in quanto da un lato rispecchia un nuovo modello di industria più in linea con le aspettative della Gen Z, dall’altro è un bacino interessante da cui attingere risorse in parte già formate, come nel caso degli Its

 Sostenibilità sfida da vincere

Oltre all’innovazione e alla formazione, il tema che più di tutti sta crescendo, almeno sul fronte della sensibilità, è quello della sostenibilità.

E qui si apre un capitolo importante: se le grandi aziende hanno una cultura green più sentita, anche per una questione di “obblighi”, qual è la fotografia tra le Pmi?

Su questo, secondo l’Osservatorio Mecspe ci sono dei piccoli miglioramenti: il livello di conoscenza dei criteri ESG sale al 41% del campione (6 punti in più in più dell’ultima rilevazione), così come gli imprenditori che ritengono abbastanza o molto green la propria azienda, che arriva al 45% rispetto al 35 precedente.

Ma la strada è ancora lunga e sarà necessario sensibilizzare gli imprenditori sui vantaggi diretti e indiretti di una cultura green più marcata, che si riflette positivamente su tutte le aree aziendali.

Redazione Cuoreeconomico
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