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18/10/2023

Inclusione finanziaria delle donne, Italia col passo del gambero

Lo studio condotto dall'Università degli Studi di Milano Bicocca su dati relativi ai prestiti al consumo finalizzati e personali erogati da Deutsche Bank in Italia segnala un calo. La docente Rinaldi: "Le donne spesso sono penalizzate nell'accesso al credito per via delle loro posizioni meno garantite sul mercato del lavoro"

L'inclusione finanziaria delle donne ha avuto una battuta d'arresto. Uno studio condotto dall'Università degli Studi di Milano Bicocca su dati relativi ai prestiti al consumo finalizzati e personali erogati da Deutsche Bank in Italia, nel primo semestre 2023 fa emergere che solo il 38,60 percento dei prodotti è stato sottoscritto da donne, contro il 61,4 degli uomini. Una forbice ancora più ampia di quanto registrato nel primo semestre 2018 (58,7 percento contro 41,3). 

Uomini più interessati

"Gli uomini sono più interessati ai prestiti al consumo per l'acquisto di beni durevoli come l'automobile, la moto, l'impianto fotovoltaico per la casa o simili.

Le donne, più a servizi per la persona come i corsi di inglese, i master, o anche una vacanza" ma dai dati della ricerca emerge anche che "nonostante il miglior credit score femminile, le donne spesso sono penalizzate nell'accesso al credito per via delle loro posizioni meno garantite sul mercato del lavoro" spiega Emanuela Rinaldi, professoressa Associata di sociologia dei processi culturali e comunicativi e direttrice della ricerca che viene presentata in occasione del Mese dell'Educazione Finanziaria e della 4 Weeks 4 Inclusion.

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Ancora molte disuguaglianze di genere

"I dati sull'inclusione femminile dal punto di vista finanziario e lavorativo evidenziano ancora numerose disuguaglianze di genere, che penalizzano le donne", commenta Barbara Quacquarelli, professoressa associata di Organizzazione Aziendale.

"Le donne in Italia, pur avendo un alto livello di formazione, lavorano meno e guadagnano meno degli uomini, anche a parità di ruoli. Questo alimenta di fatto una debolezza nell'impatto sui processi decisionali a tutti i livelli della società, dalla famiglia all'azienda".

Redazione Cuoreeconomico
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