In Italia sempre meno artigiani: dal 2013 calo di 280.000

I dati dell'osservatorio Inps e di Unioncamere: nello stesso periodo sono diminuiti anche i commercianti. Scesa anche la percentuale di professioni "tramandate" degli anziani ai più giovani
Cresce il lavoro dipendente ma diminuisce quello degli artigiani: tra il 2013 e il 2022 gli artigiani sono diminuiti di quasi 280.000 unità (-15,24%), un numero che supera gli abitanti della città di Venezia, per attestarsi poco sopra quota 1,54 milioni.
A calcolare la drastica riduzione è l'Osservatorio Inps sui lavoratori autonomi. Ma è solo l'ultimo dei campanelli d'allarme su questo fronte.
Nelle nostre città si trovano sempre meno idraulici e elettricisti ma anche, secondo i dati diffusi da Unioncamere nei giorni scorsi, falegnami, lavanderie e piccoli trasportatori mentre sono cresciuti i tassisti, i muratori e le estetiste, gruppo nel quale figurano anche i tatuatori. Nello stesso periodo sono diminuiti anche i commercianti anche se in modo meno sostenuto.
Nel 2022 erano iscritti all'Inps 1.542.299 artigiani, il 2,2% in meno rispetto al 2021 con una marcata prevalenza di titolari (il 92,9% del totale).
In questi anni si è ridotta soprattutto la quota dei collaboratori (-29,92%), spesso quei lavoratori che imparavano il mestiere dai più anziani, rispetto ai titolari (-13,86%), un dato che fa presagire un'ulteriore diminuzione nei prossimi anni una volta che questi andranno a riposo.
LEGGI GLI ARTICOLI DI ECONOMIA
Le figure che salgono e quelle che crescono
Secondo l'Unioncamere a fronte di un calo consistente di trasportatori, calzolai, panettieri e lavanderie crescono gli specialisti Ict.
Tra gli artigiani titolari sono largamente prevalenti i maschi (80,8%) mentre tra i collaboratori la differenza per genere è meno marcata (56,4% gli uomini). Più della metà degli artigiani (56,1%) si trova nelle regioni del Nord con la Lombardia che da sola concentra il 18,5% degli iscritti.
Il 54,4% degli artigiani ha più di 50 anni e comunque l'80,6% ne ha più di 40. Solo il 4,8% ha meno di 30 anni di età.
Diminuiscono anche i commercianti: nel 2022 erano 2.084.186, un numero sostanzialmente stabile rispetto al 2021 (-0.1%) ma in calo del 7,12% rispetto al 2013 (-159.746 unità).
Anche tra i commercianti prevalgono i lavoratori maschi in assoluto (sono il 65,3%) e soprattutto tra i titolari (67,3%), mentre a prevalere tra i collaboratori, con 91.980 iscritte, sono le femmine (58,3%).
Fasce di età e situazione nelle zone
Nel complesso, il 77,4% si concentra nelle classi di età dai 40 anni in su, mentre solo il 6,4% ha un'età inferiore ai 30 anni.
Il 26,3% dei commercianti si trova nel Nord Ovest, il 19,5% nel Nord Est, il 21,1% al Centro, il 23,3% al Sud e il 9,8% nelle Isole. La regione con il maggior numero di commercianti è la Lombardia con 318.754 iscritti, pari al 15,3% del totale.
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com





.jpg?1709913396845)





